annovi.frizio ha scritto:oops, non volevo farvi litigare, almeno tra filatelici potremmo essere tutti italici.. o no?

Ahimè sperando di non rendermi più antipatico di quello che sono, farò un po' la voce fuori dal coro.
Cominciamo con un'enunciazione di principio, relativa a quando sopra quotato.
La mia patria è il mondo, la mia razza l'umanità...giusto per conoscerci meglio.
Però colleziono solo Regno e Repubblica a ruota!

E adesso la mia opinione su questa "nuova" Italia al Lavoro.
La tua rivisitazione dal punto di vista puramente formale è piuttosto convincente, anche se rispetto agli anni '50, naturalmente, l'Italia è passata da un'economia ancora marcatamente rurale con aree industriali solo al nord, ad una produzione per lo più industriale e high-tech.
La Liguria, ad esempio, non è più così caratterizzata dalla cantieristica navale come appare nel tuo francobollo, quanto da grosse aziende che operano nel settore dell'automazione e del controllo numerico, come peraltro già evidenziato in filatelia in un francobollo del 1988, mi pare, dedicato al lavoro Italiano.
Quello dell'ELSAG.
Mi domando ancora poi se sia concettualmente coerente l'impostazione classica di Mezzana, con immagini (e attività) più moderne.
Forse è giusto che i francobolli di oggi usino un'iconografia più moderna perchè devono testimoniare questo tempo, non il gusto estetico di 50 anni fa.
Anche se ci piacciono magari di meno perchè non hanno il fascino del passato, ma hanno la banalità dell'attimo vissuto.
Pensate se Mezzana si fosse rifatto ai francobolli dei primi anni del secolo, ad esempio allo stile floreale, che testimonianza avremmo degli anni 50?
Adulterata, indubbiamente.
Allo stesso modo amo poco le varie rivisitazioni in chiave attuale dei classici dell'automobilismo che fu.
Le varie "500", "New Beetle", "Mini" e quant'altro di ripescato.
Per non parlare della musica, ma non voglio annoiarvi troppo e mi fermo qua.
Detto ciò, riguardandoli, sono bellissimi e, in fondo, potrei anche rimangiarmi tutto quello che ho detto...
Ciao