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invito allo studio (e magari alla collezione) di Toscana

Tutto ciò che riguarda la filatelia degli antichi stati italiani (ASI)

Re: invito allo studio (e magari alla collezione) di Toscana

Messaggioda TINOS » mer nov 29, 2017 12:46 am

Emirates ha scritto:
DottorDino ha scritto:La Toscana ha diversi francobolli particolarmente rari su busta, uno di questi è il 2 soldi che fa parte della prima scorta (aprile 1851) di francobolli del Granducato e che deve la sua rarità al fatto che come valore serviva a poco o niente per affrancare le lettere (2 soldi erano 1,2 crazie) e con la stampa del valore di 1 crazia (luglio 1851), quando i capi della posta si accorsero che i francobolli stampati fino a quel momento servivano poco ad affrancare anche le normali lettere, il suo uso diminuì sempre di più, tanto che a fine ottobre del 1852 fu eliminato.

Le lettere note con questo francobollo bellissimo (quasi sempre su carta molto azzurra che con il colore scarlatto del francobollo crea a mio parere il miglior insieme visivo di tutti i francobolli di toscana) risultano essere 59.

Oggi vi posto un'immagine di una busta che sarà nell'asta Ghiglione di questo fine mese e che è unica nella sua composizione dal momento che la combinazione 2 soldi + striscia di tre di 1 soldo esiste solo su questa busta
Tariffa corretta di 3 crazie per una lettera indirizzata a roma prima del 30 giugno 1853

ciao

Immagine

Se qualcuno fosse interessato la base d'asta è di soli 15000 euro ......

Questa era in vendita da Bolaffi all asta di Ottobre con base d'asta 17500,00
a me personalmente non piace



Cosa non piace la busta o la base d'asta? ciao ciao ciao
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Re: invito allo studio (e magari alla collezione) di Toscana

Messaggioda vikingo68 » mer nov 29, 2017 1:00 am

Ahahahahahahaha Tinos, bella domanda- mmm ridere_di_gusto

Non farsi piacere questa fantastica busta e dichiararsi amante di qualità e di Toscana è una dicotomia insuperabile. sono_arrabbiato

ciao ciao
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Re: invito allo studio (e magari alla collezione) di Toscana

Messaggioda Pitigrilli » lun dic 04, 2017 10:31 am

Provo a ribaltarla in maniera costruttiva: parlate di "fantastica" busta, ... bene, ... cosa c'è, esattamente, di fantastico, in questa busta? Sottolineo, esattamente ...

Many thanks.

Piti.
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Re: invito allo studio (e magari alla collezione) di Toscana

Messaggioda Pitigrilli » lun dic 04, 2017 2:59 pm

Dunque, in attesa di sapere cosa ci sia esattamente di eccezionale in questa lettera, provo a dare qualche indicazione di massima.

L'oggetto è senza dubbio particolare, tanto particolare che persino il grande Renato Mondolfo ritenne, all'epoca, di proporlo in uno dei suoi ormai celeberrimi cataloghi di vendita; diamo perciò pure per scontato - se può fare piacere - che l'oggetto sia eccezionale (per me non lo è, ma ... non importa: facciamo finta che lo sia). Siamo dunque alla presenza di un oggetto eccezionale ... invenduto, anzi ripetutamente invenduto (e, per favore, non tirare di mezzo il prezzo, che nulla c'entra: quando escono cose di livello, come per magia escon fuori anche i danarosi, quelli per cui 15.000 euro sono l'equivalente di 15 o al più 150 euro, per noi mortali). Ma restiamo agganciati alla finzione che abbiamo voluto adottare: l'oggetto è eccezionale, di gran livello, e ... invenduto, ripetutamente invenduto.

Cosa sarebbe successo, una volta? Cosa succedeva, una volta, quando, a esempio, un bel 2 soldi di Toscana, con quattro bei margini bianchi e bel annullo a ragno, andava invenduto? Il commerciante - che aveva una visione di medio-lungo termine - semplicemente lo ritirava, lo faceva sparire, lo nascondeva. Perché capiva, il commerciante vero, che se un così bel 2 soldi non aveva trovato acquirenti, ciò significava, senza possibilità di smentita, che, per il momento, non c'era nessun collezionista interessato, che tutti i potenziali acquirenti si sentivano già apposto su quel versante, oppure per il momento erano concentrati su altri obiettivi; e il 2 soldi, così, spariva dalla circolazione, o quanto meno dagli orizzonti di osservazione più immediati, come possono esserlo i cataloghi di vendita. Un oggetto così bello va protetto, difeso, curato, e non certo inflazionato, riproponendolo ossessivamente, dando la sensazione di avere una incredibile "prescia" nel disfarsene. Questo sarebbe successo una volta.

Oggi, invece, questa eccezionale lettera, invenduta una volta, viene riproposta a brevissima distanza di tempo una seconda volta, e poi una terza, o una quarta, sempre a stretto giro, cambiando ogni tanto la casa d'asta, come se questo potesse dare maggiori probabilità di vendita, anziché abbassarle come in effetti è.

Oggi viviamo in un "mercato" (le virgolette non sono casuali, bensì fortemente volute) in cui si ritiene particolarmente acuto e intelligente bombardare il collezionista ogni tre giorni con messaggi del tipo

Sono ancora disponibili i lotti nr. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 ...

... che pare quasi un gioco: trova il numero mancante (salvo poi scoprire che non manca mai nessun numero, che i francobolli sono ancora tutti li, che quel "ancora" è una ridondanza - perché, appunto, non si è venduto niente, e quindi va da sé che è "ancora" tutto disponibile - e, porca pupazza, che nostalgia per i tempi di una volta, quando quel bel 2 soldi era tornato nella cassaforte del commerciante, per non più apparire, e a te batteva forte il cuore nella speranza - che percepivi vana - di poterlo ancora acquistare, quando finalmente ti eri deciso ...

ciao

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Re: invito allo studio (e magari alla collezione) di Toscana

Messaggioda Emirates » lun dic 04, 2017 7:48 pm

Pitigrilli ha scritto:Dunque, in attesa di sapere cosa ci sia esattamente di eccezionale in questa lettera, provo a dare qualche indicazione di massima.

L'oggetto è senza dubbio particolare, tanto particolare che persino il grande Renato Mondolfo ritenne, all'epoca, di proporlo in uno dei suoi ormai celeberrimi cataloghi di vendita; diamo perciò pure per scontato - se può fare piacere - che l'oggetto sia eccezionale (per me non lo è, ma ... non importa: facciamo finta che lo sia). Siamo dunque alla presenza di un oggetto eccezionale ... invenduto, anzi ripetutamente invenduto (e, per favore, non tirare di mezzo il prezzo, che nulla c'entra: quando escono cose di livello, come per magia escon fuori anche i danarosi, quelli per cui 15.000 euro sono l'equivalente di 15 o al più 150 euro, per noi mortali). Ma restiamo agganciati alla finzione che abbiamo voluto adottare: l'oggetto è eccezionale, di gran livello, e ... invenduto, ripetutamente invenduto.

Cosa sarebbe successo, una volta? Cosa succedeva, una volta, quando, a esempio, un bel 2 soldi di Toscana, con quattro bei margini bianchi e bel annullo a ragno, andava invenduto? Il commerciante - che aveva una visione di medio-lungo termine - semplicemente lo ritirava, lo faceva sparire, lo nascondeva. Perché capiva, il commerciante vero, che se un così bel 2 soldi non aveva trovato acquirenti, ciò significava, senza possibilità di smentita, che, per il momento, non c'era nessun collezionista interessato, che tutti i potenziali acquirenti si sentivano già apposto su quel versante, oppure per il momento erano concentrati su altri obiettivi; e il 2 soldi, così, spariva dalla circolazione, o quanto meno dagli orizzonti di osservazione più immediati, come possono esserlo i cataloghi di vendita. Un oggetto così bello va protetto, difeso, curato, e non certo inflazionato, riproponendolo ossessivamente, dando la sensazione di avere una incredibile "prescia" nel disfarsene. Questo sarebbe successo una volta.

Oggi, invece, questa eccezionale lettera, invenduta una volta, viene riproposta a brevissima distanza di tempo una seconda volta, e poi una terza, o una quarta, sempre a stretto giro, cambiando ogni tanto la casa d'asta, come se questo potesse dare maggiori probabilità di vendita, anziché abbassarle come in effetti è.

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ciao

Piti.

E pensa che......colui che strafila quei numeri ogni 3x2 è considerato uno dei GURU della filatelia, tanto è che ogni tot, pubblica aneddoti dal passato di suo ex battitore per ricordare ogni tanto le proprie gesta(sob).

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