Philweb.it - Il news magazine online di Filatelia, Francobolli, Storia Postale
Indice   FAQ   Cerca   REGOLAMENTO
Iscriviti  Login
Benvenuti in Forum Francobolli
La community italiana dedicata alla filatelia, alla storia postale e ai servizi postali.

Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italiani

Tutto ciò che riguarda la filatelia degli antichi stati italiani (ASI)

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda TINOS » ven nov 17, 2017 6:23 pm

Ignotus di questa tale Ilva non hai piu avuto notizie? se è ancora collezionista ?..... ciao ciao ciao
Colleziono Italia Repubblica Nuovi, S. Marino Nuovi, Vaticano Nuovi
Italia Regno, Italia Repubblica Usati, storia postale, colonie in generale,
Occupazioni, Somalia AFIS, Somalia Italiana, Somalia Indipendente

Avatar utente
TINOS
Maestro collezionista
Maestro collezionista
 
Messaggi: 1604
Iscritto il: mer set 28, 2011 10:31 pm
Località: Torino
Ha votato: 4 volte
E' stato votato: 42 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda ignotus » ven nov 17, 2017 10:31 pm

Ormai dovrebbe avere settanta anni: se è ancora al mondo...dovrebbe abitare nello stesso paese della "profonda Carnia" dove sono vissuto cinque anni ai tempi "di mia verde età". Chissà che vicende ha avuto in vita...forse riesco a sapere qualcosa di lei ma...penso proprio che non abbia collezionato più francobolli una volta sposata (?) e madre di famiglia. Se debbo esse sincero Ilva con la sua passione mi ha molto influenzato accrescendo il mio interesse per la filatelia. Quanto desideravo quando avevo si e no dieci anni...ora lo ho in quantità industriali ma allora lo desideravo più di una mangiata di dolci in pasticceria!

Avatar utente
ignotus
Collezionista Guru
Collezionista Guru
 
Messaggi: 5991
Iscritto il: sab gen 12, 2008 10:47 pm
Località: nel centro del Veneto
Ha votato: 39 volte
E' stato votato: 73 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda ignotus » dom nov 19, 2017 10:14 pm

Mi vien da scrivere a pitigrilli una considerazione che deriva da una confidenza fattami da un notissimo commerciante di francobolli di Venezia tanti anni fa. Mi disse che in città c'erano collezioni incredibili di Antichi Stati specialmente di Lombardo Veneto con pezzi favolosi costituite già a fine '800 tentute accuratamente nascoste dai proprietari. Morto il primo possessore, suo figlio e magari il nipote nessun francobollo era fatto uscire da quella casa. Troppo benestanti i proprietari. Se in giro ci sono tanti benestanti e in famiglia vi è qualcuno che continua la passione...la collezione rimane integra e nulla esce! Conclusione: alla fine nelle aste compaiono solo i rimasugli provvenienti da chissà quale posto. Anche su facebook compaiono venditori nostrani ed esteri che vendono materiale moderno o di antiquariato di qualità che definire scadente è un eufenismo! Di questi tempi chi ha materiale moderno o antico di pregio se lo tiene per sè o se lo cede pretende prezzi alti. Per gli anitichi stati per me...forse la fontana si è seccata perchè chi ha materiale pregiato e di qualità suprema lo tiene fermo in attesa di tempi migliori. Ho notato pure che materiale di prezzo basso come i francobolli comuni o comunissimi dell'iperinflazione tedesca 1920-1923 e di quella austriaca degli stessi anni non si riescono facilmente a reperire in qualità eccelsa. In anni passati forse sono stati massacrati ingiustamente per creare pacchetti da "cento differenti" per i principianti!
Ultima modifica di ignotus il mar nov 21, 2017 12:26 am, modificato 1 volta in totale.

Avatar utente
ignotus
Collezionista Guru
Collezionista Guru
 
Messaggi: 5991
Iscritto il: sab gen 12, 2008 10:47 pm
Località: nel centro del Veneto
Ha votato: 39 volte
E' stato votato: 73 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » lun nov 20, 2017 3:28 pm

ignotus ha scritto:Di donne fanatiche collezioniste ne ho conosciute non più di una decina tra cui una mia compagna delle elementari ...


Conosco solo due donne appassionate di collezionismo, o sarebbe meglio dire una e mezza, perché una è in verità più attratta dalla "mondanità" che si viene a creare intorno al fenomeno, che non dal fenomeno in sé.

Il collezionismo - non me ne vogliano eventuali lettrici - è secondo me una passione con una chiara, nitida e marcata impronta maschile. Ci saranno pure donne collezioniste, non ne dubito, ma le vedo come eccezioni, come cose che capitano nei grandi numeri, e non come assi portanti del movimento.

Piti.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 312
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 20 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » lun nov 20, 2017 3:50 pm

ignotus ha scritto: ... in città c'erano collezioni incredibili di Antichi Stati specialmente di Lombardo Veneto con pezzi favolosi costituite già a fine '800 tentute accuratamente nascoste dai proprietari. Morto il primo possessore, suo figlio e magari il nipote nessun francobollo era fatto uscire da quella casa. Troppo benestanti i proprietari. Se in giro ci sono tanti benestanti e in famiglia vi è qualcuno che continua la passione...la collezione rimane integra e nulla esce! Conclusione: alla fine nelle aste compaiono solo i rimasugli provvenienti da chissà quale posto. Anche su facebook compaiono venditori nostrani ed esteri che vendono materiale moderno o di antiquariato di qualità che definire scadente è un eufenismo! Di questi tempi chi ha materiale moderno o antico di pregio se lo tiene pr sè o se lo cede pretende prezzi alti


Caro Ignotus, anche un altro grande collezionista, di tutt'altra parte d'Italia, mi diceva la stessa cosa. Le cose "veramente belle" - se così vogliamo chiamarle, anche se per me sarebbe più appropriato dire le cose "semplicemente collezionabili" - è ben difficile vederle in giro, di questi tempi.

Troppi commercianti, vecchi e nuovi, che alla fine della fiera non sanno far altro che dire "10% del catalogo, 10% del catalogo, 10% del catalogo, ... questi sono i prezzi veri!", per spingere chi ha materiale "collezionabile" a valutare anche solo lontanamente la possibilità di cederlo.

Così il mercato viene infestato da pezzi mediocri a cui i collezionisti si abituano nemmeno troppo a lungo andare, sino a considerarlo normale; e se la mediocrità diventa normalità, a cascata tutto ciò che sta sotto la mediocrità sale anch'esso di una tacca nella percezione diffusa, e i "volponi" cavalcano l'onda, definendo a esempio "bello" un esemplare del Pontificio in cui a stento sono visibili i quattro filetti.

Non capiscono, queste "volpi", che si stanno scavando la fossa con le loro mani. Perché, vedete, la bellezza e la qualità saranno pure cose superficiali; ma la bruttezza, in compenso, arriva sino in fondo, scava, corrode e alla fine si rivela, fatalmente; prima o poi, chi compra cose mediocri, la mediocrità finisce col vederla tutta, e la mediocrità dà la nausea, fa venir voglia di smettere. Questo è il vero cancro della filatelia, la vera metastasi: materiale mediocre contrabbandato per buono.

Pochi veri, autentici commercianti - anche a me risulta questo - quando si ritrovano per le mani materiale davvero di pregio - per qualità o rarità - mica lo mandano davvero in asta; lo propongono a trattativa privata a un insieme selezionato di loro clienti, e a condizioni che non sono certo "10% del catalogo, 10% del catalogo, 10% del catalogo, ...", proprio no; e se qualcuno - ne ho diretta conoscenza - cincischia un po' perché l'80% del catalogo sembra un prezzo alto, e poi magari, dopo una settimana, si decide per l'acquisto, ebbene, con ogni probabilità quel pezzo non lo trova più, perché nel frattempo a qualcun altro l'80% del catalogo è sembrato un vero affare. Oppure, e anche di ciò ho conoscenza diretta, si sviluppa un "mercato ombra" tra collezionisti privati, a condizioni economiche e prezzi di scambio che viaggiano sugli stessi livelli, mandando a quel paese tutti i vari "Mr. 10% del Catalogo".

Quello che si vede in giro - nella aste o negli infiniti canali di vendita on-line - è solo il residuo del residuo del residuo; solo che è la parte più visibile e perciò in molti la scambiano con "la realtà", perché è ciò che hanno più immediatamente sotto gli occhi.

Ogni tanto - per onestà - la marea porta anche qualche perla, assieme a buste di plastica, gomme di automobili, fette di anguria, che galleggiano tra alghe di nessun valore; ma sono casi rari, diciamo pure "errori", che comunque, quando capitano, bisogna saper sfruttare.

Piti.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 312
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 20 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » lun nov 20, 2017 6:48 pm

QUESTIONE DI STILE

Se due figure appartengono allo stesso mondo, ma si trovano agli antipodi, agli estremi, una opposta all’altra, e se oltre alle mille differenze immediatamente visibili, vi sono anche punti in comune, se è possibile trovare tra di esse un’intersezione, per quanto piccola, allora è molto probabile che quella comunanza, quella intersezione, esprima qualcosa di profondo, di caratteristico, un marchio di fabbrica di quel mondo a cui entrambe appartengono.

Perché mi sento molto vicino al Quartista, a questa figura collocata al Nord, quando io mi trovo al Sud del pianeta filatelico?

Perché, anzitutto, io riconosco al Quartista un grande merito: quello di essersi creato un sistema suo proprio di valori e valutazioni. I Quartisti parlano una lingua sconosciuta a chi è estraneo al loro territorio; quel territorio, osservato da fuori, e forse anche da dentro, non è immune da smagliature; ma loro, i Quartisti, ci vivono benissimo, perché se lo sono costruiti secondo la loro sensibilità, e nulla gli importa del disallineamento con la conventional wisdom del resto del mondo. Per capirci: è come se un gruppo di persone si fosse volutamente rinchiuso in una valle e avesse deciso di regolare gli scambi nella valle in “colorex” anziché in euro; chi volesse trovare rapporti di cambio tra le due monete, ma soprattutto chi volesse raccordare il mondo “normale” con il loro, andrebbe verosimilmente incontro a cose inspiegabili: potrebbe a esempio vedere che nella Valle dei Quartisti ci vogliono più “colorex” per comprare l’acqua o il pane che non l’oro e l’argento. Ma questa è l’anima del collezionismo: saper dare un valore alle cose, ancor prima che un prezzo. I valori sono cose da collezionisti, i prezzi da commercianti.

Il Quartista, poi, è giusto un minimo infastidito quando qualcuno, dal di fuori, esprime giudizi critici sul suo mondo; ma al fondo, in definitiva, non gliene importa nulla. A lui, al Quartista, interessano solo le opinioni dei suoi pari, degli altri Quartisti, … e a culo tutto il resto, canta con Guccini. È lo stesso atteggiamento del collezionista di qualità. A me interessa solo e esclusivamente la critica e l’approvazione dei miei simili, di altri collezionisti di qualità, come lo sono io. Non mi faccio abbindolare dai “bellissimo”, “splendido”, “eccezionale” buttati li a casaccio da chi, in anni e anni di commercio filatelico, non si è mai degnato di ragionare davvero sulla qualità; e per converso mi lasciano indifferente (e mi fa anzi po’ tenerezza) i giudizi critici di chi, non avendo mai ragionato sulla qualità, avanza osservazioni con sussiego e prosopopea, come se della qualità fosse un maestro.

Un’altra cosa ancora mi accomuna al Quartista: tanto a me, quanto a lui, è maledettamente difficile vendere un francobollo, anche se per motivi molto diversi (che comunque ci rendono entrambi “poco simpatici” ai commercianti). Il Quartista è un pescatore nell’anima (o comunque è uno che vuol spendere poco), e è ben difficile pescare (o spendere poco) da un commerciante di esperienza; si ha qualche possibilità in più in un’asta (dell’ignoranza dei banditori parleremo un’altra volta) e molte più opportunità (ma anche rischi) se si naviga in rete; ma certo è che non puoi presentarti da un Quartista col rarissimo rosa lillaceco (o era il lilla rosaceo? Boh, mi confondo sempre) e dire: “Questa è una tinta rara, a meno di 100 non posso venderla”, perché lui, in Quartista, ti risponde una grassa risata; e la stessa risata che mi faccio io, quando qualcuno mi propone materiale sconosciuto di qualità bella, bellissima, splendida, eccezionale, fantasmagorica, orgasmatica, roba da convulsioni epilettiche per quanto è superba …

Valori e non prezzi (emozioni e non denari); accurata selezione delle opinioni di cui tener conto (e a culo tutto il resto); remore e diffidenze negli acquisti (non importa quale ne sia la fonte: se i prezzi, percepiti sempre troppo alti, o la qualità, percepita sempre troppo bassa).

Piti.
Ultima modifica di Pitigrilli il lun nov 27, 2017 10:23 am, modificato 1 volta in totale.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 312
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 20 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » gio nov 23, 2017 12:12 pm

UFFA …

Pitigrilli ha scritto:Così il mercato viene infestato da pezzi mediocri a cui i collezionisti si abituano nemmeno troppo a lungo andare, sino a considerarlo normale; e se la mediocrità diventa normalità, a cascata tutto ciò che sta sotto la mediocrità sale anch'esso di una tacca nella percezione diffusa, e i "volponi" cavalcano l'onda ...

Non capiscono, queste "volpi", che si stanno scavando la fossa con le loro mani. Perché, vedete, la bellezza e la qualità saranno pure cose superficiali; ma la bruttezza, in compenso, arriva sino in fondo, scava, corrode e alla fine si rivela, fatalmente; prima o poi, chi compra cose mediocri, la mediocrità finisce col vederla tutta, e la mediocrità dà la nausea, fa venir voglia di smettere. Questo è il vero cancro della filatelia, la vera metastasi: materiale mediocre contrabbandato per buono


Sto ricevendo da giorni, a flusso continuo, cataloghi e proposte di vendita di ogni sorta (alcuni, tra l’altro, da commercianti a me sconosciuti, e vorrei sapere come hanno avuto il mio nominativo, ma forse è meglio non indagare). Il tempo che queste pubblicazioni impiegano a passare dalla cassetta della posta al cesto della spazzatura tende rapidamente a zero, vuoi perché non c’è nulla di interessante, vuoi perché lo sguardo sbilenco che mia moglie gli rivolge – in stile regina di cuori – mi fa capire che non è il caso di farli sostare troppo in casa.

Ieri, prima di procedere all’opera di pulizia, ne ho però voluti sfogliare un paio, e manco a dirlo ho trovato conferme alle mie tesi. Banale, lo so. È molto facile, una volta fissati su una cosa, trovare conferme ovunque alla propria fissazione. Chi è convinto che siano le quotazioni Sassone ad affossare il mercato filatelico avrà con ogni probabilità visto nell’eliminazione dell’Italia dai prossimi Mondiali la conferma definitiva alla sua tesi. Succede, lo so, e nessuno è esente da questa deviazione; ma esserne consapevoli è già qualcosa.

Dunque, catalogo di vendita numero 44 della “3 Fil, Intermediazioni Filateliche”. La versione elettronica in formato pdf

http://www.3-fil.com/public/cataloghi/P ... 44_web.pdf

ha purtroppo una risoluzione davvero pessima (il cartaceo, invece, è molto ben fatto e curato); ma per quel che voglio esprimere può ancor andar bene; dunque, lotto numero 150, del Regno di Napoli, così descritto

1860 - Stemma delle Due Sicilie 2gr. carminio vivo IIIa tavola (N°7e) ottimamente marginato, annullato con il bollo a svolazzo “tipo 15” a carattere bastardo, con la sola iniziale maiuscola di “Sala”, bollo a cerchio piccolo in nero con fregi (Sassone punti 13 = € 7.500,00) su lettera del 30.3.61 diretta a Salerno. Bollo di arrivo al verso in azzurro. Dal certificato M.Merone “ .... lettera un poco stanca, ma sia gli annullamenti che il francobollo sono di colore vivace, ritenendola di pregio e per l’uso del francobollo borbonico in periodo di Regno d’Italia e per il raro annullamento a svolazzo. L’ho firmata per esteso”. A.Diena. Cert. M.Merone.

Francobollo“ottimamente marginato” ? Ottimamente? Ma, signori, nessuno più di me, credetemi, sa bene quanto siano fluide le parole, quanto ognuno di noi riempia le parole di quel mondo di cose e percezioni che è dento di lui, ma, insomma, c’è un limite a tutto. Ottimamente? Ma, insomma, i margini di quel 2 grana (per quanto confusa sia l’immagine, penso si capisca comunque) sono assolutamente ordinari e, anzi, lasciatemi dire, forse anche un filo sotto la media, in quell’area grigia tra un 5½ e un 6-. Come si fa a dire “ottimamente”, cioè “ottimi”, che, a scuola, corrispondeva a qualcosa tra 8 e 9?

E andiamo avanti con l’autorevole certificato dell’Ingegner Mario Merone, che fa da – (in)volontario? – complice alla nobilitazione del pezzo. “Lettera un poco stanca”. Un poco stanca? Un poco? Ma, santa pazienza, lo vedete o no, anche a bassa risoluzione, che in mezzo alla lettera c’è niente poco di meno che … un buco enorme? Un buco, per l’amor del cielo, … un buco! Qui servirebbe un atteggiamento da eroi, ma che poi è la sola cosa sensata da fare: munirsi di forbici e far saltar via tutto ciò che fa perdere valore all’insieme, ridurre la lettera a un frammento presentabile. Altro che “un po’ stanca”.

Apprendiamo, poi, che sia il francobollo che gli annullamenti sono di “colore vivace”, come se la “vivacità” del colore (peraltro tutta da verificare) fosse un plusvalore e non invece, come in effetti è, la normalità, il minimo sindacale.

Il finale è meraviglioso: “ritenendola di pregio e per l’uso del francobollo borbonico in periodo di Regno d’Italia e per il raro annullamento a svolazzo”. Di pregio per l’uso in periodo di Regno d’Italia? Ma veramente dice, Ingegner Merone? Ma Lei sa benissimo, Ingegner Merone, che di francobolli napoletani usati in periodo di Regno di Italia ce ne sono how many you want and more and more. Ma quale pregio? Storico, forse, perché sì, è vero, è sempre suggestivo vedere documenti o bolli napoletani con timbri successivi al 17 marzo 1861, a testimonianza di quanto la Storia sia complessa e travagliata, senz'altro di più di quanto appare dai libri, dove tutto è sistematizzato e ordinato in modo quasi inverosimile. Ma fughiamo il dubbio – per carità del cielo! – che un francobollo borbonico usato in periodo di Regno d’Italia abbia un valore filatelico o commerciale. Perché questi oggetti, volendo, si trovano all’edicola sotto casa, con la prima uscita a soli € 0,99.

Ho preso un esempio a caso, tra gli infiniti possibili. Nulla di personale – ovviamente – né con la “3 Fil”, ditta ben conosciuta, seria e professionale, né con l’Ingegner Merone, rinomato esperto filatelico del Regno di Napoli. Ma entrambi – loro come altri, come tanti altri – sono un esempio di un andazzo generale che, a mio avviso, è il vero male di questa meravigliosa passione.

Porterò altri esempi, se avrò un po’ di tempo …

Piti.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 312
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 20 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » gio nov 23, 2017 1:07 pm

ANCORA UFFA …

Asta “Filarte” numero 305 …

http://www.filarte.it/FTP/asta_305.pdf

lotto numero 592:

1 q. nero su carta grigia n. 1 + 1 s. ocra su grigio n. 2 (striscia di 3) + 2 cr. n. 5e, leggeri difetti, su frammento. Rara tricolore comprendente le 3 valute (cert. Diena)”.

“Leggeri difetti”? Leggeri? Ma se questo frammento è tutto un difetto, un solo, grande, immenso difetto! Se non c’è una cosa una che sia apposto! Ci sono tre valute diverse tutte assieme? Ecchissenefrega! non ce lo metti, se questo frammento (che poi manco si vede, e chissà com’è che in realtà quei pezzi stanno tutti attaccati …), se questo frammento, dicevo, non raggiunge la soglia minima della “collezionabilità”? (tra l’altro, non vorrei sbagliarmi, ma credo che questo “coso” sia in circolo ormai da anni, alla ricerca disperata di un “coglione”, … ehm … volevo dire di un “acquirente”, che lo metta in collezione …).

lotto numero 196:

2 gr. n. 20k, con filetto d’inquadratura in alto, annullo a svolazzo tipo 32, su piccolo frammento”.

Ah, però! Avete 11/10 di vista per scorgere il “filetto di inquadratura”, ma all’improvviso diventate miopi –10, quando si tratta di accorgersi (e descrivere) quell’enorme, fastidiosissimo e misterioso alone sul viso del Re …

lotto numero 582:

20 gr. ardesia scuro n. 13c ben marginato, annullo appena sull’effigie

“Appena”? Appena? E, di grazia, come dovrebbe essere allora un annullo per essere “pienamente” sull’effige?

lotto numero 316:

4 b. giallo n. 5A con margini discreti (disegno cpl., qualche filetto mancante)”.

“Discreti”? Cioè il 7 a scuola? “Qualche”? Andate avanti da soli …

Piti.
Ultima modifica di Pitigrilli il ven nov 24, 2017 11:51 am, modificato 2 volte in totale.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 312
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 20 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » gio nov 23, 2017 4:09 pm

LETTERA APERTA

Cari Commercianti,
mi rivolgo a voi, che di questo vivete, di francobolli, che per noi sono invece solo un gioco.

Vi esorto, nel vostro stesso interesse, ad avere un minimo di rispetto, non già per la nostra “cultura filatelica”, incommensurabilmente inferiore alla vostra, se non del tutto assente (ma ricordatevi che per noi è un gioco, non un mestiere), bensì, più semplicemente, delle nostre ordinarie facoltà intellettive, anzi, ancor meno, del nostro normale buon senso, che, se pur latente, è destinato prima o poi a venir fuori.

Voi, cari commercianti, potrete pure riuscire – una volta o due, forse anche di più – a venderci il vostro scadente materiale, col sapiente ricorso alla retorica, o giocando d’astuzia coi superlativi, o con la sponda più o meno cercata di qualche autorevole certificazione peritale. Ma la strategia è perdente, a lungo andare, e forse anche nel medio termine.

I vostri superlativi, la vostra retorica, le vostre certificazioni potranno indurci in errore, a noi collezionisti, una, due o anche più volte; ma alla fin il buon senso vincerà, perché il buon senso è destinato a vincere, sempre, come la pallina del flipper è destinata a cadere in mezzo alle due stanghette, per quanto quelle due stanghette si ostinino a rimandarla su. E quando il buon senso avrà vinto, quando la pallina sarà caduta lì in mezzo, il gioco sarà finito, non solo per noi collezionisti, che più nulla vorremo sapere di francobolli (bruciando anche il mobile che conteneva l’album), ma soprattutto per voi commercianti, che di questo vivete. Pensateci.

Rinunciante – come simbolico atto iniziale, a testimoniare la vostra buona volontà – all’uso di qualunque aggettivo, questo schiavo del sostantivo, questa risorsa tipica di chi non sa né scrivere né esprimersi. Descrivete i vostri francobolli come se non fossero vostri, con la stessa imparzialità e obiettività. Il vostro parlare sia asciutto, sobrio, discreto, essenziale.

Non sviate il collezionista, questo anello debole di tutta la catena, e pur cruciale, perché senza di lui, senza il collezionista, voi nemmeno esistereste. Segnalate solo i difetti, quando presenti, ma se ritenete il francobollo perfetto allora lasciate che sia il collezionista, da solo, a stabilire se è bello, bellissimo, splendido, eccezionale, lusso o d’amatore. O, semplicemente, se non è un francobollo, ma solo un ritaglio venuto male di un pezzo di carta vecchio di secoli, come ce ne sono tanti.

Il resto, sperabilmente, verrà da sé …

Piti.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 312
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 20 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda ignotus » ven nov 24, 2017 12:07 am

E' inutile scrivere tante parole! ne bastano poche per dire ai cari commercianti: "i Clienti (C volutamente maiuscola!) sono come i fiammiferi: li puoi fregare una volta sola!

Avatar utente
ignotus
Collezionista Guru
Collezionista Guru
 
Messaggi: 5991
Iscritto il: sab gen 12, 2008 10:47 pm
Località: nel centro del Veneto
Ha votato: 39 volte
E' stato votato: 73 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » ven nov 24, 2017 11:26 am

UN’ALTRA VOLTA UFFA

Una soluzione commerciale estrema – rispetto al mio auspicio di non usare più aggettivi nelle descrizioni dei francobolli e eliminare il riferimento alle quotazioni Sassone – è offerta dalla “Landmans 1905” di Milano:

http://www.landmans1905.com/

In questo catalogo di vendita (Antichi Stati Italiani 2018), al netto di casi sporadici, viene solo riportata l’immagine del francobollo, con sotto il prezzo netto richiesto. Non è materialmente possibile essere più essenziali e obiettivi di così. E questa obiettività e essenzialità, proprio perché estrema, consente di vedere con nitidezza quanta approssimazione e non curanza ci sia a volte nelle proposte di vendita.

Vi invito a consultare la pagina con i 20 grana di Napoli (la 13/36, nella versione elettronica). Ce ne sono ben cinque in sequenza, dal lotto 203 al 207, tutti offerti al prezzo netto di € 300.

Io rimango esterrefatto. Alcuni di quei 20 grana si dovrebbero vendere (se proprio si vuole venderli e non regalarli, come sarebbe più giusto) a non più di 20 o 30 euro; altri, se opportunamente valorizzati con descrizioni appropriate (ma senza aggettivi!) e proposti al giusto target di clientela, potrebbero spuntare prezzi ben superiori ai 300 euro; altri ancora, poi, hanno forse, sì, un “fair price” che si aggira intorno a quella cifra, sui 300 euro o giù di li, decina di euro in più decina di euro in meno. E invece sono tutti proposti alla “media del pollo” di Trilussa, un “tot al chilo”, equamente distribuito fra tutti, per non far torto a nessuno, ché in fondo sono tutti pur sempre 20 grana.

Questo genere di cose – per il mio animo, per la mia sensibilità – sono molto deprimenti. Perché se un commerciante – che ha tutto il primario interesse a farlo – è il primo a non capire fondo il valore di ciò che possiede, come potrà sperare di educare e formare quel collezionista che rappresenta la sua linfa vitale? Se i francobolli diventano un genere alimentare (“un etto di pizza rossa, per favore”, “dotto’, è ’n etto e mezzo, che faccio … lascio?”, “lascia, lascia …”), perché comprare francobolli anziché pizza e patatine?

Collezionare francobolli è un’arte, ma saperli vendere, a volte, sembra una cosa che non fa presa sulle capacità umane.

Piti.

ps: per gli amanti del genere, in questo catalogo della Landmans potrebbe esserci una “pescata” mica da ridere, che a qualcuno potrà anche far piacere, ma a me fa aumentare la depressione.
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 312
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 20 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Pitigrilli » lun nov 27, 2017 11:21 am

PER LA CONTRADDIZION CHE NOL CONSENTE

"ch'assolver non si può chi non si pente,
né pentere e volere insieme puossi
per la contradizion che nol consente
"

(Dante, Inferno, Canto XXVII)

In questo bel topic:

viewtopic.php?f=21&t=7576

vikingo68 ci mostra un suo recente acquisto (peraltro decisamente "scenografico") e, all'osservazione di Ignotus sulla qualità, replica:

vikingo68 ha scritto:per me che faccio le tariffe e le destinazioni, le prosopopee sulla qualità superextraeccelsa dei francobolli mi fanno un baffo...per fortuna
.

Ma sempre vikingo68, in quest'altro bel topic:

viewtopic.php?f=21&t=2113&start=15

afferma:

vikingo68 ha scritto:la storia postale è molto in auge e quindi i soldi spesi in questo settore, oltre a darmi molte soddisfazioni, dovrebbero un giorno poter rientrare senza troppe difficoltà. Quando si ha famiglia è un pensiero che aiuta a continuare a collezionare oggetti di pregio.


Ora, come sempre, non è che si debba essere in accordo con gli altri; si deve solo, e più semplicemente, concordare con sé stessi.

Se c'è una (remota) possibilità di riuscire a rientrare (lontanamente) di ciò che si è speso in francobolli, allora questa (remota) possibilità di (un lontano) rientro passa necessariamente per due vie: le grandi rarità e la grande qualità(*). Non ci sono altre strade. Per la contraddizion che nol consente.

Poi, chiaro ...

vikingo68 ha scritto:Ognuno colleziona quello che più gli piace


e altrettanto chiaramente ...

vikingo68 ha scritto:la seconda scelta negli ASI non mi ha Mai spaventato ed a volte è un obbligo.


... ma non faremmo un buon servigio a eventuali candidati al collezionismo degli Antichi Stati, nel dirgli che, seguendo queste direttrici,

vikingo68 ha scritto:dovrebbero un giorno poter rientrare senza troppe difficoltà.


Per la contraddizion che nol consente.

Detto questo, signori, il mio invito - che ho messo anche in firma - è nel vivere il collezionismo come un gioco, un puro divertimento, senza essere minimamente turbati dalla (probabile) svalutazione della propria collezione (che poi, in realtà, andrebbe più propriamente rinominata "margine di guadagno" del commerciante, come è giusto che sia) né attratti da una (improbabile) rivalutazione. L'invito, insomma, è a vivere il collezionismo come una vacanza, una cena al ristorante, una sera a teatro, una partita allo stadio o anche, per gli amanti del genere, come una notte d'amore con donne "diversamente disponibili": denaro che esce per avere una, due o tre ore di svago, che nel caso del collezionismo degli Antichi può anche diventare una vita intera ... :D

Un caro saluto e un in bocca al lupo a tutti, per tutto.

Piti.

(*) su cosa sia la "grande qualità", mi piace soffermarmi in ogni mio intervento; ho parlato poco e di sfuggita, invece, delle "grandi rarità", e forse è opportuno un richiamo: sono grandi rarità i "3 lire" Farouk e Rothschild, il blocco di otto della "Crocetta", la lettera "Verolanuova", e, più in generale, tutto ciò che potete leggere nelle "20 maggiori rarità" di ogni Antico Stato, citate nel Sassone; diffidate, come diffidereste di una banconota da 6 euro, delle cosiddette "rarità di nicchia", che parafrasando Checco Zalone potrebbero ridefinirsi "rarità di nicchia ... di micchia, ... di minchia!".
Collezionare è solo un gioco

Avatar utente
Pitigrilli
Collezionista spigliato
Collezionista spigliato
 
Messaggi: 312
Iscritto il: lun gen 16, 2017 10:07 am
Ha votato: 0 volta
E' stato votato: 20 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda Emirates » lun nov 27, 2017 1:16 pm

Ciao! ma hai presente di chi stai parlando? di uno che di francobolli non ce ne capisce una ce.......a
Colleziona da anni sperando sempre di strappare l'affare del secolo, ma invece non fa altro che comprare e ricomprare roba scadente ciao

Emirates
Collezionista alle prime armi
Collezionista alle prime armi
 
Messaggi: 46
Iscritto il: gio feb 02, 2017 1:33 pm
Ha votato: 19 volte
E' stato votato: 0 volta

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda vikingo68 » lun nov 27, 2017 9:12 pm

...a volte è d'obbligo. Traduzione: in caso di rarità!!!!!!!

Io sono quasi certo di quello che ho scritto, il quasi riguarda ovviamente il futuro, infatti per il presente ed il recente passato ben difficilmente (mai) ho alienato pezzi che non mi interessavano più rimettendoci.

Nel caso avvenisse sarebbe solo per uno scarto minimo che comunque non intaccherebbe minimamente il piacevole tempo passato con quei pezzi.

Questo discorso però vale solo per pezzi selezionati, grazie a studio e ricerca, di sicura appetibilità storica postale o filatelica, che devono andare di pari passo con la conoscenza del mercato e dei pezzi disponibili che ci interessano.

Se poi si vogliono collezionare pezzi, francobolli sciolti o documenti postali è uguale, che non hanno i requisiti di cui sopra, di qualità o no, molto spesso ci si potrà rimettere molto di più del prezzo pagato sottratto il valore del nostro godimento.

La qualità la vedono tutti, le rarità per riconoscerle molto spesso bisogna studiare (capisco la fatica e il tempo che non tutti hanno), in questo modo posso dire di aver più volte acquistato pezzi, diciamo a 100 per i quali il giorno dopo mi sono visto offrire duecento/cinquecento/mille!

La qualità assicurerà solo più persone interessate ma non la cifra di realizzo, essendo pezzi "comuni" ma in qualità da amatore bisognerà poi infatti vedere quanto sono disposti a spendere questi interessati, a mio parere ovviamente e per quello che ho osservato negli ultimi 15/20 anni.

Saluti, Carlo. ciao ciao
Colleziono Repubblica;Regno;Sardegna;Napoli;Toscana e Pontificio.
La mia Storia Postale Regno Sardegna e Italia: http://sdrv.ms/YJhIYN http://sdrv.ms/16fWaII

vikingo68
Maestro collezionista
Maestro collezionista
 
Messaggi: 1038
Iscritto il: dom feb 11, 2007 12:07 am
Località: LAZIO roma
Ha votato: 20 volte
E' stato votato: 17 volte

Re: Note sparse sul collezionismo degli Antichi Stati Italia

Messaggioda ignotus » lun nov 27, 2017 10:51 pm

La merce di qualità suprema degli antichi stati è ben riposta in armadi di gente "ben in carta" che per qualche decina di migliaia di euro non mette in vendita raccolte favolose anche se composte di materiale tutto sommato comune. In giro per ebay e anche in aste rinomate si vedono in genere solo degli "zombies filatelici" francobolli che cento anni fa sarebbero finiti a fare mosaici con i francobolli. Per la merce di antiquariato la qualità è tutto anche se molte volte deve essere "il meno peggio". Troppi filatelisti in passato hanno massacrato francobolli incollandoli non con una ma anche con quattro linguelle di seguito anzichè cercare di crearsi rudimentali taschine con la carta oleata da formaggio. Ora paghiamo questa mania di esibizionismo negli album da far vedere agli amici o da ammiratori in esposizioni a premio. Nei settori che coltivo di più cioè Austria fino al 1930 e Germania Impero trovo difficoltà a trovare materiale di primissima scelta illinguellato anche se comunissimo: troppi "esibizionisti" lo hanno massacrato linguellandolo.Ora ci troviamo che tanto per fare un esempio il francobollo del Reich "dama veneziana" dipinto di Duerer del 1939 di catalogo fa linguellato 7 euro ma illinguellato 35: uno a sette! Per gli antichi stati la linguella...un inutile accessorio ma materiale di primissima scelta secondo il mio criterio pure con la cartina parassitaria ne trovi poco sia nuovo e questo vale pure per l'usato. Se compri un lotto misto di antichi stati usato da "traffichini" o anche commercianti seri devi scartarne un buon 80%! La fontana dei francobolli di qualità eccelsa in molti settori si è seccata!
Ultima modifica di ignotus il mar nov 28, 2017 3:01 pm, modificato 1 volta in totale.

Avatar utente
ignotus
Collezionista Guru
Collezionista Guru
 
Messaggi: 5991
Iscritto il: sab gen 12, 2008 10:47 pm
Località: nel centro del Veneto
Ha votato: 39 volte
E' stato votato: 73 volte

PrecedenteProssimo

Torna a Antichi Stati Italiani

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron