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Una (im)probabile affrancatura filatelica

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Re: Una (im)probabile affrancatura filatelica

Messaggioda ignotus » ven dic 29, 2017 3:17 pm

Anch'io, Ignotus, aborrisco questo genere di cose. Chi - volutamente, coscientemente - disturba amici, parenti e conoscenti, magari anche con insistenza, per farsi spedire certi precisi francobolli, o per avere l'annullo di una certa località, o per altre facezie del genere (degne del peggior "collezionali tutti" delle sorpresine dell'ovetto Kinder), o chi addirittura tutte 'ste bellezze se le costruisce e poi se le spedisce da sé, è uno che dovrebbe farsi visitare. Ma da un dottore bravo, bravo forte, bravo per davvero.


E allora il megaguru della filatelia italiana, tale Emilio Diena che avrà spedito a spanne un centinaio (o più) di raccomandate con il mitico 30c. di Umberto primo fa parte di questa categoria? Io credo che neppure te butteresti al macero una busta di "posta provocata da Emilio Diena" con questo mitico francobollo! Se in un mercato delle pulci la trovo...non ci penso mezza volta a comprarla! E allora che dire dell'unica lettera con il famoso "Tyrian plum" (=porpora di Tiro) da due pence con effigie di Edoardo VII di cui esistono nuovi pochi esemplari ed una sola busta indirizzata al principe di Galles (poi re Giorgio quinto) mega collezionista? Beata la regina Elisabetta che ha la busta nella sua "pioccola raccolta"! Per il Tyrian plum guarda qui!

https://en.wikipedia.org/wiki/Edward_VII_2d_Tyrian_plum

I "puritani filatelici" simili ai talebani dell'Afghanistan non li capisco proprio!
Ultima modifica di ignotus il ven dic 29, 2017 4:00 pm, modificato 1 volta in totale.

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Re: Una (im)probabile affrancatura filatelica

Messaggioda Pitigrilli » ven dic 29, 2017 3:42 pm

No, non lo butterei, come non butterei le buste col Gronchi Rosa, come non butterei tante altre cose, che, oggi, hanno comunque un "valore collezionistico" (e spesso anche economico). Ma a questi oggetti - ne converrai - manca l'inarrivabile fascino della casualità, dell'imprevisto, del non voluto, del fato che lavora al tuo posto. Questa magia - ne converrai - non c'è e non ci sarà mai, non può esserci "per definizione", perché qui di casuale non c'è nulla.

Il mio invito a "farsi visitare" (da uno bravo, mi raccomando) era peraltro rivolto non tanto a chi si è lasciato andare a simili comportamenti nel passato (il passato è ... passato), ma a chi, oggi, anno di grazia 2017, quasi 2018 d.C., ancora si diletta e si trastulla nel cercare di avere quella certa combinazione di francobolli, quel certo annullo di quella certa località, quella certa affrancatura fatta in un certo modo, sperando ... non so bene cosa, o traendo piacere da ... vorrei capire cosa, visto che il tutto è comunque riproducibile in serie, in maniera industriale.

ciao

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Re: Una (im)probabile affrancatura filatelica

Messaggioda Pitigrilli » ven dic 29, 2017 4:49 pm

Quel che voglio dire è che se noi sopprimiamo del tutto l'elemento "alea", "caso", "fato", "incertezza", allora noi uccidiamo la filatelia ...
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Re: Una (im)probabile affrancatura filatelica

Messaggioda vikingo68 » ven dic 29, 2017 5:16 pm

L'ultima frase è giustissima...per la capacità transitiva infatti non credo sia giusto tagliare a proprio piacimento francobolli multipli difettosi in uno ( o più) perfetti.

ciao Carlo.
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Re: Una (im)probabile affrancatura filatelica

Messaggioda Pitigrilli » ven dic 29, 2017 5:35 pm

vikingo68 ha scritto:L'ultima frase è giustissima...per la capacità transitiva infatti non credo sia giusto tagliare a proprio piacimento francobolli multipli difettosi in uno ( o più) perfetti.

ciao Carlo.


Ah, vikingo68, hai presente a scacchi, quando lasci volutamente l'Alfiere scoperto, per poi catturare la Torre?
Ecco, ci sei cascato in pieno. Mi hai catturato l'Alfiere. Bravo. Well done!
Dai, su, ti prego, restiamo in topic, per favore, almeno fino all'epifania.
Di questa cosa ne parlerò, se mi andrà, nel topic dedicato.

Sinceri auguri, per tutto.

Piti.
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Re: Una (im)probabile affrancatura filatelica

Messaggioda vikingo68 » ven dic 29, 2017 5:43 pm

Ricambio gli Auguri...per la torre occhio all'arrocco... :-)

Ovviamente la posta moderna e attuale ( con certi orrori provocati) non credo abbia il benchè minimo interesse storico postale.

Carlo. ciao ciao
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Re: Una (im)probabile affrancatura filatelica

Messaggioda Giasone » ven dic 29, 2017 6:15 pm

Pitigrilli ha scritto:
ignotus ha scritto:La gente che colleziona storia postale aborrisce le affrancature filateliche e anche la "posta provocata" cioè quella regolare spedita a sè stessi o ad amici per procurarsi documenti postali per una certa tariffa o per avere usato un francobollo che è stato poco adoperato.


Anch'io, Ignotus, aborrisco questo genere di cose. Chi - volutamente, coscientemente - disturba amici, parenti e conoscenti, magari anche con insistenza, per farsi spedire certi precisi francobolli, o per avere l'annullo di una certa località, o per altre facezie del genere (degne del peggior "collezionali tutti" delle sorpresine dell'ovetto Kinder), o chi addirittura tutte 'ste bellezze se le costruisce e poi se le spedisce da sé, è uno che dovrebbe farsi visitare. Ma da un dottore bravo, bravo forte, bravo per davvero.

Il mio caso però è diverso. Io non chiedo niente a nessuno. Io lascio fare al caso. Vedo quel che mi arriva, giudico, e poi o archivio nel cesto della spazzatura, oppure lo tengo. Alla fine la trovo una cosa molto divertente e a costo zero.

Un caro saluto e i migliori auspici per il nuovo anno!

Piti.


Caro Piti, post appassionante e vivace discussione.
Traggo spunto da alcune tue considerazioni in merito a:"'ste bellezze se le costruisce e poi se le spedisce da sé, è uno che dovrebbe farsi visitare. Ma da un dottore bravo, bravo forte, bravo per davvero".
Leggo or ora sul Corsera cartaceo di oggi nella pagina cultura l'articolo "C'è (una strana) posta per te - Cartoline dal paese del gioco" sulla mostra del celebre fotografo "Franco Fontana MailPost Pop Dada 1994-2017" che "...anche Alighiero Boetti ha utilizzato questa pratica artistica (mail art), inviando lettere a se stesso con ordinate composizioni di francobolli..."
Non conosco l'artista ma su Wikipedia estrapolo quanto segue: "Nel 1970 la serie dei Viaggi postali (o Dossier postale iniziata l'anno prima si conclude. Inizia i primi lavori in cui i francobolli apposti sulle buste esaudiscono tutte le possibili combinazioni e permutazioni. "Ho usato i francobolli per i loro colori come un artista usa un pennello o i pastelli".
Guardate qui https://www.archivioalighieroboetti.it/alighiero-boetti/galleria-opere/#/codice-eritrea
Che ne pensi?
ciao
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Re: Una (im)probabile affrancatura filatelica

Messaggioda Pitigrilli » ven dic 29, 2017 6:29 pm

Molto interessante, davvero interessante, dico davvero.
Ora me lo guardo per bene, perché in effetti merita di esser visto e capito.

Così, su due piedi, mi viene da riproporre la domanda: che cosa è l'arte?
L'arte è ... "non importa cosa fai, importa solo come lo fai".

Il piccolo, minuto, anonimo collezionista, che cerca di smuovere mari e monti per ritrovarsi tra le mani un prodotto "artificiale", "di plastica", "fondamentalmente finto", mi fa, e continua a farmi, parecchia compassione.

Ma l'artista, il grande artista, che sa alzare il livello del gioco, che sa conferirgli un certo rango, forse, non so, potrebbe anche appassionarmi ...

Non importa cosa fai, conta solo come lo fai.

ciao

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Re: Una (im)probabile affrancatura filatelica

Messaggioda TINOS » ven dic 29, 2017 8:51 pm

Pitigrilli ha scritto:
ignotus ha scritto:La gente che colleziona storia postale aborrisce le affrancature filateliche e anche la "posta provocata" cioè quella regolare spedita a sè stessi o ad amici per procurarsi documenti postali per una certa tariffa o per avere usato un francobollo che è stato poco adoperato.


Anch'io, Ignotus, aborrisco questo genere di cose. Chi - volutamente, coscientemente - disturba amici, parenti e conoscenti, magari anche con insistenza, per farsi spedire certi precisi francobolli, o per avere l'annullo di una certa località, o per altre facezie del genere (degne del peggior "collezionali tutti" delle sorpresine dell'ovetto Kinder), o chi addirittura tutte 'ste bellezze se le costruisce e poi se le spedisce da sé, è uno che dovrebbe farsi visitare. Ma da un dottore bravo, bravo forte, bravo per davvero.

Il mio caso però è diverso. Io non chiedo niente a nessuno. Io lascio fare al caso. Vedo quel che mi arriva, giudico, e poi o archivio nel cesto della spazzatura, oppure lo tengo. Alla fine la trovo una cosa molto divertente e a costo zero.

Un caro saluto e i migliori auspici per il nuovo anno!

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Non credo che ignotus "aborrisca" a questo genere di cose, poi scusatemi solo perchè il destinatario o il mittente è un collezionista allora non è storia postale e non deve valere nulla se invece la busta ha come mittente e destinatario dei plebei allora e vera storia postale , ma chi stabilisce se la lettera è stata spedita perchè si doveva spedire o perchè la si voleva creare apposta? Se il o i francobolli sono stati usati per pagare un servizio postale perfettamente in regola per me basta e avanza, ricordo sempre che il Gronchi Rosa ricoperto esiste credo in tutte FDC create filatelicamente ma chi le ha create non si immaginava di certo che il GR veniva ritirato e che per le lettere già imbucate lo avrebbero coperto con il Gronchi grigio.... ciao ciao
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Re: Una (im)probabile affrancatura filatelica

Messaggioda Pitigrilli » mar gen 02, 2018 10:56 am

TINOS ha scritto:Se il o i francobolli sono stati usati per pagare un servizio postale perfettamente in regola per me basta e avanza


Anche a me, in linea di massima.

Il problema - nel caso del mio plico, ormai finito nella raccolta differenziata della carta - è che non recava nessun "segno postale" a testimonianza del pagamento del servizio di spedizione. Cioè, io so che quella assicurata è realmente partita da Milano e regolarmente arrivata a Roma, e che tutti i francobolli che vi sono apposti sono serviti allo scopo; ma a uno sguardo terzo, se cioè avessi messo quel plico nelle mani di un soggetto terzo, costui mi avrebbe potuto benissimo dire: "come faccio a sapere che non te la sei costruita tu, a casa tua, senza nemmeno alzarti dal divano? questo plico avrà pur viaggiato, come tu dici, ma è indistinguibile da un documento che uno avrebbe potuto fabbricarsi in casa da sé". Questo, per me, è veramente troppo.

ciao

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Re: Una (im)probabile affrancatura filatelica

Messaggioda TINOS » mar gen 02, 2018 12:26 pm

Pitigrilli ha scritto:
TINOS ha scritto:Se il o i francobolli sono stati usati per pagare un servizio postale perfettamente in regola per me basta e avanza


Anche a me, in linea di massima.

Il problema - nel caso del mio plico, ormai finito nella raccolta differenziata della carta - è che non recava nessun "segno postale" a testimonianza del pagamento del servizio di spedizione. Cioè, io so che quella assicurata è realmente partita da Milano e regolarmente arrivata a Roma, e che tutti i francobolli che vi sono apposti sono serviti allo scopo; ma a uno sguardo terzo, se cioè avessi messo quel plico nelle mani di un soggetto terzo, costui mi avrebbe potuto benissimo dire: "come faccio a sapere che non te la sei costruita tu, a casa tua, senza nemmeno alzarti dal divano? questo plico avrà pur viaggiato, come tu dici, ma è indistinguibile da un documento che uno avrebbe potuto fabbricarsi in casa da sé". Questo, per me, è veramente troppo.

ciao

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Purtroppo nell'era moderna gli impiegati delle poste super automatizzati non hanno piu la sensibilità dei collezionisti, una volta quasi tutti gli impiegati delle poste erano collezionisti e trattavano la posta con cura e apponendo timbri leggibili e ben nitidi, ora non c'è piu la sensibilità e si lavora (per cosi dire) solo per lo stipendio, specialmente negli enti pubblici o pseudo pubblici, pero i soldi dai collezionisti fanno ancora gola di gia che comunque gli sportelli filatelici esistono ancora, se i capoccioni sensibilizzassero un pochino di piu gli impiegati e li controllassero anche meglio forse potrebbero ricavarne qualche cosa in piu dai collezionisti... ciao ciao (se Diena avesse spedito al gg d'oggi tutte quelle buste probabilmente ne sarebbero arrivate a destinazione metà e l'altra metà col rischio di essere rovinata da timbri improbabili ....)
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