Ma il catalogo è indispensabile?

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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda CARLO CERVINI il lun mar 08, 2010 10:56 am

[color=#FF0000]Disquisizione sul sesso degli angeli! Ci sono aspetti della filatelia ben più importanti del colore della colla! Basta che non ci sia ruggine e sia del "colore normale per l'emissione" tenuto conto della stagionatura del francobollo...io sarei per togliere la colla a tutti quanti i francobolli antichi e ci sarebbe tutto da guadagnare!

Caro Ignotus, non sono convinto di quanto asserisci, se per un francobollo annullato è fondamentale l'integrità della dentellatura, del fondo posteriore (spellature, macchie di colore ecc...) e dell'originalità dell'annullo, per il nuovo la gomma è fondamentale, deve essere integra e ben conservata, come era al tempo dell'emissione.
Infatti il problema più grosso dei nuovi è la loro conservazione nel tempo, è normale che la gomma arabica tenda ad ingiallirsi leggermente nel tempo, ma la ruggine e l'umidità sono un'insidia reale e quotidiana che va combattuta con le taschine e la conservazione adeguata.
Un francobollo nuovo con gomma macchiata, screpolata, fortemente ingiallita si deve comunque considerare come difettoso con tutte le relative conseguenze. senza_speranza
Cordiali saluti
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda AntonioNurra il lun mar 08, 2010 12:58 pm

ignotus ha scritto:io sarei per togliere la colla a tutti quanti i francobolli antichi e ci sarebbe tutto da guadagnare!

CARLO CERVINI ha scritto:è normale che la gomma arabica tenda ad ingiallirsi leggermente nel tempo, ma la ruggine e l'umidità sono un'insidia reale e quotidiana che va combattuta con le taschine e la conservazione adeguata.

...volevo dire come la penso. La filatelia è prima di tutto collezionismo...almeno su questo dovremmo essere tutti concordi. Se la colla serve a stabilire lo stato di conservazione di un francobollo è bene dunque che sia presente...purtroppo i cataloghi trascurano molto questo elemento (...tanto per tornare in tema con il topic) e se da un lato Ignotus ha ragione perchè eliminando la colla si eliminerebbero varie minacce patologiche, dall' altro si eliminerebbe anche il piacere sottile della bravura nella conservazione. Non dimentichiamoci questo requisito fondamentale intrinseco al collezionista il quale attraverso una corretta conservazione in qualche modo firma la collezione personalizzandola.
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ignotus il lun mar 08, 2010 3:19 pm

dall' altro si eliminerebbe anche il piacere sottile della bravura nella conservazione.


Qui bisogna star attenti per qualche serie. Due in particolare del Reich di Germania:
-Foglietto Ostropa 1935 con quattro francobolli emessi solo dentro il foglietto e non in fogli. La gomma contiene componenti a base di acido solforico e se la lasci lì ti ritrovi senza foglietto perchè lo fa diventare color marron e la carta si sfalda;
-Serie Zeppelin sopra il mare del 1936: stesso inconveniente.
Alla lunga ho paura che la colla si dovrà eliminare: negli USA una serie Colombiana del 1892 con gomma integra e illinguellata in pratica non esiste causa la pessima qualità della colla e allora tanto vale comprarla senza gomma.
Sul piacere di avere cose fuori norma per la conservazione concordo al 1000% con te.

Il catalogo necessario? Sì altrimenti devi trovarti le notizie qua e là a spese del "prossimo generoso"...qualcuno mi prende in giro quando dico che il catalogo è lo schioppo del collezionista ma la realtà è questa...tra le altre cose un catalogo datato contiene notizie "perse per strada" e allora: mano alla borsa se no non fai buoni affari!
Un esempio sempre del Terzo Reich: nessun catalogo ti dice che il foglietto del 1936 emesso per la corsa ippica "nastro bruno" con un solo francobollo da 42 (+108 pf.) è tutto senza gomma salvo il francobollo che sta al centro. Idem il foglietto sovrastampato nel 1937 per la corsa Munchenriem. Se uno non lo sa crede i foglietti difettosi quando invece non lo sono!
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda Iubal il lun mar 08, 2010 3:28 pm

Caspita...ho dovuto leggermi tutto questo post interminabile....30 minuti per capire se il catalogo è indispensabile...
Bene, io colleziono da 3 mesi francobolli, da quando ho deciso di prendere dai familiari, i francobolli che in gioventù mettevano da parte.
La prima cosa chè ho fatto è stata quella di chiedere ad un amico che lavora alle poste, chi mi poteva aiutare a capirci qualcosa...lui ovviamente mi ha detto: "quì alle poste c'è un marchio che corre sovente: "Bolaffi"!
Ho acquistato così da internet questo catalogo flash 2010 ed ho imparato a vedere cosa significano le sigle ** - *- ecc.ecc.
Dopo 3 mesi mi sono accorto, grazie a questo forum, che anche con un catalogo alla mano, non riesco a comprendere molti passaggi fondamentali.
Cosa significa filigrana ruota? Filigrana alata? da che parte si possono vedere questi disegni della filigrana, dal dritto o dal rovescio del francobollo? (ammesso che questi siano i termini corretti per identificare i lati).
Mi piacerebbe conoscere e studiare questi particolari ma, siamo sicuri che su molti cataloghi queste informazioni siano presenti?

Grazie per l'attenzione

P.S. se conoscete qualche libro (non mi indicate il forum Bolaffi perchè costa troppo!) che visualizza e parla di queste cose, soprattutto per l'area italiana, vi sarei grato se potreste segnalarmelo.
Il francobollo possa concorrere alla costruzione di quelle conoscenze, amicizie ed intese alle quali aspira il comune ed universale desiderio di concordia e di pace. [Giovanni Paolo II]
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda CARLO CERVINI il lun mar 08, 2010 3:32 pm

...volevo dire come la penso. La filatelia è prima di tutto collezionismo...almeno su questo dovremmo essere tutti concordi. Se la colla serve a stabilire lo stato di conservazione di un francobollo è bene dunque che sia presente...purtroppo i cataloghi trascurano molto questo elemento (...tanto per tornare in tema con il topic) e se da un lato Ignotus ha ragione perchè eliminando la colla si eliminerebbero varie minacce patologiche, dall' altro si eliminerebbe anche il piacere sottile della bravura nella conservazione. Non dimentichiamoci questo requisito fondamentale intrinseco al collezionista il quale attraverso una corretta conservazione in qualche modo firma la collezione personalizzandola.[/quote]

Caro Antonio, il tuo ragionamento non fa una grinza, e vero la filatelia è prima di tutto collezionismo.........., ma c'è un aspetto che nessuno può trascurare, la filatelia è anche e soprattutto un hobby assai costoso, io non credo ai ritrovamenti tipo lotteria di Capodanno, per sfizio ho tenuto conto di quanto ho speso, dal piccolo pezzo al più raro, spesso senza neanche accorgermene, be.....non ci crederai in questi 40 anni di collezionismo, tra Repubblica, Trieste, S. Marino e Vaticano, ho speso una cifra veramente consistente, quasi folle, quindi il materiale accumulato deve essere perfetto e ben conservato per poterlo un giorno rivendere o scambiare, magari per fare una nuova collezione.
Buttare i soldi dalla finestra non piace a nessuno, e se è tutto sommato facile comperare, prova un pò a vendere e vedrai che esperienza, un pelino che non va, una micro imperfezione, porta al rifiuto di qualsiasi acquirente e sperando di non dover vendere in stato di necessità.
Ho visto personalmente degli eredi vendere delle collezioni da medaglia d'oro alle mostre internazionali per un pugno di schifosissimi euro, magari da spendere in pochi istanti.
Quindi o si raccoglie quello che si trova e poi si fa una bella insalata multicolore, oppure si colleziona seriamente con una qualità direttamente proporzionale all'impegno economico necessario, senza esagerare. senza_speranza
Un abbraccio
Cervohold ciao ciao ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda Claudiob il lun mar 08, 2010 3:39 pm

Iubal ha scritto:Cosa significa filigrana ruota? Filigrana alata? da che parte si possono vedere questi disegni della filigrana, dal dritto o dal rovescio del francobollo?
Mi piacerebbe conoscere e studiare questi particolari ...

Ciao, in questi casi molte info si possono ottenere dal web; ti posso segnalare questi link:
http://www.filateliaspecializzata.it/presentazione.html
http://home.giandri.altervista.org/gian ... ndice.html
Poi, se vuoi, puoi sbizzarrirti con google :D
ciao
Claudio
Ho qualche file pdf che sintetizza i vari tipi di fil. ruota; se ti servono mandami un mp con il tuo e-mail e te li invio a gratis ridere_di_gusto
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ignotus il lun mar 08, 2010 7:58 pm

Ho visto personalmente degli eredi vendere delle collezioni da medaglia d'oro alle mostre internazionali per un pugno di schifosissimi euro, magari da spendere in pochi istanti.


Io a Veronafil ho visto in vendita due belle collezioni tematiche ben accessoriate complete di diciture eleganti: una sul calcio e una credo su arte o storia del Cristianesimo per poche migliaia di euro! Alla faccia dei collezionisti tematici che vogliono guadagnare la medaglietta e si dannano a trovare un certo pezzo significativo per lo svolgimento del temino! Io non ho velleità espositive e mi limito a contemplare in solitudine i miei francobolli come faceva Caterina II di Russia che diceva che i suoi oggetti d'arte dell'Ermitage li potevano contemplare solo lei, i suoi più stretti amici, i notabili in vista e i topi: qualche volta posto sul forum qualche pezzo per far vedere cosa vale o no o per spiegare qualcosa. Debbo però dire che sono stato tentato di comprare queste due raccolte da esposizione ma, sono sincero, sarebbe stato come esporre un assegno da tremila euro o un quadro con dentro sei "santini" da 500 euro!
Quella delle raccolte lasciate alla morte di chi le ha curate allo stato brado è un problema reale di "dispersione" di un unicum per chi pensa al valore di ricerca collezionistica insito nelle stesse...per gli eredi quattro euro guadagnati senza fatica e per il commerciante furbetto una fonte di guadagno!
Forse questo è un bene perchè se tutti i grandi collezionisti del passato avessero fatto come Tapling (la sua è l'unica raccolta ottocentesca conservata integra nella Brithish Library) o come Marco de Marchi (raccolta donata al comune di Milano) ci sarebbero in giro ben pochi francobolli antichi per la gioia dei collezionisti attuali!
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ANTONELLO il lun mar 08, 2010 8:10 pm

Buttare i soldi dalla finestra non piace a nessuno, e se è tutto sommato facile comperare, prova un pò a vendere e vedrai che esperienza, un pelino che non va, una micro imperfezione, porta al rifiuto di qualsiasi acquirente e sperando di non dover vendere in stato di necessità.

Vero, ma mettiamo il caso che io compero una coroncina freschissima e ben centrata pagandola ad esempio 1200 euro,
in caso volessi venderla troverò chi me la paga quei soldi?
Secondo me è difficilissimo e ben che mi vada riuscirò a venderla a 600 euro magari propio dallo stesso commerciante, o da un'altro, non cambia niente,
e allora mi chiedo, non conveniva comperarla subito a 600 euro non centrata e magari con gomma un po' stanca?
Forse così facendo in futuro trovo chi mi da 300 euro e rispetto a quanto sopra ci ho quadagnato.
A mio parere la qualità si deve ricercare solo per un propio personale piacere senza dover pensare che un giorno rivendendo tutto si possa riavere i propi soldi o addirittura guadagnarci.

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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ignotus il lun mar 08, 2010 8:44 pm

Vero, ma mettiamo il caso che io compero una coroncina freschissima e ben centrata pagandola ad esempio 1200 euro,


Qui prendi una grande cantonata anche se sfondi una porta aperta! Un acquisto di questo tipo presuppone che hai 1200 euro che ti crescono e non hai bisogno di rivendere subito. Lo devi vedere in una prospettiva di medio se non di lungo termine. Guadagnare coi francobolli? Certo che si può avendo fortuna di acquistare sottocosto e di avere molta molta conoscenza di prezzi di francobolli tipo e di varietà! Tante volte, specie di paesi esteri, si comprano francobolli a prezzo del valore tipo mentre in realtà sono varietà costose.
Es. Stato Indipendente Croato (NDH)francobollo da 12,50 Kuna dedicato nel 1943 all'Astronomo Rudjer Boscovic normale costa settanta centesimi. E' stato stampato usando una tavola di stampa composta da quattro fogli da 100 (10 per 10) esemplari e in ogni foglio nella posizione 73 sul pollice della mano destra dell'astronomo vi è una S iniziale dell'incisore Karl Seizinger. In questo caso il francobollo vale (forse sotto quotato) 12,50 euro. Un commerciante mi disse di aver comprato migliaia di serie dell'emissione di due valori ma in quasi tutti i fogli del 12,50K. mancavano uno o due francobolli in corrispondenza della varietà!
Evidentemente volevano avere la varietà o la varietà in copia col normale!
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ANTONELLO il lun mar 08, 2010 9:20 pm

Guadagnare coi francobolli? Certo che si può avendo fortuna di acquistare sottocosto e di avere molta molta conoscenza di prezzi di francobolli tipo e di varietà!

Io colleziono regno, tu che hai sicuramente più esperienza di me, pensi che si possa trovare ancora roba bella sottocosto?
I sodi non crescono di certo ma la passione a volte fa fare cose....

ciao ciao ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ignotus il mar mar 09, 2010 12:12 am

Io colleziono regno, tu che hai sicuramente più esperienza di me, pensi che si possa trovare ancora roba bella sottocosto?
I sodi non crescono di certo ma la passione a volte fa fare cose....


Tutto è possibile...basta girare, chiedere e ...in certi ambienti ...non fare troppe domande e pagare quanto chiedono "baiocchi sull'unghia" se intendi comprare...Certi affari compaiono una sola volta ogni tanto!
La ricetta infallibile non esiste...è solo questione di fortuna e di casualità!
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ANTONELLO il mar mar 09, 2010 12:38 am

e allora speriamo in questa fortunata casualità,
devo dire che fino ad adesso a quelle cifre non sono ancora arrivato, vicino si,
per un francobollo che a me piace tantissimo e che mi soddisfa averlo

Grazie ignotus per le risposte e scusate l'OT

ciao ciao ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda Gamper il gio mar 11, 2010 1:20 am

ANTONELLO ha scritto:Vero, ma mettiamo il caso che io compero una coroncina freschissima e ben centrata pagandola ad esempio 1200 euro,
in caso volessi venderla troverò chi me la paga quei soldi?

Ciao Antonello
Stai scherzando :?: Se hai una coroncina freschissima e centratissima a 1200 euro ........ mandami un MP :!: Pago in contanti o bonifico :!:
ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda CARLO CERVINI il gio mar 11, 2010 10:37 am

Tutto è possibile...basta girare, chiedere e ...in certi ambienti ...non fare troppe domande e pagare quanto chiedono "baiocchi sull'unghia" se intendi comprare...Certi affari compaiono una sola volta ogni tanto!
La ricetta infallibile non esiste...è solo questione di fortuna e di casualità![/quote]

Concordo pienamente, e aggiungo con particolare riferimento ai neofiti e a chi ha la possibilità di ricevere delle collezioni, anche appena iniziate, di crearsi una cultura filatelica di base e fare tanta ricerca personale.
Proprio per aiutare chi volesse intraprendere una collezione degli usati di Trieste, ma il medesimo discorso vale anche per la Repubblica Ruota Alata, con la determinante collaborazione di Spyke, ho inserito nel Forum la ricerca sugli annulli originali dei vari tipi con un campionario di francobolli usati che coincidono con le varie epoche di utilizzo e validità degli stessi.
Ad esempio ho segnalato il francobollo del censimento del 1951, cessato di validità il 30/06/1952 annullato con un timbro e data del tipo senza lunette utilizzata solo negli ultimi due mesi del 1954 pertanto evidentemente originale, ma postumo. E' impossibile, salvo taroccamenti, trovare una Romana, un Volta, un Risorgimento con tali annulli, mentre è normale ed assai importante come valore trovare annullati i pezzi dell'Interpol, M. Polo, TCI, Reddito, 22/A, 25/A, 26/A, 5/I e 5/A solo occasionali, su lettera intera sarebbe un sollucchero tupitupi
La ricerca è la molla che fa muovere il collezionismo, il valore venale viene dopo nel tempo.
Cordiali saluti
Cervohold ciao ciao ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ANTONELLO il gio mar 11, 2010 11:03 pm

Ciao Gamper
Stai scherzando Se hai una coroncina freschissima e centratissima a 1200 euro ........ mandami un MP Pago in contanti o bonifico

anche tu come me non hai ancora avuto quella fortunata casualità di trovare una coroncina freschissima a buon prezzo. senza_speranza

ciao ciao ciao
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