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Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italiani

Tutto ciò che riguarda la filatelia degli antichi stati italiani (ASI)

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda vikingo68 » sab dic 02, 2017 12:33 pm

Se per il freddo devi fare queste "piccole divagazioni"...comprati una stufetta... ;-) :mrgreen:

ciao ciao
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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda TINOS » sab dic 02, 2017 5:47 pm

Capisco che se vuoi collezionare francobolli in modo serio un minimo di spiccioli si devono avere da spendere ma non credo che non si possa collezionare se assolutamente non spendo migliaia di euro (che non è assolutamente nelle mie possibilità) credo si possa realizzare una collezione anche se mancano un paio di pezzi da 10mila o 35mila euri che se li avessi preferirei usarli in modo piu nobile e utile... poi se dovessi vincere i 5milioni di euro alla lotteria Italia i 10mila euro cambierebbero per me il valore relativo e potrei anche spenderli.... -^
Un hobby, una passione va presa innanzitutto come divertimento e passatempo ma ba stando sempre con i piedi in terra e facendo le cose in proporzione alle proprie possibilità altrementi rischiamo di diventare come i giocatori delle slot machine che per loro è un passatempo simile alla droga e son capaci di mangiarsi anche la casa dove abitano pur di poter giocare a discapito loro e della loro famiglia.... ciao ciao
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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda ignotus » dom dic 03, 2017 12:41 am

Se per il freddo devi fare queste "piccole divagazioni"...comprati una stufetta...


Il freddo non lo potrei mai patire...possiedo dei bei "giacimenti ligniferi" che lavorano da soli senza bisogno di eccessive cure...se vieni a trovarmi quattro quintali di legna da ardere te li posso tranquillamente regalare senza diventare più povero!
Ultima modifica di ignotus il mer dic 06, 2017 8:08 pm, modificato 1 volta in totale.

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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda vikingo68 » dom dic 03, 2017 3:13 pm

La legna purtroppo inquina, io mi riscaldo con la pompa di calore del condizionatore.

ciao ciao
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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » mer dic 06, 2017 1:25 pm

ECCEZIONALE vs UNICO

Girovagando in rete, sono approdato qui:

http://www.accademiadiposta.it/it/stori ... museo.html

da cui estraggo questo interessante passaggio, interessante perché – quanto meno all’apparenza – controcorrente:

Io forse sarò una persona all’antica, o deformato da un’eccessiva attenzione per la cultura, ma decisamente non capisco perché dovrei entusiasmarmi per la lettera di Verolanova, così come per molte altre acclamate rarità filateliche che hanno come unica ed esclusiva caratteristica quella di essere per l’appunto una rarità. Ovvero un pezzo unico e basta. Da un punto di vista storico, documentario, sociale e anche postale, che cosa c’è di eccezionale nel fatto che su quel plico ci fossero tutti e cinque i francobolli in uso in quel momento? Assolutamente nulla, se non il fatto che il mittente si era divertito ad affrancare usando cinque francobolli quando ne bastavano tre: due da 30 cent. e uno da 45, oppure due da 45 cent. e uno da 15. Un po’ poco per parlare di pezzo eccezionale, che è cosa ben diversa da pezzo unico. Anche il San Sebastiano che si trova in un angolo della vecchia chiesa del mio paese è l’unico quadro rimasto, e forse dipinto, da un settecentesco pittore locale di cui non ricordo neppure il nome: ma non per questo fa impazzire i critici e i mercanti, né viene stimato il doppio dei miliardi a cui si vendono le opere del Tiziano o di Turner, che pure sono tantissime.

Il pezzo veramente interessante – e non necessariamente unico né raro – è quello che documenta fatti, usi, avvenimenti che sono parte della storia umana, nel nostro caso relativa alla posta e alle comunicazioni. E che per questo potrebbe entrare a pieno diritto in un museo (postale e sovente anche d’altro tipo) come parte di un’esposizione di documenti significativi di un’epoca, di un luogo, di una mentalità
.

Penso possa essere un bell’argomento di discussione …

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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda ignotus » ven dic 08, 2017 3:05 pm

Questo è il calssico esempio di come sia di attualità la favola di Fedro della volpe e l'uva...l'uva non è matura... ed il pezzo unico noto come "la lettera di Verola Nuova" non è una vera rarità ma un'accozzaglia di francobolli attacati casualmente perchè disponibili al momento messi lì a casaccio per risparmiare qualche soldino! E allora la lettera con l'uno e due pence di Mauritius non è una rarità? Magari ne trovassi un esemplare delle due rarità citate in una stamberga di uno dei tanti borghi rurali abbandonati come ad esempio Fumegai sito in comune di Arsiè in provincia di Belluno:
http://www.paesifantasma.it/Paesi/fumegai.html

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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » lun dic 11, 2017 10:55 am

... ha scritto:
... non capisco perché dovrei entusiasmarmi per la lettera di Verolanova ... Da un punto di vista storico, documentario, sociale e anche postale, che cosa c’è di eccezionale nel fatto che su quel plico ci fossero tutti e cinque i francobolli in uso in quel momento? Assolutamente nulla, se non il fatto che il mittente si era divertito ad affrancare usando cinque francobolli quando ne bastavano tre: due da 30 cent. e uno da 45, oppure due da 45 cent. e uno da 15. Un po’ poco per parlare di pezzo eccezionale ... .

Il pezzo veramente interessante – e non necessariamente unico né raro – è quello che documenta fatti, usi, avvenimenti che sono parte della storia umana, nel nostro caso relativa alla posta e alle comunicazioni
.


La tesi potrebbe anche avere un suo fondamento, ma, per quanto è ardita, richiederebbe di essere meglio, molto meglio argomentata.

Non capisco perché dovrei entusiasmarmi per il blocco da otto della Crocetta. Da un punto di vista storico, documentario, sociale e anche postale, che cosa c’è di eccezionale nel fatto che su quel frammento [in principio si trovava su un frammento, prima di esser rimosso] ci fossero otto francobolli da 1/2 tornese? Assolutamente nulla, se non il fatto che il mittente si era divertito ad affrancare usando otto francobolli quando ne bastava uno da 2 grana, o due da 1 grano, o quattro da 1/2 grano. Un po’ poco per parlare di pezzo eccezionale ... .

Cosa c'è di speciale nelle strisce di quattro su lettera del 5 centesimi del Provvisorio di Parma? Nulla! In fondo, lo stesso risultato si poteva ottenere con un comune francobollo da 20 centesimi.

E tutte le affrancature multiple, multi-valore o multi-colore, in fondo, saranno quasi sempre riducibili a combinazioni più comuni, se si guarda solo alla tariffa.

Credo di intuire il messaggio che si volesse mandare, ma credo anche che sia stato espresso in malo modo.

Piti.
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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » mar dic 12, 2017 1:08 pm

... ha scritto:
... non capisco perché dovrei entusiasmarmi per la lettera di Verolanova ... Da un punto di vista storico, documentario, sociale e anche postale, che cosa c’è di eccezionale nel fatto che su quel plico ci fossero tutti e cinque i francobolli in uso in quel momento? Assolutamente nulla, se non il fatto che il mittente si era divertito ad affrancare usando cinque francobolli quando ne bastavano tre: due da 30 cent. e uno da 45, oppure due da 45 cent. e uno da 15. Un po’ poco per parlare di pezzo eccezionale ... .

Il pezzo veramente interessante – e non necessariamente unico né raro – è quello che documenta fatti, usi, avvenimenti che sono parte della storia umana, nel nostro caso relativa alla posta e alle comunicazioni
.


Queste notazioni – nella loro singolarità – sono utili per cogliere, separare e raccordare alcune delle numerose dimensioni del fenomeno collezionistico.

I francobolli – in special modo degli Antichi Stati – hanno il potere di raccontare la storia. Ma ... quale storia?

L’alternanza di stemmi, effigi, colori e annulli scandisce il susseguirsi dei grandi fatti che hanno segnato le vicende del nostro Paese: i francobolli come attuali testimoni e cronisti – di sicuro molto speciali – di epoche lontane.

All’estremo opposto della Grande Storia troviamo le storie individuali dei singoli protagonisti, la storia di una varia umanità, fatta di Re e Granduchi, funzionari di ogni sorta, incisori, tipografi e falsari, con tutto il loro corredo di ambizioni, paure, desideri.

In mezzo c’è la cosiddetta “storia postale”, il luogo di partenza di una lettera, la sua destinazione, la tariffa, il tragitto seguito, i sistemi di inoltro, eventuali tassazioni, il tutto scolpito nei francobolli, nei timbri, negli annulli e nei segni sopra la missiva, che consentono allo specialista di ricostruirne la genesi, lo sviluppo e l’esito.

Le varie dimensioni a volte si incrociano. Nella storia postale del Pontificio – in particolare nel passaggio dai bajocchi ai centesimi, nonché nel regime tariffario – si può leggere in controluce l’evoluzione della Grande Storia, la dinamica dei rapporti di forza tra le parti, gli strenui tentativi di resistenza; le “miste” sono interessanti tanto per l’amante della Storia quanto per quello di storia postale; e via di questo passo.

La dimensione storica - qualunque essa sia - ha un grande vantaggio: per esser colta e apprezzata non ha bisogno che la lente del collezionista si posi su pezzi particolarmente pregiati, né di qualità né di rarità. È sufficiente un 2 grana, un 2 crazie, un 15 centesimi o, se volete, anche una Trinacria fortemente difettosa. La dimensione storica – il richiamo ai fatti della storia, grandi, piccoli o specialistici – prescinde da qualunque significato strettamente filatelico.

E la filatelia? Come opera la filatelia in senso proprio, in senso stretto? La filatelia abbraccia tutte e tre le dimensioni (e probabilmente molte altre ancora), le coordina, le struttura, invita allo studio, a raccogliere documentazione, al fine di rappresentare il tutto con ordine e coerenza, per riassumerlo in una collezione. Questa opera di sistematizzazione non è però neutrale. La filatelia non si limita a assemblare degli input provenienti dall’esterno e a darne la più conveniente raffigurazione. Nel lavorare sulla materia prima che le vien fornita dall’esterno, la filatelia ci mette del suo, aggiunge qualcosa di specifico suo proprio, introduce nuovi concetti e parametri. La qualità, la rarità, le sfumature di colore, i ritocchi, i difetti di cliché, gli errori e le varietà sono tutte cose prettamente filateliche, che abbracciano tutto il resto, e in quell’abbraccio lo assorbono, ne fanno un monolite, la filatelia punto e basta.

Per un amante spassionato delle tariffe, per un’integralista delle tariffe, per chi vede solo la tariffa e nient’altro, certo, cosa vuoi che importi che la lettera rechi un normalissimo 2 grana o un blocco di otto della Crocetta? Sempre 2 grana sono. Ma per un filatelista puro cambia tutto e niente lo mostra bene come la lettera “Verolanuova”. Cosa fa il filatelico, il collezionista? Qual è il suo impulso primordiale, l’istinto di base? Raccogliere tutti i francobolli di una serie, per completare la serie. In “Verolanuova” quella serie te la ritrovi già tutta assieme su una lettera, una sorta di “hole in one” che ha in sé tutto il fascino e l’attrattiva della involontarietà, dell’imprevisto. Chi compose “Verolanuova” si sarà al più compiaciuto dell’alternanza cromatica, ma mai avrebbe potuto anche solo vagamente immaginare di quale meraviglia filatelica stava a sua insaputa componendo. Le cosiddette “affrancature filateliche” – lettere affrancate ad arte, per far compiacere il collezionista che le riceve o per venire incontro ai suoi desiderata – non erano nemmeno nella mente di Dio, all’epoca.

Altra domanda: tra una lettera che reca il timbro “1 marzo 1861” (data di nascita delle poste italiane) e una che reca il timbro “17 marzo 1861” (data dell’unità di Italia), voi quale preferireste? Il collezionista di storia postale sceglierà probabilmente il primo marzo, l’amante della storia tout court il diciassette.

Potrei proseguire ancora a lungo, sulla stessa intonazione, ma credo di aver reso l’idea. È proprio la moltitudine di anime, pulsioni, interessi e obiettivi che si agitano dentro questa cosa che chiamiamo tutti con lo stesso nome, “filatelia”, a preservarla, proteggerla e perpetuarla nel tempo; questa è la sua grande ricchezza, la sua fonte di eterna giovinezza, anche se a volte ci fa sembrare, a noi stessi che ci siam dentro, reciprocamente estranei.

Piti.
Ultima modifica di Pitigrilli il mer dic 13, 2017 5:57 pm, modificato 2 volte in totale.
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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » mar dic 12, 2017 4:53 pm

AdF E BdF

“AdF” e “BdF” sono due acronimi che indicano, rispettivamente, la presenza in un francobollo di un Angolo di Foglio o di un Bordo di Foglio.

In un foglio intero da 100 esemplari, per capirci, i francobolli AdF sono i quattro collocati appunto negli angoli, i due più alti e i due più bassi all’estrema destra e sinistra; i francobolli Bdf sono quelli collocati nelle file orizzontali superiore e inferiore e nelle file verticali all’estrema destra e sinistra. La presenza di AdF e BdF può essere ovviamente di varia misura, dagli AdF e BdF cosiddetti “integrali” (il francobollo mostra tutto l’angolo o il bordo presente nel foglio) ad altri molto ben visibili, e giù a scendere sino a quelli appena accennati.

La presenza di un AdF o di un BdF è da sempre un elemento di attrazione anche per il più grezzo, rozzo e ineducato dei collezionisti, per una ragione molto semplice. L’AdF e il BdF rendono oggettivamente il francobollo più grande, ne accrescono le dimensioni, a volte davvero possono trasformarlo in un quadro in miniatura, e nessuno, per quanto insensibile, non si accorge di un quadro o ne resta indifferente. Gli AdF e i BdF, poi, rendono il francobollo “raro” – in senso assoluto, non relativo – per l’obiettiva proporzione con gli esemplari “ordinari” (1 a 25 per gli AdF, per capirci). È perciò ovvio che AdF e BdF siano ricercati e apprezzati da molti collezionisti e che i francobolli che li esibiscono abbiano prezzi sensibilmente più elevati della media.

Disgraziatamente, però, la presenza di AdF e BdF rischia di trasformarsi in una micidiale arma di “distrazione di massa”, tanto più di “distrazione” quanto più AdF e BdF son grandi.

I valori del Pontificio meglio di altri si prestano a spiegare il punto. Noi possiamo discorrere all’infinito se sia meglio un “otto filetti” o un “quattro filetti + AdF (o BdF)”, e può anche esser piacevole farlo, ma, alla fine, ci stiamo domandando se è più forte Goldrake o Mazinga Z. Ma non può esser dubbio – non deve neppure sfiorare il dubbio – che un AdF o un BdF possano nobilitare un valore pontificio in cui uno dei quattro filetti è toccato o non lascia intravedere (a occhio nudo, dalla normale distanza di osservazione) un minimo di margine ulteriore. È, volendo, una declinazione specifica del principio generale per cui nella qualità non esistono compensazioni, solo che se è già difficile capirlo in casi “normali”, figurarsi in situazioni “anormali”, come lo sono quelle con AdF e BdF. Per me – per il mio gusto, per la mia sensibilità – in questi casi l'angolo di foglio lo trovo paradossalmente penalizzante, e non premiante, perché accresce a dismisura la sproporzione tra i quattro margini, creando un oggetto esteticamente, se non proprio sgradevole, sicuramente “curioso”, ma di una curiosità del genere “donna cannone”, “fachiro”, “uomo sui trampoli” e altri simili stramberie circensi.

Non sarebbe male – per riportare il tutto a cose di cui potremmo avere diretta esperienza – se AdF e BdF li immaginaste come delle statue, più o meno grandi. Ne acquistereste una, vivendo in un monolocale senza nemmeno un balcone? O anche in un appartamento da 75 mq, con un piccolo terrazzino? Non credo. Perché? Perché la statua non solo non dà nessun tocco in più a un monolocale o a un normale appartamento, non solo trasmette in questi casi un senso di pacchianeria, ma, fatto decisivo, ingombra, crea fastidio, toglie spazio, è anti-funzionale. Se mi compro una statua è perché – come minimo – ho un giardino in cui piazzarla.

Fuor di metafora, serve capire che AdF e BdF non sono il superfluo. No, no. Sono … il superfluo del superfluo del superfluo. Sono, appunto, la statua in giardino. Ma … avercelo un giardino in cui piazzare una statua! O l’esemplare è veramente a modo sotto tutti i profili (= ho il giardino) oppure il problema di valutare AdF e BdF (= l’acquisto e la collocazione della statua) neppure si pone. Ecco perché non si può parlare con cognizione di causa di AdF e BdF se prima non si è capita la qualità nella sua dimensione – diciamo così – “base”.

Prima l’aritmetica, poi l’algebra, quindi l’analisi infinitesimale, e infine l’analisi superiore. È un fatto di propedeuticità.

Piti.
Ultima modifica di Pitigrilli il gio dic 14, 2017 2:42 pm, modificato 2 volte in totale.
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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda ignotus » mer dic 13, 2017 2:40 pm

file orizzontali superiore e inferiore e nelle file orizzontali all’estrema destra e sinistra


Io direi per precisione: file orizzontali superiore e inferiore e nelle file verticali all’estrema destra e sinistra

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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » mer dic 13, 2017 5:43 pm

Grazie della segnalazione, Ignotus; ho rettificato.

ciao

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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » gio dic 14, 2017 2:58 pm

Pitigrilli ha scritto:COMING SOON

"Un nuovo catalogo di vendita a prezzo netto incentrato sugli Antichi stati italiani con numerosi francobolli, sia nuovi sia usati, e lettere, con anche rarità di prima grandezza. Un’ampia offerta tra cui i collezionisti potranno trovare ciò che da tempo stanno cercando. Richiedete il catalogo gratuito".

(dal sito http://www.vaccari.it)

Vedremo ...

Piti.

p.s: a me basterebbe che ci fosse la metà di quel che c'era nell'ultima asta (che però, temo, abbia rappresentato un caso singolare, isolato).


Premesso - come peraltro già detto - che per me, per il mio gusto, per i miei interessi, in questa vendita c'era veramente pochissimo di particolarmente interessante, e ricordato che alcuni dei pezzi sono proposti da anni (a prezzi secondo me completamente scalibrati rispetto alla qualità, che è la prima componente principale del costo di un francobollo), vi invito a farvi un giro sul catalogo on-line, dove, giorno per giorno, si ha la fotografia dei lotti "ancora disponibili" ( e qui, sì, che la parola "ancora" acquista pieno significato, perché in effetti, di giorno in giorno, qualcosa va via).

Non so ovviamente quali potessero essere le aspettative della rinomata casa filatelica, ma dal mio punto di osservazione questa vendita è finora un autentico successo. Guardate Napoli, guardate Toscana, solo per dirne un paio. Sono andati via, tra gli altri, pezzi proposti talvolta sopra la quotazione Sassone e altri con la dicitura PaR.

Dì la di tutto, per il bene di tutti, anche se probabilmente ora si andrà incontro a una flessione fisiologica, auguro a Vaccari di proseguire ancora buon ritmo.

ciao

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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » gio dic 14, 2017 3:29 pm

Pitigrilli ha scritto:AdF E BdF

È, volendo, una declinazione specifica del principio generale per cui nella qualità non esistono compensazioni, solo che se è già difficile capirlo in casi “normali”, figurarsi in situazioni “anormali”, come lo sono quelle con AdF e BdF. Per me – per il mio gusto, per la mia sensibilità – in questi casi l'angolo di foglio lo trovo paradossalmente penalizzante, e non premiante, perché accresce a dismisura la sproporzione tra i quattro margini, creando un oggetto esteticamente, se non proprio sgradevole, sicuramente “curioso”, ma di una curiosità del genere “donna cannone”, “fachiro”, “uomo sui trampoli” e altri simili stramberie circensi.

Non sarebbe male – per riportare il tutto a cose di cui potremmo avere diretta esperienza – se AdF e BdF li immaginaste come delle statue, più o meno grandi. Ne acquistereste una, vivendo in un monolocale senza nemmeno un balcone? O anche in un appartamento da 75 mq, con un piccolo terrazzino? Non credo. Perché? Perché la statua non solo non dà nessun tocco in più a un monolocale o a un normale appartamento, non solo trasmette in questi casi un senso di pacchianeria, ma, fatto decisivo, ingombra, crea fastidio, toglie spazio, è anti-funzionale. Se mi compro una statua è perché – come minimo – ho un giardino in cui piazzarla.

Fuor di metafora, serve capire che AdF e BdF non sono il superfluo. No, no. Sono … il superfluo del superfluo del superfluo. Sono, appunto, la statua in giardino. Ma … avercelo un giardino in cui piazzare una statua! O l’esemplare è veramente a modo sotto tutti i profili (= ho il giardino) oppure il problema di valutare AdF e BdF (= l’acquisto e la collocazione della statua) neppure si pone. Ecco perché non si può parlare con cognizione di causa di AdF e BdF se prima non si è capita la qualità nella sua dimensione – diciamo così – “base”.


Quindi, per capirci, qui:

http://www.filsam.com/lotto_5_83578_8_it.htm

il BdF ve lo potete fare fritto-panato, con un filo di olio sopra, e pomodorini al contorno ...

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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda TINOS » gio dic 14, 2017 6:37 pm

Pitigrilli ha scritto:
Pitigrilli ha scritto:AdF E BdF

È, volendo, una declinazione specifica del principio generale per cui nella qualità non esistono compensazioni, solo che se è già difficile capirlo in casi “normali”, figurarsi in situazioni “anormali”, come lo sono quelle con AdF e BdF. Per me – per il mio gusto, per la mia sensibilità – in questi casi l'angolo di foglio lo trovo paradossalmente penalizzante, e non premiante, perché accresce a dismisura la sproporzione tra i quattro margini, creando un oggetto esteticamente, se non proprio sgradevole, sicuramente “curioso”, ma di una curiosità del genere “donna cannone”, “fachiro”, “uomo sui trampoli” e altri simili stramberie circensi.

Non sarebbe male – per riportare il tutto a cose di cui potremmo avere diretta esperienza – se AdF e BdF li immaginaste come delle statue, più o meno grandi. Ne acquistereste una, vivendo in un monolocale senza nemmeno un balcone? O anche in un appartamento da 75 mq, con un piccolo terrazzino? Non credo. Perché? Perché la statua non solo non dà nessun tocco in più a un monolocale o a un normale appartamento, non solo trasmette in questi casi un senso di pacchianeria, ma, fatto decisivo, ingombra, crea fastidio, toglie spazio, è anti-funzionale. Se mi compro una statua è perché – come minimo – ho un giardino in cui piazzarla.

Fuor di metafora, serve capire che AdF e BdF non sono il superfluo. No, no. Sono … il superfluo del superfluo del superfluo. Sono, appunto, la statua in giardino. Ma … avercelo un giardino in cui piazzare una statua! O l’esemplare è veramente a modo sotto tutti i profili (= ho il giardino) oppure il problema di valutare AdF e BdF (= l’acquisto e la collocazione della statua) neppure si pone. Ecco perché non si può parlare con cognizione di causa di AdF e BdF se prima non si è capita la qualità nella sua dimensione – diciamo così – “base”.


Quindi, per capirci, qui:

http://www.filsam.com/lotto_5_83578_8_it.htm

il BdF ve lo potete fare fritto-panato, con un filo di olio sopra, e pomodorini al contorno ...

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Queste sono solo tue opinioni che possono andar bene per te ma sicuramente non per altri, e il paragone con la statua non sta ne in cielo ne in terra, si da il caso che quasi sempre, se non sempre AdF e BdF hanno una valutazione superiore e il motivo ci può essere, specialmente nei dentellati avere BdF o AdF significa avere una buona porzione di francobollo priva di difetti ai dentelli e praticamente perfetta è immacolata, direi che più che il paragone della statua che lo trovo completamente sballato, io direi ad esempio: un quadro di valore e più appetibile se protetto da una bella cornice o senza nulla con la possibilita di toccare la parte del dipinto con le mani quando si maneggia?
N.B. Nei tuoi scritti dovresti sottolineare che quello che scrivi sono solo tue opinioni ma non è il Vangelo, altri possono vedere le cose in modo diverso e magari più correttamente di quello che pensi tu.... ciao ciao ciao
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Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda maurino » gio dic 14, 2017 8:10 pm

Pitigrilli ha scritto:
Pitigrilli ha scritto:AdF E BdF

È, volendo, una declinazione specifica del principio generale per cui nella qualità non esistono compensazioni, solo che se è già difficile capirlo in casi “normali”, figurarsi in situazioni “anormali”, come lo sono quelle con AdF e BdF. Per me – per il mio gusto, per la mia sensibilità – in questi casi l'angolo di foglio lo trovo paradossalmente penalizzante, e non premiante, perché accresce a dismisura la sproporzione tra i quattro margini, creando un oggetto esteticamente, se non proprio sgradevole, sicuramente “curioso”, ma di una curiosità del genere “donna cannone”, “fachiro”, “uomo sui trampoli” e altri simili stramberie circensi.

Non sarebbe male – per riportare il tutto a cose di cui potremmo avere diretta esperienza – se AdF e BdF li immaginaste come delle statue, più o meno grandi. Ne acquistereste una, vivendo in un monolocale senza nemmeno un balcone? O anche in un appartamento da 75 mq, con un piccolo terrazzino? Non credo. Perché? Perché la statua non solo non dà nessun tocco in più a un monolocale o a un normale appartamento, non solo trasmette in questi casi un senso di pacchianeria, ma, fatto decisivo, ingombra, crea fastidio, toglie spazio, è anti-funzionale. Se mi compro una statua è perché – come minimo – ho un giardino in cui piazzarla.

Fuor di metafora, serve capire che AdF e BdF non sono il superfluo. No, no. Sono … il superfluo del superfluo del superfluo. Sono, appunto, la statua in giardino. Ma … avercelo un giardino in cui piazzare una statua! O l’esemplare è veramente a modo sotto tutti i profili (= ho il giardino) oppure il problema di valutare AdF e BdF (= l’acquisto e la collocazione della statua) neppure si pone. Ecco perché non si può parlare con cognizione di causa di AdF e BdF se prima non si è capita la qualità nella sua dimensione – diciamo così – “base”.


Quindi, per capirci, qui:

http://www.filsam.com/lotto_5_83578_8_it.htm

il BdF ve lo potete fare fritto-panato, con un filo di olio sopra, e pomodorini al contorno ...

Piti.


Concordo in pieno

Di gran lunga molto più rara e costosa se fossero stati normali francobolli (non adf o bdf) ma con tutti e 4 i filetti di separazione completi

ciao ciao ciao ciao
"Se ci sono regole sai che c' è un interesse, e sai che l' interesse è sempre di chi le ha messe" [cit.]

Colleziono RSI, innamorato dei fascetti. In riflessione con Trieste A, mi diletto anche con ASI e annulli particolari del Regno.


Maurizio

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