Philweb.it - Il news magazine online di Filatelia, Francobolli, Storia Postale
Indice   FAQ   Cerca   REGOLAMENTO
Iscriviti  Login
Benvenuti in Forum Francobolli
La community italiana dedicata alla filatelia, alla storia postale e ai servizi postali.

Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italiani

Tutto ciò che riguarda la filatelia degli antichi stati italiani (ASI)

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Emirates » mer gen 24, 2018 1:46 pm

Pitigrilli ha scritto:(S)PERITI ...

https://www.ebay.it/itm/francobolli-185 ... Sw9itZnzzE

Questo chi sarebbe?

Il nuovo che avanza?

Io conoscevo Alessandro ...

Sono questi orrori, a uccidere la filatelia, altroché ...

Piti.

E pensare che ho sentito dire che secondo i commercianti sarebbe il nuovo "Diena" della filatelia ridere_di_gusto ridere_di_gusto ridere_di_gusto ridere_di_gusto ridere_di_gusto ridere_di_gusto ridere_di_gusto ridere_di_gusto ridere_di_gusto
morale: siamo messi male

Emirates
Collezionista alle prime armi
Collezionista alle prime armi
 
Messaggi: 81
Iscritto il: gio feb 02, 2017 1:33 pm
Ha votato: 35 volte
E' stato votato: 0 volta

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » mer gen 24, 2018 4:13 pm

Emirates ha scritto:
Pitigrilli ha scritto:(S)PERITI ...

Questo chi sarebbe?

Il nuovo che avanza?

Io conoscevo Alessandro ...


... secondo i commercianti sarebbe il nuovo "Diena" della filatelia ridere_di_gusto


il nuovo "Diena", dici, eh?
Ma "Diena" ... chi? Raffaele, forse ...
ridere_di_gusto
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 483
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 35 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » mer gen 24, 2018 4:15 pm

.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 483
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 35 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Emirates » mer gen 24, 2018 6:10 pm

Pitigrilli ha scritto:
Emirates ha scritto:
Pitigrilli ha scritto:(S)PERITI ...

Questo chi sarebbe?

Il nuovo che avanza?

Io conoscevo Alessandro ...


... secondo i commercianti sarebbe il nuovo "Diena" della filatelia ridere_di_gusto


il nuovo "Diena", dici, eh?
Ma "Diena" ... chi? Raffaele, forse ...
ridere_di_gusto

?! E chi sarebbe ?!
Io di Diena conosco Emilio,Enzo,Alberto

Emirates
Collezionista alle prime armi
Collezionista alle prime armi
 
Messaggi: 81
Iscritto il: gio feb 02, 2017 1:33 pm
Ha votato: 35 volte
E' stato votato: 0 volta

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » gio gen 25, 2018 6:34 pm

ciao moebius,
gli apprezzamenti ovviamente rendono sempre contenti, e ti ringrazio davvero; mi fa piacere che tu abbia apprezzato, anche se forse nei complimenti ti è un po' scappata la mano, hai un po' esagerato :oops: , ... ma va bene così ... :D

Piuttosto, estraggo questo passaggio ...

moebius ha scritto:Non ho nemmeno letto tutto [...]. Penso persino [...] di non condividere al 100% ogni suo passo ( e spero di aver modo di ritornare su ciò).


... perché mi è utile per ribadire un concetto, già espresso più volte, ma mai abbastanza precisato.

Io non voglio fondare un partito, non devo raccogliere voti, non devo convertire nessuno, non mi interessa "avere ragione" (qualunque cosa voglia dire "avere ragione") e, fatto rilevantissimo, non sono minimamente infastidito da persone che la pensano diversamente da me, anzi, al contrario, mi fa sempre molto piacere sentire altre campane, anche perché, come sicuramente ho già detto, se questa meravigliosa passione marcia per i due secoli di vita, essendo sopravvissuta a crisi, guerre, povertà e tutte le altre disgrazie variamente assortite che possono accadere in due secoli di storia, se questa sopravvivenza è stata possibile, dicevo, è solo grazie alle molteplicità delle anime, delle sensibilità, che in essa prendono corpo.

Ben venga, quindi, a esempio, un vikingo68, appassionatissimo di storia postale, con tutto ciò che questo comporta.

Io - questo sì - non tollero le persone che non sono d'accordo, non con me, ma ... con loro stesse! Non tollero - questo sì - chi tenta di sminuire o screditare quegli aspetti della filatelia a cui altri si sono dedicati, liquidandoli come troppo "commerciali" oppure dicendo che sono puramente "soggettivi" e nulla di veramente sensato si può affermare. Non tollero - questo sì - chi si dedica all'analisi superiore senza prima aver affrontato l'aritmetica elementare.

Al netto di questa frangia - purtroppo non proprio esigua e, ahinoi, maledettamente resistente - io sono sempre felice di ascoltare punti di vista diversi dal mio.

Un caro saluto.

Piti.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 483
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 35 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » mar gen 30, 2018 4:32 pm

Emirates ha scritto:sono stati venduti quasi tutti i pezzi di Toscana tupitupi


A proposito di pezzi di Toscana, oltre alla già citata vendita di Vaccari (dove alcuni "Marzocchi" viaggiavano addirittura sopra il catalogo Sassone), solo ora mi accorgo di questo gran bel realizzo ...

https://www.philasearch.com/en/i_9401_2 ... row_nr=112

... che così, a occhio, mi sembra giusto un filo superiore al 20% del Sassone ...

ciao

Piti.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 483
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 35 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Emirates » mar gen 30, 2018 7:35 pm

Pitigrilli ha scritto:
Emirates ha scritto:sono stati venduti quasi tutti i pezzi di Toscana tupitupi


A proposito di pezzi di Toscana, oltre alla già citata vendita di Vaccari (dove alcuni "Marzocchi" viaggiavano addirittura sopra il catalogo Sassone), solo ora mi accorgo di questo gran bel realizzo ...

https://www.philasearch.com/en/i_9401_2 ... row_nr=112

... che così, a occhio, mi sembra giusto un filo superiore al 20% del Sassone ...

ciao

Piti.

Si, l'offerta prima (325,00) era la mia
ma andava visto bene in alto è strappato a mano in un punto e in basso ha una mini mancanza di carta sulla filigrana
per me a 440,00 euro è pagato troppo + il timbro in basso blu di Colla (rovesciato.....) che traspare sul davanti danneggiando il pezzo
ciao

Emirates
Collezionista alle prime armi
Collezionista alle prime armi
 
Messaggi: 81
Iscritto il: gio feb 02, 2017 1:33 pm
Ha votato: 35 volte
E' stato votato: 0 volta

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda unicum » mar gen 30, 2018 11:38 pm

Dopo averlo perso ed avere offerto, non è giusto trovargli un sacco di difetti
ho avuto modo di visionarlo dal vero, pezzo esagerato, annullo rosso freschissimo
nb.. il timbrino asinelli rovesciato non giustifica nessun difetto o meglio...a detta del dottor colla suo nipote non ha importanza se dritto o rovesciato
ciao ciao

unicum
Collezionista alle prime armi
Collezionista alle prime armi
 
Messaggi: 14
Iscritto il: ven gen 06, 2017 3:03 pm
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 1 volta

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Emirates » mer gen 31, 2018 10:28 am

unicum ha scritto:Dopo averlo perso ed avere offerto, non è giusto trovargli un sacco di difetti
ho avuto modo di visionarlo dal vero, pezzo esagerato, annullo rosso freschissimo
nb.. il timbrino asinelli rovesciato non giustifica nessun difetto o meglio...a detta del dottor colla suo nipote non ha importanza se dritto o rovesciato
ciao ciao

Se te ne accorgi dopo è giusto constatare la realtà..
il morsetto e il taglio a mano sono presenti (in basso e in alto rispettivamente ) e poi il timbrino blu chi si vede anche dal davanti non costituiiscce certo un motivo di pregio

Emirates
Collezionista alle prime armi
Collezionista alle prime armi
 
Messaggi: 81
Iscritto il: gio feb 02, 2017 1:33 pm
Ha votato: 35 volte
E' stato votato: 0 volta

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda unicum » gio feb 01, 2018 12:54 am

Mah....il mondo è proprio strano
io l ho visto dal vero e mi pento di non averlo preso
e invece c è chi non avendo visto gli trova un sacco di difetti
uno dei migliori 6 crazie che ci sono in giro.....ne sono certo
vabbè ...ok

unicum
Collezionista alle prime armi
Collezionista alle prime armi
 
Messaggi: 14
Iscritto il: ven gen 06, 2017 3:03 pm
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 1 volta

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » ven feb 09, 2018 11:32 am

LA FILATELIA DEGLI ANTICHI STATI: UN “CASO DI SCUOLA”

Strano animale, il collezionista: vuole tutto, ha tutto e ... non gli va mai bene niente!

I prezzi dei francobolli – per lui – sono sempre troppo alti, quando deve comprare. Diventano sempre troppo bassi, quando deve vendere. Si lamenta delle basi delle aste, quando sono alte. Si lamenta dalle basi delle aste, quando sono basse. Adora internet, che lo porta simultaneamente, in tempo reale, a Ginevra da Feldman, a Zurigo da Corinphila, a Milano da Zanaria, che con philasearch.com gli offre il quadro completo, giorno per giorno, di tutte le aste del mondo, e che all’occorrenza gli dà modo di improvvisarsi esso stesso commerciante, con un qualche negozio virtuale, aperto 24h24. Però, incredibilmente, e pur sinceramente, si duole della scomparsa delle botteghe filateliche, dei negozietti di quartiere, che tanta parte giocavano nello sviluppo di questo hobby. È molto “social”, connesso alla sua passione 7 giorni su 7, 12 mesi l’anno. Ma trova modo di stupirsi, sinceramente, per la rarefazione delle presenze fisiche ai convegni tradizionali, old style, vecchie maniere. In qualunque punto dello spazio-tempo lo si collochi – al presente, al futuro, o al trapassato remoto – darà sempre la stessa sentenza: “non è più come una volta, ormai la filatelia è morta!” (questa immaginifica una volta, in cui tutti vivevano nell’Eden filatelico, deve essere coeva con l’Eden vero e proprio, di Adamo e Eva). Potrei continuare, all’infinito. Perché ogni cosa che gli va bene, qualunque cosa, al tempo stesso gli va anche male, e viceversa. Lamentarsi, per il collezionista, è come andare di corpo: un’attività fisiologica, necessaria per il proprio benessere (peccato non esistano anche per i lamenti degli appositi luoghi per espletare il bisogno, luoghi riservati in cui si è soli con sé stessi, potendo serenamente scaricare “odori e rumori”, senza appestare gli altri).

All’isteria del collezionista concorre il progressivo snaturamento della figura del commerciante. Nessuno ha un vero e proprio stock di proprietà, da gestire e amministrare. Comprano oggi, purché abbiano già venduto ieri. Aste su aste, e ancora aste, il più delle volte, nel bene e più spesso nel male, senza sapere cosa stanno realmente intermediando. Proposte ossessive, al limite dello stalking, di materiale modesto propagandato per eccellente, di pezzi iper-specialistici prospettati per grandi rarità, tutte cose uniche, introvabili, che se non le prendi ora non le ritrovi più (ma è difficile comprare grandi rarità, quando di grandi rarità ne arrivano almeno una dozzina al giorno …).

A volte, lo confesso, bazzicando tra i miei simili, non posso far a meno di domandare a me stesso: “Ma davvero faccio parte di questo mondo? Veramente anch’io spendo denaro, a volte neppure poco, per questi piccoli, sudici pezzi di carta, peraltro disponibili a profusione per chiunque ne abbia desiderio, che il più delle volte è gente completamente fuori di testa? Ma allora anch’io sono così, anche se non me ne rendo perfettamente conto. Anch’io, allora, sono da internare, da rinchiudere, proprio come loro”.

Poi, ogni tanto, accade qualcosa che mi riporta alla realtà, alla filatelia. Il catalogo della prossima asta Laser
Invest, a esempio, in gran parte dedicato alla storia postale di Sicilia. Un catalogo anzitutto di eccellente fattura, estremamente curato nella realizzazione, piacevole da consultare, a prescindere da quali siano i propri interessi filatelici. La storia postale – se ne è già discusso, a tratti in modo animato – non è propriamente un filone collezionistico che sta nelle mie corde. Troppe, davvero troppe concessioni sulla qualità, pur di mettere nell’album la tariffa particolare, la destinazione inconsueta, il timbro raro. Ma che importa? Questo catalogo della Laser Invest resta semplicemente meraviglioso! Perché, di là della condivisione o meno della scelta collezionistica, resta un fatto cruciale, l’unico che conta davvero: in questo catalogo si vede la mano del collezionista, il suo stile (a prescindere, ripeto, che piaccia o no; una situazione analoga l’ho riscontrata nell’ultima asta Toselli, anche qui, combinazione, con una selezione di annulli di Sicilia su bellissimi frammenti, tutti col 2 grana).

Il catalogo della Laser – oltre a dare descrizioni precise e accurate di ogni lotto, ognuno fotograficamente molto ben riprodotto, e molti davvero intriganti, ognuno per una ragione –, oltre a tutto questo, dicevo, il catalogo offre anche una tutta una serie di mattoncini di storia postale, illustrando in maniera sintetica e leggera – perciò molto efficace – tariffe, destinazioni e tragitti, stimolando la curiosità persino in un collezionista come me, per attitudine e inclinazioni parecchio distante da questo genere di cose. Insomma, un catalogo che va oltre il catalogo – inteso in senso puramente commerciale, per vendere e basta –, un catalogo che diventa un abbecedario di filatelia, un’utile strumento di consultazione, da conservare per studio o anche solo per ammirarlo quando se ne ha voglia.

Queste sono le proposte di vendita che mai stancheranno, che sempre si sarà felici di ricevere, le proposte che fomentano la passione. Questa è la filatelia degli Antichi Stati, la filatelia immortale, che sempre troverà un nugolo di genuini appassionati. Con buona pace di chi – ne sono sicuro – contesterà le basi alte (pensando di poter acquisire le gemme allo stesso prezzo delle porcheriole a cui la regressione verso il Neanderthal li abituati) e magari compiacendosi, ad asta conclusa, per la quota di invenduti (in cui vedrà confermata la propria sballata tesi, ignorando beatamente che gran parte del gioco potrebbe svolgersi nel post-asta, a sipario chiuso).

Questa è la filatelia degli Antichi Stati. Il resto – avrebbe detto Flaiano – fa solo volume.

Piti.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 483
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 35 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » dom feb 11, 2018 2:29 pm

ASTA CHE VAI, BANDITORE CHE TROVI – Bolaffi

http://www.astebolaffi.it/it/auction/58

Una rondine non fa primavera, si dice. Ma un gruppetto di rondini che sosta sistematicamente sul balcone di casa qualche indicazione può darla. Bolaffi – l’ho già notato – rimane per me la casa d’aste, quella che meglio interpreta il concetto di asta, con tutto quel che ne segue. Devo però riconoscere che la prossima asta s’inserisce in un trend che inizia a essere piuttosto delineato, in negativo. Io, del resto, e a differenza di altri, non sono un tifoso delle mie idee, non sono prigioniero delle mie convinzioni, da sostenere sempre e comunque, qualunque cosa avvenga. Io cambio opinione, se i fatti mi smentiscono o mi convincono del contrario. Voi no?

Bolaffi, dunque. La prossima asta – ma il dato è ormai una costante – è davvero “povera”, almeno nel settore degli Antichi Stati. Non mancano – nella prossima asta, né in quelle precedenti – singoli pezzi anche notevolissimi (segnalo, per dirne una, una celeberrima striscia di cinque del 2 soldi di Toscana, ex Mondolfo, prossimamente sotto il martelletto del banditore), ma il quadro d’assieme della prossima e delle più recenti tornate rimane desolante. Al prossimo giro – per dare un dato paradigmatico – è praticamente assente “Napoli”, uno dei settori più alla moda in questo momento (“i ‘Napoli’ me li strappano dalle mani”, mi diceva mesi fa un commerciante, e il fatto trova riscontro nella percentuale di venduto nelle aste più recenti). Le recenti offerte di Bolaffi scarseggiano in numero, in quantità, e quelle poche proposte hanno complessivamente scarsa rilevanza filatelica, rappresentano materiale che si può trovare un po’ ovunque. L’ultima offerta “interessante” è ferma allo smontamento, in più cataloghi, di un’importante collezione di “Pontificio”. Poco, per una casa d’asta così blasonata.

Cosa sta succedendo a Bolaffi, dunque? Non lo so, ovviamente, né ho gli elementi informativi per avanzare una pur minima congettura che oltrepassi l’ovvio. Faticano, evidentemente, a trovare conferenti, almeno nell’ambito degli Antichi Stati. Forse non gli interessa nemmeno più di tanto, considerata la dilatazione dell’offerta a ogni settore dell’antiquariato possibile e immaginabile.

L’intervista a Filippo Bolaffi – postata da Giasone, qualche mese fa – lascia del resto intravedere una gestione d’impresa molto – come dire? – “american-style”. La Bolaffi è un’azienda, con un conto economico da tenere in surplus, e l’economia aziendale ha i suoi precetti, le sue prescrizioni, i suoi diktat, per far funzionare un conto economico. Che si commerci in francobolli, in abbigliamento, in articoli per la casa, o in prodotti per l’igiene intima, è del tutto indifferente. Quei precetti, quelle prescrizioni, quei diktat sono validi erga omnes, valgono a prescindere, e a quelli dobbiamo attenerci. Emblematiche in tal senso le parole di Filippo Bolaffi, da cui traspare chiaramente – o almeno io ho percepito chiaramente – l’incomprensione e forse il disappunto verso la posizione di Alberto Bolaffi, che mai potrebbe concepire la “Bolaffi” (intesa come azienda) di proprietà o in mano a un “non-Bolaffi” (inteso come persona fisica). Ma in fondo che importa di chi sia la Bolaffi, se della famiglia Bolaffi o di qualche multinazionale cinese? Che importa chi l’amministra, se un Bolaffi di terza generazione o un manager proveniente da settore degli articoli sanitari per bagni all’avanguardia? Certe remore sono solo sentimentalismi demodé, conta solo far funzionare il conto economico, e se i conti funzionano meglio con i cinesi e un ex venditore di Pozzi-Ginori, qual è il problema? Tutto molto giusto, molto logico, non c’è che dire, ma, altrettanto logicamente, non c’è da sorprendersi se fuori Via Cavour non ci sia la fila di collezionisti desiderosi di affidare alla Bolaffi i propri tesori di carta.

Una chiave di lettura più terra-terra – che se vogliamo è la conseguenza più visibile del nuovo stile di gestione – tocca invece le basi d’asta, in assoluto le più basse del mercato, al limite, e a volte oltre il limite, della svendita, del fuori tutto, dei saldi da fine attività. Capiamoci. Che una Trinacria parta da 1 euro, da 1.000 euro o da 10.000 euro, è un fatto del tutto irrilevante. Conta solo a quanto arriva, allo stesso modo per cui, in una partita di calcio, conta il risultato finale, non quello iniziale (che peraltro è sempre 0 a 0). Questa ovvietà postula però un fatto assai meno scontato. Che tutto, ma proprio tutto il mercato filatelico sia presente all’asta, che tutti siano sistematicamente dotati di mezzi economici per battagliare sui pezzi di interesse. Ma non sempre è così, ovviamente. Noi osserviamo i “grandi numeri delle aste” – le basi, i realizzi, il tasso di partecipazione, la quota di venduto, le percentuali di rialzo – ma dietro a questi grandi numeri ci sono spesso le vicende dei singoli collezionisti. A volte, per dirne una, si lascia a malincuore andare un pezzo, perché poco prima si è fatto un importante acquisto, e non si hanno munizioni a sufficienza per esporsi nuovamente. L’asta è – e rimane – un calcio di rigore. Nei “grandi numeri”, lo sappiamo, i calci di rigore vengono segnati (al punto che quando il rigore è concesso, si esulta come fosse già goal), ma nel singolo tiro, nel singolo calcio di rigore, può succedere di tutto, davvero di tutto. Le statistiche generali sono una cosa, le singole situazioni specifiche ben altre. Se – estremizzo – esco sistematicamente sul mercato con Trinacrie a € 1, senza preoccuparmi della particolare fase congiunturale di mercato, spinto dal dogma “tanto poi sale” e col retro-pensiero “tanto vivo di commissioni, mi importa solo dei volumi”, e se le Trinacrie iniziano ad andar via a € 10 (Uao! il 1000% della base!), allora, con altrettanta logica, non mi posso poi aspettare la fila a via Cavour dei possessori di (belle) Trinacrie. In filatelia il timing è tutto. Ciò che oggi non vendo a 100 (magari solo per una serie di congiunture sfavorevoli), domani, se so muovermi a dovere, se so temporeggiare, riesco a pizzarlo a 200, con buona soddisfazione di tutti. Ma, appunto, bisogna sapersi muovere su quel territorio specifico che è la filatelia, serve esperienza e conoscenza particolare, di settore, e non soltanto la fredda contabilità dei “+” e dei “-”, valida per i commercianti di francobolli come per droghieri e pizzicagnoli.

Col sincero auspicio, nell’interesse di tutti, che sia solo una fase passeggera.

Piti.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 483
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 35 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » mer feb 14, 2018 11:03 pm

PERITI SULLA “CROCE” – il passato

Una perizia è un’opinione. Giratevela come vi pare, giocate pure con le parole, se vi diverte, trastullatevi con i vocabolari e i dizionari di sinonimi e contrari, o ricorrete direttamente all’etimologia, se vi può dar conforto, ma alla fine del vostro iperbolico e pretestuosamente acculturato girovagare, voi atterrerete sempre sulla stessa, inalterabile, ovvia, sostanziale conclusione: la perizia è un’opinione.

Di opinioni (il più delle volte non richieste) è pieno il mondo e le opinioni, si dice, sono come le palle, ognuno ha la sue. Ogni tanto, in filatelia e non solo, c’è però una variante. Qualcuno è realmente interessato a conoscere l’opinione di qualcun atro e tanto grande è il suo interesse – pensate un po’ – che è addirittura disposto a pagarlo, affinché gliela riveli. È difficile individuare a priori il “qualcuno” – un collezionista, un commerciante, un erede o una delle cento strane figure che si aggirano in questo mondo –, ma in compenso è molto facile localizzare il “qualcun altro”, di cui si brama il giudizio, il parere, l’opinione. È il perito, colui che formula la perizia, vale a dire – con perfetta equivalenza di termini – che rilascia la sua opinione.

Perché pagare per una cosa – l’opinione – di cui il mondo è pieno, che la più parte delle persone elargisce gratuitamente, e che in definitiva è intima e personale come gli organi genitali? Perché, fondamentalmente, a quella opinione si annette grande valore, la si giudica – con giudizio soggettivo al quadrato: soggettivo mio, riguardo al soggettivo altrui – autorevole e affidabile, e perciò si è disposti a pagarla, per vederla messa nero su bianco, per iscritto, formalizzata e precisata in tutti suoi dettagli. E perché una certa opinione la giudica autorevole e affidabile? Perché, fondamentalmente, chi la rilascia si è costruito nel tempo un nome, una reputazione, una credibilità. E come ha fatto, costui, a costruirsi un nome, una reputazione e una credibilità? Fondamentalmente attraverso la reiterata produzione di perizie (= rilascio di opinioni) basate il più possibile su elementi obiettivi e riscontrabili, formulate con linguaggio preciso e essenziale, centrate su concetti unanimemente condivisi e capaci di attraversare il tempo, libere dall’influenza di elementi malcerti o passeggeri, non condizionate da interessi di parte. La perizia rimarrà una perizia, e cioè un’opinione, ma il soggetto terzo avrà modo di ricostruirne i passaggi che hanno concorso a formarla. L’oggettività è un miraggio, la trasparenza un dovere.

Da questa prospettiva, da questo angolo visuale, un perito inarrivabile è Alberto Diena. I suoi certificati sono un magistrale esempio di “essenzialità”: alla descrizione meramente tecnica del francobollo segue il più sintetico dei giudizi di valore: “a mio parere … è originale e perfetto”. Perché poi, in ultima istanza, al collezionista questo interessa: che l’esemplare sia originale, e soprattutto perfetto, e che a certificarlo “originale e perfetto” sia stato qualcuno che, notoriamente, non è stato (quasi) mai smentito da qualcun altro. All’acme del suo entusiasmo, Alberto Diena, aggiungeva che il francobollo aveva “grandi margini”, ma non ricordo di sue certificazioni che si spingano oltre questo apprezzamento (per il quale, tra l’altro, non sembra volerci nessuna particolare … perizia, nell’accertarsene).

Già con Enzo Diena la storia inizia a cambiare. Le sue certificazioni di francobolli di “grande qualità”, o comunque “particolari”, presentano sempre uno più aggettivi elogiativi, a volte anche parecchio spinti (di una lettera di Sicilia arrivò a scrivere – cito a memoria – che l’insieme era particolarmente “gradevole” o “stuzzicante” o “attraente”, insomma usò un termine decisamente irrituale); anche se poi, quando certificava la grande qualità in precedenza passata sotto la lente di Alberto, e da Alberto battezzata con suo stile algido, anch’egli, Enzo Diena, ripiegava sullo stesso tenore, asciutto e essenziale, immagino per una sorta di rispetto, per evitare “strappi” con l’illustre predecessore.

Con i Raybaudi la faccenda si complica. Viene introdotto il “certificato Oro”, che, confesso, non ho mai capito se fosse riservato alle rarità (valutate secondo quale metro?), alla qualità (valutate secondo quale metro?) o alle rarità di qualità (valutate con quale coppia di metri?) oppure un po’ così, come capitava (risolvendo il problema della metrica), perché in effetti lo si vede un po’ ovunque.

Giulio Bolaffi, di base, non era un perito, ma un commerciante (anche se la linea di confine tra le due figure è spesso incerta), un commerciante che però periziava pure, e che teneva molto a marcare la distanza tra la grande qualità e tutto il resto, tra la “qualità Bolaffi” e la qualità e basta, tra “l’eccezionale bellezza” e “l’originale e perfetto”, tra i certificati su carta “Bolaffi 1890” e quelli su carta ordinaria. I casi intermedi venivano gestiti con l’espressione “non comune bellezza”, per segnalare pezzi che, pur senza toccare le vette dell’eccellenza, sarebbe stato obiettivamente difficile rintracciare in quello stato.

Venne introdotto un bel giorno il concetto di “buono stato” – non si sa né quando né da chi, perché son quelle cose, come le barzellette, che nessuno sa chi le abbia inventate –, al principio usato per qualificare eufemisticamente i francobolli di (buona) seconda scelta, e poi, in preda a un mal controllato entusiasmo, anche quelli di terza, quarta e quinta scelta. Sebbene anche i neofiti abbiano consapevolezza del senso tecnico e specialistico di “buono stato”, senz’altro discosto dal significato ordinario, l’espressione non manca mai di procurare pruriti, irritazioni e mal di pancia (ma più che altro, secondo me, per l’abuso che se ne fa per rendere commerciabili oggetti di fatto in-collezionabili).

Questo per dare un affresco del passato. E, ora, veniamo al presente ...

Piti.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 483
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 35 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » gio feb 15, 2018 4:52 pm

PERITI SULLA “CROCE” – tra passato e presente

Una perizia è un’opinione; come ogni opinione si basa su informazioni, convenzioni e “sensibilità” prevalenti al momento in cui è formulata; quindi, in senso ampio e per molti versi ingiusto, è soggetta a “smentite”; se all’istante “T” vi sono informazioni, convenzioni e sensibilità diverse da quelle vigenti al tempo “t”, in cui la perizia è stata formulata, sarà sin troppo facile – e per l’appunto ingiusto – “smentirla”, nel senso di ripudiarla. Bravi, bella forza! Come indovinare un risultato a partita finita, quando le informazioni sono ben altre, rispetto al fischio di inizio, anzi sono esaustive e non vi è più incertezza di sorta. Come ridere oggi, anno di grazia 2018, della miglior perizia medica formulata nel 1400. Come contestare il dato sull’altezza riportato sulla carta di identità di un dodicenne, quando di anni ne ha ventidue.

Ecco perché, secondo me, i periti sono sempre stati estremamente cauti nel produrre le loro certificazioni; ecco perché quelle certificazioni si limitano all’essenziale, descrizione del francobollo e giudizio di originalità e perfezione, e nulla più; perché, insomma, un 20 grana di Napoli, II tavola, Sassone nr. 13, sarà sempre un … 20 grana II tavola nr. 13, qualunque cosa avvenga; perché se è “originale” oggi, lo sarà anche domani; perché se è “perfetto” oggi, si spera lo sia anche domani (a meno di incidenti di percorso: cattiva conservazione, maneggi maldestri, etc.). “Originale” e “perfetto” non sono ovviamente concetti immutabili – in un domani più o meno lontano, a esempio, con mutate sensibilità collezionistiche, la presenza della linguella potrebbe essere considerata un vero e proprio difetto – ma restano categorie filateliche nel complesso abbastanza stabili, sono convenzioni sufficientemente diffuse e accettate, da poterci fondare un giudizio ragionevole. Con la stessa logica, se discutiamo di storia postale, e se le conoscenze di storia postale di settore sono sufficientemente sedimentate, il certificato potrà dar conto, a esempio, della particolarità della tariffa, della destinazione, dei timbri, del tragitto, tutte cose abbastanza obiettive e non più contestabili.

Se la perizia (e il certificato con cui prende forma) altro non è che un’opinione, è pur vero che questa opinione va blindata, plasmandola il più possibile (e magari esclusivamente) su elementi di giudizio incontrovertibili, o in subordine non troppo volubili, o quanto meno non esposti a repentini e imprevedibili cambi di direzione. Questo intendevo dire nel passaggio del post precedente.

Pitigrilli ha scritto: ... E come ha fatto, costui, a costruirsi un nome, una reputazione e una credibilità? Fondamentalmente attraverso la reiterata produzione di perizie (= rilascio di opinioni) basate il più possibile su elementi obiettivi e riscontrabili, formulate con linguaggio preciso e essenziale, centrate su concetti unanimemente condivisi e capaci di attraversare il tempo, libere dall’influenza di elementi malcerti o passeggeri, non condizionate da interessi di parte.


Esaurite le lunghe ma necessarie premesse, c’è da porsi una domanda: ha senso – è auspicabile, opportuno – che una perizia si pronunci sulla “qualità” di un francobollo, magari spingendosi ad annoverarlo tra “i migliori esistenti” o, con formula meno impegnativa, “il migliore a me noto”?

Ma se sulla “qualità” viene volutamente mantenuta una aura di leggendaria vaghezza – dai commercianti, con la complicità dei periti, ammesso di poter distinguere le due figure – per poter vendere al 10% del catalogo ciò che a malapena vale l’1% …

… se i discorsi sulla “qualità” finiscono sempre con l’infrangersi sullo scoglio del “son questi i miei gusti”, se si arenano invariabilmente sulla spiaggia del “è tutto molto soggettivo e personale” …

… se gli stessi collezionisti si vantano di non capir nulla di “qualità” e se spesso additano coloro che se ne curano come fanatici, egocentrici, immaturi e acerbi …

… se questo è il quadro della situazione …

… come si può mai pensare di nominare la “qualità” in una perizia, che per esser robusta e inattaccabile dovrebbe il più possibile basarsi su elementi certi, stabili e ampiamente condivisi? :roll: :roll: :roll:

Piti.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 483
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 35 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » ven feb 16, 2018 3:37 pm

PERITI SULLA “CROCE” – il presente

Non ci sono cose vere e cose false, di per sé. Ci sono cose a cui crediamo e altre che rigettiamo. E credere o non credere a una certa cosa può dipendere – a esempio – da colui che l’afferma. La stessa, identica frase, se messa in bocca a Tizio è una verità che ci riduce al silenzio, se a pronunciarla è Caio ci dipinge sul viso la più dubbiosa delle espressioni.

Quando Giulio Bolaffi scrive “l’ho firmato per esteso, data l’eccezionale bellezza d’esemplare”, o anche quando ricorre alla più misurata formula “per la non comune bellezza dell’esemplare”, ogni collezionista di qualità rizza le antenne, si mette sull’attenti, sente la naturale curiosità di vedere di cosa si tratta. Perché a dirlo non è un Pincopanco qualsiasi, ma Giulio Bolaffi, che sul concetto di qualità ci si è costruito un nome, che ha edificato la “Pedemonte”, che di francobolli ne ha visti a profusione, che aveva un gusto tra i più sofisticati e raffinati. Poi, come ho sempre detto, “per l’eccezionale bellezza dell’esemplare” non è un dogma, un totem da venerare, un idolo a cui prostrarsi senza discernimento, ché il giudizio del collezionista rimane essenziale. È però un “alert”, una spia che si accende sul cruscotto, un’insegna luminosa, un suono che richiama la nostra attenzione. Perché a dirlo è Giulio Bolaffi.

Ma quanti altri periti possono vantare la “sensibilità” di un Giulio Bolaffi? Quanti di loro hanno nel tempo associato il loro nome alla qualità, così come ha fatto Giulio Bolaffi, sino a identificarcisi? Non è piuttosto vero il contrario? Non è forse vero che, essendo alla fine il perito anche un commerciante, deve fare il meglio che può, con i ridotti mezzi a disposizione? Abbassare a esempio la soglia di tolleranza, per estendere il concetto di “perfetto” a una classe di francobolli sempre più ampia, oppure modulare il giudizio in ragione della cosiddetta “mano che porge”, giusto per dirne un paio. Bisogna pur sopravvivere, in qualche modo.

E veniamo – finalmente – al punto:

https://www.philasearch.com/en/i_9107_9 ... &row_nr=40

Ma, santissima pazienza, questo autorevolissimo perito – uno dei due migliori su piazza – ha mai visto la pagina delle “Crocette” di “Scilla e Cariddi”? Conosce o no la “Crocetta” ex-Burrus, ex-Scilla e Cariddi, ex-Luxus? Se sì, come fa a dire che questa le è superiore? Secondo quale stravolgimento di ogni elementare metrica di apprezzamento della qualità? Se no, invece, allora si documenti meglio, prima di abbandonarsi a giudizi così perentori. Ma poi, ri-santissima pazienza, guardiamola bene questa “Croce”, analizziamola per com’è, passiamola allo spettroscopio. Cosa mi dite del margine alla destra di chi guarda? A me basta una sola parola. Insufficiente. E se un margine è insufficiente, tanti saluti, game-over, triplice fischio finale, e tante grazie per aver partecipato. Non dubito, certamente, che qualche Neanderthal di passaggio – incredibile a dirsi, ma ancora ne sopravvivono! – possa pure avere la brutalità di affermare - pur con un inevitabile sussidio si sofismi - che, no, il margine non è insufficiente, che quello è un margine normale, per una “Croce”. E sia, scendiamo al livello di rozzezza del Neanderthal, se proprio dobbiamo. Ma, a-ri-santissima pazienza, lo vedi o no, caro il mio Neanderthal, quanto mostruosamente sbilanciati sono i margini? La vedi o no questa aberrante, abominevole sproporzione di marginatura, contraria a ogni elementare canone estetico (che ricerca invece la più alta simmetria possibile)? No, non te ne accorgi, vero? Non ce la fai, non ci riesci proprio, ti sembra tutto … normale, anzi bellissimo! Ma, a-ri-santissima pazienza un’altra volta, almeno la tutta la “sporcizia” che si è depositata su questo francobollo? Ti accorgi che un’intera parte della “Croce” adiacente è abrasa – intorno alla “T” di “POSTA” – o che comunque è rovinata? No, niente, tutto a posto, vero? E dell’annullo sbavato, mal impresso, grigiastro e scolorito che mi dici? Niente, vero? Tutto meraviglioso!

E non finisce qui. Nella stessa asta, accanto a questa meravigliosa “Crocetta” – “la più bella a me nota” (sic!) – eccone comparire un’altra, meravigliosa anch’essa, neanche a dirlo ...

https://www.philasearch.com/en/i_9107_9 ... &row_nr=41

Questo è veramente culo, un gran culo! Come avere la possibilità di corteggiare due Miss Italia, una di seguito all’altra! Qui, però, il perito – l’altro dei due migliori su piazza – è stato decisamente più arguto e sottile. Questo esemplare è “in quanto a marginatura uno dei migliori esemplari esistenti in assoluto”. Già. Sapete qual è la più perfida forma di bugia? La reticenza, quella difficile arte dell’esprimersi che tiene sempre vivo l’ammonimento: “due parole sono troppe, una troppo poco”. Cosa ti ho detto, in fondo? Che questa “Crocetta”, in quanto a marginatura, proprio non si batte. Virtualmente impossibile trovarne un’altra così marginata su tutti e quattro i lati. Vero, verissimo, incontrovertibile e … totalmente irrilevante. Perché la “Croce”, di nuovo, è maledettamente sporca, vissuta, poco fresca, i suoi 150 anni e passa li dimostra tutti, e il perito – che è un eccellente perito – lo sa benissimo, lo vede benissimo, ma … tace. Se per “bugia” intendiamo “dire il falso”, allora non possiamo certo dire che il perito abbia detto una bugia, semplicemente perché … non ha parlato. Ha detto una cosa vera, sui margini, e è rimasto silente sul resto, ripiegando poi sulla classica formula “originale e perfetto”. Ma in questa reticenza si annidano i germi del più devastante degli equivoci: quello che riduce la qualità di un francobollo degli Antichi Stati all’ampiezza dei suoi margini. Hai detto niente, hai detto. A volte sono meglio le bugie, che almeno si possono smascherare, che non gli “ibis redibis non morieris in bello”, senz’altro inconfutabili, ma non per la solidità dell’affermazione, bensì per la vaghezza della sua formulazione.

E chiudiamo, con una speranza per il futuro …

Piti.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 483
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 35 volte

PrecedenteProssimo

Torna a Antichi Stati Italiani

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron