Il Pinocchio di Trieste

La filatelia del periodo repubblicano italiano, fino ai nostri giorni (SONO ESCLUSI GLI ARGOMENTI DI FILATELIA ORDINARIA e SPECIALIZZATA che dispongono di appositi forum)

Re: Il Pinocchio di Trieste

Messaggioda ignotus il ven mar 05, 2010 8:49 pm

la realtà è che nessuno è così fesso da falsificare un francobollo per venderlo poi al facciale in Posta


Elementare: smercia uno o due fogli per il normale consumo delle tassate alla chetichella con la compiacenza di un amico degli amici delle poste("schei e amicizia rovina la giustizia!") per dare una parvenza di ufficialità al tarocco! Idem per il 50L. di posta aerea, meglio ancora per il recapito autorizzato timbrabile con qualsivoglia timbro privato!
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Re: Il Pinocchio di Trieste

Messaggioda CARLO CERVINI il lun mar 08, 2010 11:19 am

Caro Ignotus, non arrampicarti sugli specchi, nel caso del segnatasse da 25 lire n. 25/A del 1954 di Trieste con soprastampa modificata ci sono prove inoppugnabili della sua autenticità, dell'emissione e distribuzione e dell'incenerimento delle rese finali.
1) E' stato soprastampato dal Poligrafico di Roma in 198 fogli di 100 pezzi (x 4) per n. 19.800 esemplari + n. 2 fogli da 100 depositati come quota ministeriale ufficialmente inceneriti nel 1967.
2) E' stato emesso il 14 Agosto 1954 e distribuito dal magazzino centrale il 16/08 solo negli sportelli di Trieste Centrale e nelle 13 succursali cittadine (mentre il fratello n. 25 emesso il 01 Febbraio 1954 era stato distribuito in tutti gli uffici e nelle collettorie private della Zona A).
3) Sono note le vendite giornaliere nei 90 giorni di validità dal 14/08 al 14/11/54 di n. 138 esemplari medi per giorno altre ai 315 del n. 25 con soprastampa normale.
4) Sono note le rese al magazzino centrale di entrambi i due tipi di 25 lire segnatasse, i verbali di consegna, nonostante che per l'AMG il residuo in seguito incenerito fosse per evidenti ragioni INDISTINTO; è naturale che per il magazzino centrale e per l'AMG non fosse possibile considerare la variante filatelica di una soprastampa di tipo X°C o X° D, troppo specialistica.
Ci possono essere stati dei falsi a posteriori come tu sostieni, ma sostenere che è un'emissione fatta in casa vuol dire credere alle leggende metropolitane. senza_speranza
cordiali saluti
Cervohold ciao ciao ciao
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Re: Il Pinocchio di Trieste

Messaggioda ignotus il lun mar 08, 2010 8:15 pm

1) E' stato soprastampato dal Poligrafico di Roma in 198 fogli di 100 pezzi (x 4) per n. 19.800 esemplari + n. 2 fogli da 100 depositati come quota ministeriale ufficialmente inceneriti nel 1967.
2) E' stato emesso il 14 Agosto 1954 e distribuito dal magazzino centrale il 16/08 solo negli sportelli di Trieste Centrale e nelle 13 succursali cittadine (mentre il fratello n. 25 emesso il 01 Febbraio 1954 era stato distribuito in tutti gli uffici e nelle collettorie private della Zona A).


Come si fa a dire che è stato "emesso" quando l'unico con decreto ufficiale è quello del primo febbraio? Al massimo si potrebbe parlare di varietà di sovrastampa ma non di francobollo appositamente emesso!
Io sono come San Tommaso: fino ad oggi ho visto solo esemplari nuovi dei tre tarocchi e manco uno usato su documento postale. Il giorno in cui vedo documenti autentici "ruspanti" e non filatelici con il segnatasse ed il valore di posta aerea posso forse crederci. Per la marca di recapito autorizzato la mia richiesta sarebbe una "prova diabolica" perchè qualunque banca di Trieste ha ancora in magazzino un bel timbro quadrato datario per preparare un'autentica "busta regolarmente viaggiata"!
Ad essere buoni si può parlare di variante ma non di francobollo tipo come il 50 lire della Rocca di Calascio con la data 1980 "in ditta" che è apparso sì alla chetichella senza comunicati ufficiali qua e là in Italia e abbondantemente distribuito.
Al mio paese ne abbiamo avuti a disposizione a vagonate e visto che si parla di Trieste ho rifornito un noto commerciante del posto che mi aveva detto che a Trieste non ne avevano distribuito manco uno! Credo di avergli fatto avere almeno dieci fogli! Idem per una famosa ditta di Barcelona in Catalogna!


La correzione in rosso è mia: avevo scritto segnatasse e non marca per recapito autorizzato! Cose che capitano!
Ultima modifica di ignotus il mer mar 10, 2010 10:17 pm, modificato 3 volte in totale.
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Re: Il Pinocchio di Trieste

Messaggioda CARLO CERVINI il mar mar 09, 2010 12:17 pm

[Come si fa a dire che è stato "emesso" quando l'unico con decreto ufficiale è quello del primo febbraio? Al massimo si potrebbe parlare di varietà di sovrastampa ma non di francobollo appositamente emesso!

Perdonami se insisto, caro amico, sia chiaro che apprezzo la tua meticolosità e precisione, ma i dati ancora parziali sono assolutamente certi; dirò di più i due fatti che a mio parere tagliano la testa al toro sono: la presenza dei 2 fogli del 25/A sottotipo X° D della quota ministeriale che sono stati censiti e inceneriti nel 1967 (dato ufficiale), lo stesso per i 10 fogli dell'emissione madre del 25 lire segnatasse del 01 Febbraio 1954, sottotipo X° C, anch'essi censiti e inceneriti nel 1967.
Solo le Poste Italiane avevano l'obbligo di consegnare direttamente la quota ministeriale 10 + 2 nel caso in oggetto, certamente non un abile falsario.
Dalle famose agende emergono le date delle trance di distribuzione dei 1.000 fogli del n. 25 originario e dei 198 fogli del 25/A, anzi c'è una chicca inedita, i n. 32 fogli del 25/A tenuti dal Magazzino centrale come riserva strategica e distribuiti il 15 Settembre 1954, poi ci sono le rese finali ecc........può essere tutto falso ? possono esserci tanti complici ? il troppo di solito scoppia. senza_speranza
Cordiali saluti
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Re: Il Pinocchio di Trieste

Messaggioda CARLO CERVINI il mar mar 09, 2010 4:32 pm

Vengo ai magnifici Cavallini della Repubblica e di Trieste:

Emessi nel 1954, Ruota II° tipo, dentellatura 13, 1/4 lineare e a pettine, mi risulta in origine tirati in 100.000 esemplari (55.000 lineari + 45.000 a pettine), subito 15.000 lineari + 10.000 a pettine furono soprastampati per Trieste ed emessi il 12/08/54, di questi oramai si sa tutto, le 3 distribuzioni a trance, i consumi postali, le vere quantità vendute, la resa finale in fogli al magazzino, e di conseguenza le quantità incenerite alla fine, tanto che si può azzardare una quantità in mano ai collezionisti e al mercato di circa 3.500 cavallini a pettine nuovi + 400/500 annullati a sezioni unite e circa 2.300 lineari nuovi + 150 annullati a sezioni unite.
Sui Cavallini della Repubblica nel merito c'è il buio più totale, proviamo a fare un ragionamento deduttivo:
emessi 100.000 - 25.000 soprastampati per Trieste, rimangono 75.000 esemplari (40.000 L. + 35.000 P.) calcolando circa 20.000 Uffici postali in Italia all'epoca, da 2 a 3 fogli distribuiti per Ufficio + il settore filatelico; dovrebbero essere stati consumati a sezioni separate almeno 30/35.000 esemplari, il facciale era molto alto (un foglio da 50 pezzi valeva n. 2 mesi di stipendio di un impiegato) e c'era tanta fame e miseria in giro; restano circa 40.000 esemplari, consideriamo ragionevolmente altri 15/17.000 venduti nuovi per filatelia con un migliaio di annullati a sezioni unite, non credo molti di più, perchè Longini, Prestianni, Nicodem e Matarazzo mi hanno confermato che chiesero ai loro abbonati per le novità per la prima volta la conferma dei quantitativi e l'anticipo dei soldi per non uscire con cifre considerevoli per l'epoca.
Rimane un buco nero di circa 20/22.000 Cavallini che sono spariti nel nulla....... molte testimonianze, non so fino a che punto credibili dicono che per il cambio della filigrana, io credo invece per le troppe rimanenze invendute, le Poste ordinarono di incenerirli, a Verona, ho testimoni diretti, ciò fu fatto per pochissimi fogli interi, dalle altre parti non si sa di preciso, tra l'altro, essendo un francobollo dei servizi aveva validità permanente, tanto è vero che un collezionista di Mestre (VE) ne ha trovati casualmente 3 in vendita in un Ufficio postale periferico nel 1959 e un'altro 15 esemplari vicino a Varese nel 1957. E' bella questa cosa del mercato supremo giudice del valore e della rarità di un francobollo, è indubbio che la Repubblica sia molto più collezionata di Trieste, ma 2.400/600 euro per un Cavallino contro 150/200 euro per uno di Trieste che esiste per un quinto, mi sembra un pò troppo strano.

Ripropongo questo tema, perchè con tanti testimoni diretti di quegli eventi del 1954, io ero ancora un bebè, nessuno ha fatto un commento; eppure si tratta del pezzo chiave sia nuovo che annullato della collezione della Repubblica.
Sempre con riferimento al famoso buco nero dei 22.000 esemplari spariti nel nulla ho trovato alcune testimonianze di vecchi postali ormai in pensione che mi hanno raccontato che a Verona, uno degli Uffici filatelici più forniti per via delle 2 manifestazioni annuali di Veronafil i fogli destinati all'incenerimento erano esattamente 52 per 2.600 pezzi, due giorni prima dell'autodafè passò l'incaricato di una nota ditta subalpina e acquistò 50 fogli in contanti sull'unghia, perciò l'incenerimento tanto strombazzato riguardò solo n. 2 miserabili fogli lineari, tra l'altro con problemi di piegature. La stessa cosa accadde a Padova e Venezia - Mestre, a Ferrara e Mantova invece l'unico foglio esistente fu incenerito, da altre parti invece nessun autofè (Como, Varese, Modena, Bologna, Pavia, Vicenza, Trento, Treviso e Belluno), nel Centro - Sud nulla di preciso viene riferito, salvo che negli ultimi giorni i fogli del Cavallino a Roma, Napoli e Bari volavano come alle corse del galoppo. sono_arrabbiato
E' estremamente grave e vergognoso che le Poste non abbiano mai detto nulla di ufficiale, favorendo così delle speculazioni immonde a danno dei collezionisti, personalmente non l'ho mai acquistato, neanche usato perchè non vorrei pagare 2.600 - 2.800 euro quello che vale nella realtà poche centinaia di euro.
Un abbraccio a tutto il Forum
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Re: Il Pinocchio di Trieste

Messaggioda ignotus il mer mar 10, 2010 12:33 am

i fogli destinati all'incenerimento


Questa mi par una gran cavolata! Perchè incenerire francobolli nuovi di pacca e perfettamente validi per affrancatura solo per il cambio di filigrana da ruota a stelle per poi ristamparne una vagonata con la nuova tipologia di carta?...fantasia al potere...non aggiungo altro! Posso dire che se un privato facesse questo sarebbe come darsi, finanziariamente parlano, una martellata sul "meridione"!

Per me tutti i cavallini mancanti sono stati usati normalmente per il servizio dei pacchi destinati all'estero!
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Re: Il Pinocchio di Trieste

Messaggioda CARLO CERVINI il mer mar 10, 2010 5:07 pm

Questa mi par una gran cavolata! Perchè incenerire francobolli nuovi di pacca e perfettamente validi per affrancatura solo per il cambio di filigrana da ruota a stelle per poi ristamparne una vagonata con la nuova tipologia di carta?...fantasia al potere...non aggiungo altro! Posso dire che se un privato facesse questo sarebbe come darsi, finanziariamente parlano, una martellata sul "meridione"!

Per me tutti i cavallini mancanti sono stati usati normalmente per il servizio dei pacchi destinati all'estero![/quote]

Caro Ignotus, concordo pienamente con la prima parte del tuo pensiero, infatti se ha avuto un senso, da parte della AMG, di incenerire i francobolli di Trieste delle rese finali oramai prive di validità e soprattutto rese inutilizzabili, essendo stati bucati negli angoli tutti i fogli, riga per riga, con i punzoni da 5 - 6 mm. da marca da bollo, non si capisce perchè la Repubblica doveva fare un incenerimento del suo Cavallino, perfettamente integro e in validità, che poteva andare avanti nel tempo in affiancamento a quello stelle del 1957, fino all'esaurimento finale.
Purtroppo c'è di mezzo un comunicato ufficiale PT del fatto, mai smentito, ne ritirato; la cosa gravissima è che non si conoscono ufficialmente i quantitativi inceneriti e il sospetto che qualche Manina Santissima ci abbia marciato alla grande, resta molto forte, sarà un caso fortuito, ma nei convegni il Cavallino della Repubblica c'è sempre in vendita, nuovo o usato, singolo o in quartina, mentre per quello di Trieste, appaiono forse 2 quartine all'anno (alle aste), per trovare un usato lineare ci vogliono vent'anni. C'è qualche cosa che non quadra. sbalordito_

Con riferimento al cansumo non sono convinto, con mille lire nel 1954 si poteva spedire quasi un vitello in Australia, quella cifra era un ventesimo dello stipendio di un operaio, un 24-25 mo di un impiegato, credo che, salvo gli spedizionieri professionali, pochi privati l'abbiano utilizzato, e per quanto mi risulta non c'è molto materiale in giro delle due sezioni staccate usate è molto più facile trovarlo usato sui modelli PT interni del servizio valori. senza_speranza
Cordiali saluti
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Re: Il Pinocchio di Trieste

Messaggioda ignotus il mer mar 10, 2010 10:13 pm

per quanto mi risulta non c'è molto materiale in giro delle due sezioni staccate usate


Ce ne sono...ce ne sono! Forse sabato notte prossimo te ne so dire qualcosa di preciso! Domenica non sono stato così sveglio a capirlo...

Riguardo all'esistenza o meno di documenti postali veraci con i tre "tarocchi" amg-ftt trattino corto non mi sai dire nulla...la prova che siano valori fiduciari regolamentari dipende solo dal fatto che siano stati realmente usati per posta ma nessuna e dico nessuna prova dimostra che siano stati impiegati per uso postale normale!
I tipi originali col trattino lungo sono stati regolarmente emessi e usati ma quelli col trattino corto nessuno li ha visti su documento! Conclusione: fino a quando non si vedono documenti "ruspanti" degli stessi non si può dire che siano "varianti di un tipo in uso"! Al massimo, se non sono tarocchi, si può parlare di non "emessi per il regolare uso postale ma preparati ad arte per spillare soldini ai collezionisti in cerca di varietà"!

A Trieste all'epoca giravano tre personaggi commercianti di filatelia che non nomino (forse ce n'era un altro paio che lavoravano nelle tenebre) che facevano il bello ed il brutto tempo presso la direzione PTT di Trieste che in pratica lavorava come un ministero delle poste!
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Re: Il Pinocchio di Trieste

Messaggioda CARLO CERVINI il gio mar 11, 2010 2:59 pm

Ce ne sono...ce ne sono! Forse sabato notte prossimo te ne so dire qualcosa di preciso! Domenica non sono stato così sveglio a capirlo...

Riguardo all'esistenza o meno di documenti postali veraci con i tre "tarocchi" amg-ftt trattino corto non mi sai dire nulla...la prova che siano valori fiduciari regolamentari dipende solo dal fatto che siano stati realmente usati per posta ma nessuna e dico nessuna prova dimostra che siano stati impiegati per uso postale normale!

Caro Ignotus, nell'ormai lontano 1976, al Convegno di Verona, quando si faceva ancora nella sala vini della Gran Guardia in piazza Bra, c'era un vecchio commerciante simpaticissimo di Milano, di cui non ricordo il nome, che trattava i servizi della Repubblica e di Trieste usati interi e sciolti (nessun'altro lo faceva), ebbene da lui ho acquistato per poche migliaia di lire i pacchi ruota e i pacchi in concessione bollettino e ricevuta, matrice e figlia, in tutte le filigrane e dentellature conosciute, aveva anche le 2 szioni del Cavallino, ma si lamentava che per i bollettini c'era del materiale sia lineare che a pettine, mentre la parte della ricevuta era introvabile, tanto che voleva tra l'uno e l'altra 100.000 lire e io non sono stato in grado purtroppo d'acquistarle. senza_speranza
Il 25/A usato che vedi nella foto a destra è firmato Mondolfo per la soprastampa, l'ho acquistato da lui per 40.000 lire ed era su una busta molto danneggiata regolarmente viaggiata, purtroppo per inserirlo in collezione ho fatto la sciocchezza di lavarlo....errore di gioventù, ti posso dire che a un'asta Italfil credo del '94 - '95 fu messa in vendita una collezione di aerogrammi viaggiati per l'estero di Trieste, con varie affrancature che portavano uno o due pezzi del n. 22 e del 22/A, ho concorso anch'io per il dettaglio e sono riuscito a comperare tre lettere con il n. 22 sottotipo X° B, mentre la trentina di 22/A (tra cui una fantastica quartina usata) sono stati esitati a prezzi fuori dal mondo e dalla mia portata. Peccato perchè oggi varrebbero una cifra. senza_speranza

Per il n. 5 recapito del 1952, il 5/I e il 5/A del 1954, un vecchio amico commerciante ne aveva uno scatolone pieno su lettera con annulli postali, a targhetta e datari, dopo la sua morte il magazzino è stato rilevato da un commerciante svizzero e non si è più visto nulla.
Cordiali saluti
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Ultima modifica di CARLO CERVINI il ven giu 18, 2010 12:43 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: Il Pinocchio di Trieste

Messaggioda ignotus il gio mar 11, 2010 3:46 pm

per il n. 5 recapito, il 5/I del 1952 e il 5/A del 1954, un vecchio amico commerciante ne aveva uno scatolone pieno su lettera con annulli postali,


Se un recapito autorizzato ha un annullo postale non è di sicuro servito per "recapito privato con autorizzazione". Mi pare ci sia stata una normativa che proibiva l'uso di annulli tondi simili a quelli postali da parte di privati e agenzie autorizzate per annullare le marche (il termine corretto sarebbe questo!)per il recapito autorizzato.
Documenti veraci, a quanto pare, per i tre francobolli incriminata non ne esistono e poi...sono così simili agli originali che fregare un addetto alle corrispondenze era come rubare una caramella a un bambino di tre anni!
di falsoni ben fatti ce ne sono a gogo. Un esempio: l'unico falso inglese per frodare la posta il cosiddetto "stock exhange forgery" cioè falso della borsa valori da 1 scellino verde con l'effigie della regina Vittoria. Il falsario lo fabbricò così bene da ingannare l'addetto alla spedizione dei telegrammi dell'ufficio della Borsa di Londra. Il falso fu scoperto solo molti molti anni dopo quando un filatelista comprò un blocco di ricevute di pagamento globale dei telegrammi solo perchè, per risparmiare, il falsario fabbricò fogli più grandi di quelli originali con coppie di lettere negli angoli che non esistono negli originali!
Altro esempio il francobollo di Francia tipo Merson da 1 franco lilla e verde giallo del 1900 scoperto solo tanti anni dopo il ritiro dalla vendita da un filatelista! La qualità di stampa del falso è addirittura superiore a quella dell'originale!

Conclusione: sui tre francobolli i dubbi restano! Chi non ci dice che qualche foglio sia stato fraudolentemente usato per posta per creare le rarità.
Se nelle tue famose "agende" ci fosse chiaramente scritto "sono stati distribuiti dei francobolli da 25. tasse, 50L. di posta aerea e una marca da 20L. per recapito autorizzato con un nuovo tipo di sovrastampa il cui elemento principale differente è il trattino in mezzo alla sigla e la sovrastampa è stata apposta dall' IPS" sarei il primo a dirti che hai ragione. Fino a che non c'è questa prova permetti che abbia forti dubbi sull'autenticità di questi francobolli che tra l'altro vengono venduti a cifre da fuori di testa: l'amico Orlandini vene il 25L. tasse a 600 euro e il recapito a 300. Sinceramente se questi soldi mi crescessero mi comprerei non questi due francoolli ma un bel Gronchi Rosa!
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Re: Il Pinocchio di Trieste

Messaggioda CARLO CERVINI il gio mar 11, 2010 4:50 pm

Se un recapito autorizzato ha un annullo postale non è di sicuro servito per "recapito privato con autorizzazione". Mi pare ci sia stata una normativa che proibiva l'uso di annulli tondi simili a quelli postali da parte di privati e agenzie autorizzate per annullare le marche (il termine corretto sarebbe questo!)per il recapito autorizzato.

Conclusione: sui tre francobolli i dubbi restano! Chi non ci dice che qualche foglio sia stato fraudolentemente usato per posta per creare le rarità.
Se nelle tue famose "agende" ci fosse chiaramente scritto "sono stati distribuiti dei francobolli da 25. tasse, 50L. di posta aerea e una marca da 20L. per recapito autorizzato con un nuovo tipo di sovrastampa il cui elemento principale differente è il trattino in mezzo alla sigla e la sovrastampa è stata apposta dall' IPS" sarei il primo a dirti che hai ragione. Fino a che non c'è questa prova permetti che abbia forti dubbi sull'autenticità di questi francobolli che tra l'altro vengono venduti a cifre da fuori di testa: l'amico Orlandini vene il 25L. tasse a 600 euro e il recapito a 300. Sinceramente se questi soldi mi crescessero mi comprerei non questi due francoolli ma un bel Gronchi Rosa![/quote]

Caro Ignotus, per prima cosa esistono i francobolli del recapito autorizzato annullati con regolare annullo postale (all'epoca anche con targhetta, assai rari), apposti sulle lettere non consegnate e ritornate al mittente, ne ho viste a decine presso un'agenzia di recapito a Mantova e Verona (quasi sempre lettere bancarie o di grosse ditte, mai di Enti pubblici, (così il servizio veniva pagato lo stesso).
Come ho già detto sto preparando una ricerca sul segnatasse n. 25/A, che a stralci ho già anticipato in parte sul Forum; per il bellissimo 22/A Aerea e per l'ancora più raro ed autentico 5/A recapito ho il materiale per poterle fare, rispetto al 25/A segnatasse ci sono alcune complicazioni in più.
Cercherò di esplicitarle: il 50 lire n. 22 Aerea aveva una tiratura di 400.000 pezzi credo, il 22/A altri 305.000, la resa totale indistinta finale è stata di circa 205.000 esemplari, quanti dell'uno che era utilizzato dal 1949 e quanti dell'altro emesso il 14/08/1954 ? Il 22/A è stato emesso quando il n. 22 era già esaurito ?E' un calcolo assai complicato, bisogna fare una proporzione il più possibile esatta in base alle varie fasi della distribuzione.
Ci proverò e vedremo che risultato viene fuori.
Per il recapito n. 5 abbiamo 100.000 pezzi di tiratura del Ruota I° tipo tutta venduta, poi 350.000 pezzi del 5/I Ruota del III° tipo e infine 50.000 esemplari del 5/A, conosciamo la resa indistinta e le varie distribuzioni, ma credimi che è ancora più complicato.............vedremo di fare il possibile.
Personalmente ritengo che i prezzi di Orlandini siano ancora bassi......fino a che non si riuscirà a determinare l'effettiva tiratura degli esemplari venduti, è tutto un gran casino commerciale.
Un abbraccio
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