E' fuori di qualsiasi dubbio che i cataloghi sono una guida sicura per il collezionista, soprattutto se neofito o erede di una collezione creata da un'altra persona; non sono tutto però, persino i migliori hanno spesso dei buchi di notizie o indicazioni discordanti che possono creare molta confusione.
Due esempi eclatanti: ad una recente conferenza sui francobolli di Trieste, un collezionista tra il pubblico mi ha posto un quesito cui, li sul momento, non ho saputo cosa rispondere; voleva sapere perchè la colla arabica del Cavallino Pettine n. 26 è biancastra, lucida, tendente all'avorio chiaro, mentre quella del Cavallino Lineare n. 26/I è giallastra, lucida, tendente al marron.
Bella domanda, un particolare importantissimo per la valutazione, è evidente che una gomma ingiallita abbatte il valore del francobollo nuovo, situazione comune anche al cavallino della Repubblica, sui cataloghi non si dice niente, allora ho chiesto il parere di alcuni periti ed esperti e mi hanno spiegato che è tutto perfettamente normale ed integro, anzi nel caso della gomma giallognola si possono vedere sui bordi di foglio anche i segni del pennello con il quale era stata spalmata essendo stato il francobollo gommato dopo la stampa e ovviamente prima della dentellatura.
Nel caso del 100 lire pacchi n. 9/I pettine, alcuni cataloghi CEI, Carraro, lo inseriscono nella serie di 12 valori tutti dentellati 13, 1/4, mentre altri Sassone, Unificato lo indicano come varietà ed inseriscono il n. 9 lineare, dentellato 13, 1/4 per 14, è evidente che il prezzo della serie viene completamente stravolto, il secondo vale un sessantesimo del primo.
Queste sono informazioni importanti per i collezionisti, peccato che spesso i cataloghi le tralascino.
Cervohold
