Questo e' il dramma della filatelia, nei periodi di crisi escono gli sciacalli che si approfittano delle ristrettezze finanziarie dei collezionisti per acquistare ad un decimo del prezzo e vendere in proporzione.
Caro Amedeo
Non so come va in Australia ma in Italia per me va da cacca. Non per me personalmente anche se mi sto dissanguando finanziariamente in questo periodo ma per tanti che stanno peggio! Io ero solito quando sto in città ad uscire attorno alle cinque e mezza - sei della sera perchè trovavo tanti amici e conoscenti con cui parlare del più e del meno. Finito l'orario di lavoro andavano nei bar a bersi un bicchiere di vino, un caffè o un aperitivo a seconda dei gusti...ora invece se ne scappano veloci a casa perchè mancano i soldini per tante necessità più impellenti. I bar e le osterie sono quasi sempre "pieni di vuoto". Conclusione: con questi chiari di luna tanti vendono i gioielli di famiglia di qualunque tipo pur di realizzare "moneta frusciante" perchè magari anche in tempi di carestia hanno conservato qualche piccolo vizietto!
Conclusione: aumenta l'offerta e inevitabilmente i prezzi di riacquisto dei commercianti (di qualunque settore) calano ma definirli sciacalli non me la sento proprio perchè in fondo anche loro si difendono.
Realizzare un decimo o, nella migliore delle ipotesi, un quinto del catalogo è una fortuna visto che si compra mediamente per un terzo.
In fondo poi nessuno obbliga chi ha francobolli di pregio di venderli in questi tempi di "vacche anoressiche"! Se uno lo fa usa il suo "libero arbitrio".
A risentirci presto
G. L.