Ma il catalogo è indispensabile?

Tutto ciò che riguarda la Filatelia e che non rientra in uno dei forum presenti. Qui si può discutere anche di filatelia e storia postale straniera, vietata naturalmente negli altri forum.

Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ignotus il mer gen 27, 2010 4:09 pm

Caro ignotus, ti ringrazio per la traduzione ma potrei avere una spiegazione: per quale caspita di motivo avrei dovuto pensare che potesse esserci sotto una cattiveria? Sarò ingenuo ma proprio non ci arrivo.


Niente di niente, ma oggi come oggi è meglio dire che non si dice qualcosa con cattive intenzioni, non si sa mai... la gente è tanto suscettibile!

persino Ciccillo, un tizio che vende i ricci di mare aperti vicino a casa mia


io sono un montanaro ma ho sentito dire che la pesca dei ricci di mare è proibitissima perchè si deve scalpellare la roccia sulla quale aderiscono con effetti devastanti sull'ecosistema marino....la pratica non è illegale?
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda AntonioNurra il mer gen 27, 2010 6:28 pm

ignotus ha scritto:io sono un montanaro ma ho sentito dire che la pesca dei ricci di mare è proibitissima perchè si deve scalpellare la roccia sulla quale aderiscono con effetti devastanti sull'ecosistema marino....la pratica non è illegale?
Credo tu ti confonda con i datteri di mare che vivono scavandosi un buco nello scoglio attraverso una secrezione acida e dei quali la pesca è proibitissima proprio per i motivi che dici. Per il momento i ricci è ancora possibile pescarli. Questa però è cultura biologica o se proprio vogliamo gastronomica...mentre avevamo lasciato il discorso dei cataloghi in relazione alla loro funzione nella cultura filatelica.
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ignotus il mer gen 27, 2010 10:06 pm

"Errore di sbaglio"! Sapevo di una specie la cui raccolta è proibitissima, tipo per capirci farsi una bella polenta e uccelli con i pettirossi, e ignoravo l'esistenza dei "datteri di mare"!
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda Dino2007 il gio gen 28, 2010 12:51 pm

A proposito della questione sul catalogo/libri, ho parlato oggi con un amico appassionato di francobolli (del forum) che mi ha detto una cosa bellissima .... gli spiegavo che andando avanti mi viene voglia di allargarmi ad altre collezioni, per esempio colonie somalia, e anche lui mi ha detto che avrebbe voglia di comprare francobolli di uno stato, ma poi ha aggiunto: "però prima di 5-6 anni non compro niente perchè devo studiare i francobolli e il periodo storico e lo stato" ..... 5-6 anni di studio per poi iniziare a comprare qualcosa .... non è bellissimo ?

ciao

p.s.: fino a qualche anno fa andavo in croazia a mangiare i datteri di mare (che venivano dall'albania), poi li hanno proibiti anche lì .... ma il mio babbo, noto buongustaio/buonaforchetta, ha trovato quest'anno un ristorante in versilia che, ignoriamo come, riesce a procurarseli .... per cui siamo stati due volte a mangiare la buonissima zuppa di datteri ....
colleziono repubblica italiana (-3), Regno dal 1900, francobolli sul centenario del cinema, emissioni congiunte italiane(-4), Trieste A (-8) e filigrana lettere
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ale70 il dom gen 31, 2010 10:46 pm

Ciao a tutti,
per tornare al quesito iniziale, ossia l'utilità del catalogo, bisognerebbe anche domandarsi se chi lo acquista è poi capace di utilizzarlo correttamente.
E' uno strumento che va bene per chi inizia a collezionare e vuol sapere cosa esiste in termini di numero di francobolli esistenti, ma ha la controindicazione di riportare valutazioni fuorvianti che spesso illudono chi le legge, tanto è vero che i meno esperti la prima cosa che fanno è vedere i prezzi e considerano le valutazioni indicate come se si trattasse di un listino di borsa, nulla di più sbagliato.
Il problema è anche che chi si avvicina per la prima volta alla filatelia spesso non ha qualcuno vicino che gli spiega come stanno le cose e trovo già molto utile che se ne parli qui.
Al catalogo va data la corretta importanza, ne di più ne di meno.
Esso a mio avviso è solo un elencatore in ordine cronologico di ciò che esiste e fornisce qualche dato di riferimento giusto per sapere qualcosa al riguardo, non è un libro di storia postale, ne descrive le ragioni che determinano importanza o meno in un dato esemplare, tantomeno insegna a collezionare.

Solo il mio parere.

Alessandro
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ignotus il dom gen 31, 2010 11:01 pm

ma ha la controindicazione di riportare valutazioni fuorvianti che spesso illudono chi le legge, tanto è vero che i meno esperti la prima cosa che fanno è vedere i prezzi e considerano le valutazioni indicate come se si trattasse di un listino di borsa, nulla di più sbagliato.


Certamente che le quotazioni sono fuorvianti perchè si riferiscono a francobolli di qualità suprema! Nella realtà per alcuni francobolli la qualità suprema non esiste e allora bisogna accontentarsi di quanto passa il convento. Le tabelle del Sassone all'inizio sono abbastanza realistiche, migliori però quelle di Vaccari nel suo listino prezzi e nel suo catalogo! Per i francobolli è un poco come per gli elettrodomestici: c'è sempre lo sconto. Io per anni ho strapagato francobolli introvabili (tipo la serie "serto della montagna" di Montenegro occupazione italiana, Lubiana "vedute" occupazione tedesca, francobolli ungheresi sovrastampati Slovenia per essere usati a Murska Sobota ecc.) a un commerciante di una città che non nomino per ovvi motivi (altrimenti lo si riconosce perchè è ancora vivo e rinfanciullito anche se ritirato dagli affari da tanti anni)...beata ingenuità! Ho strapagato a suo tempo ma ora quei francobolli si sono rivalutati perchè erano di qualità XXXX perfetta! Quello che paga in filatelia è la qualità del materiale e la sua conservazione che deve essere super perfetta!
Come si capisce se qualcosa è buono o tarocco, perfetto o così e così? Una cosa sola: l'esperienza e qualche fregatura!
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda AntonioNurra il lun feb 01, 2010 11:59 am

ale70 ha scritto:per tornare al quesito iniziale, ossia l'utilità del catalogo, bisognerebbe anche domandarsi se chi lo acquista è poi capace di utilizzarlo correttamente.
...mi sono fatto l'idea che no! Il 90% delle persone da me incontrate ed in posseso di un catalogo non lo sanno utilizzare correttamente. Sembra strano ma posso citare almeno un centinaio di casi in cui collezionisti abituati a cataloghi diversi siano entrati nel panico scambiandosi i dati presenti nei rispettivi cataloghi. Il caso più frequente è quello del collezionista abituato al Bolaffi che prendendo in mano il Sassone vede svalutarsi paurosamente la sua collezione; per non parlare poi di quello abituato al Sassone che, guardando per la prima volta il Bolaffi, all'improvviso diventa ricco :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: Rifaccio un esempio per far capire di cosa sto parlando. Prendiamo entrambe i cataloghi 2010 e valutiamo una serie comune: la alessandro volta del 1927. Pag 59 Bolaffi e pag 221 Sassone. Chi è abituato al Bolaffi a colpo d'occhio vede sul suo catalogo la serie nuova, mai linguellata e con il 100% di caratura segnata in evidenza in grassetto verde e pari a 120 Euro. Poi prende il catalogo ed a colpo d'occhi vede la sua stessa serie in grassetto nero a 15 Euro. Cosa è successo? Nulla di nulla: il Sassone mette in prima evidenza i valori linguellati e di bassa caratura tanto che se si continua a leggere vi è poi riportato, in neretto e caratteri più piccoli: "Le quotazioni indicate si riferiscono ad una mediocre centratura; discretamente centrati valgono € 30 *, € 75 **; ottimamente centrati valgono € 120 *, € 300 **." Quella scritta che dice ottimamente centrati corrisponde alla caratura Bolaffi del 90 al 100%...pertanto alla fine parlano la stessa lingua ma molti collezionisti interpretano a piacere.
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda Claudiob il lun feb 01, 2010 12:35 pm

Ciao Antonio, senza alcuna vena polemica ma, dai tuoi post sembra che usi il catalogo dal solo punto di vista delle quotazioni e questo, secondo me, è un uso sicuramente non scorretto ma parziale: su qualunque catalogo, al di là delle valutazioni commerciali, esistono informazioni che un filatelista dovrebbe sapere.
Penso che la piena comprensione di un catalogo passi dalla totalità delle informazioni (quotazioni comprese) in esso contenute
ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda AntonioNurra il lun feb 01, 2010 1:59 pm

Claudiob ha scritto:dai tuoi post sembra che usi il catalogo dal solo punto di vista delle quotazioni
...sembra solamente e concordo con
Claudiob ha scritto: è un uso sicuramente non scorretto ma parziale
non mi trovi totalmente daccordo con
Claudiob ha scritto:su qualunque catalogo, al di là delle valutazioni commerciali, esistono informazioni che un filatelista dovrebbe sapere.
; ma ripeto "non totalmente": in realtà la pecca di tutti i cataloghi è proprio quella di essere molto poveri di informazioni che non servono alla valutazione del francobollo ma che vanno a costituire quell'immenso patrimonio culturale che è la filatelia. In questo senso il CEI è stato all'avanguardia; il Forum si pone all'avanguardia avendo abbandonato le quotazioni in favore delle altre informazioni...ma siamo ancora lontani da un catalogo che inserisca i francobolli in un preciso contesto storico e li aiuti ad essere apprezzati anche in base alla loro genesi.
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda CARLO CERVINI il lun feb 01, 2010 2:36 pm

In questo senso il CEI è stato all'avanguardia; il Forum si pone all'avanguardia avendo abbandonato le quotazioni in favore delle altre informazioni...ma siamo ancora lontani da un catalogo che inserisca i francobolli in un preciso contesto storico e li aiuti ad essere apprezzati anche in base alla loro genesi.[/quote]

Caro Antonio, hai proprio ragione, a suo tempo il Dr. Ferrara ha fatto un'eccellente lavoro di ricerca per fornire le tirature ufficiali di tutti i francobolli emessi, anche delle ordinarie pluriristampate e dei servizi, dato fondamentale per una corretta valutazione commerciale, purtroppo ha fatto un errore incredibile con riferimento agli esemplari inceneriti delle tirature ancora in validità cessate il 15 Novembre 1954 del Territorio Libero di Trieste; i documenti ufficiali dell'AMG sono diventati pubblici dal 2005, dopo cinquant'anni di segretazione, e le tirature ufficiose ritrovate gli erano note.
Altri (il Sassone, il Carraro) si sono presi la briga di verificare e controllare e le quotazioni divergono in maniera assai incisiva, poi c'è il problema delle quotazioni dei linguellati, degli annulli detti "di favore" delle fdc e delle lettere in tariffa ecc....; rimane comunque il fatto che il catalogo CEI ed il Sassone completo danno una massa d'informazioni favolosa, che fa passare in secondo piano le quotazioni, gli altri somigliano ai listini di quelle ditte di cui sono pieni i convegni commerciali.
Cordiali saluti
Cervohold ciao ciao ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda Claudiob il lun feb 01, 2010 2:47 pm

AntonioNurra ha scritto:
Claudiob ha scritto:dai tuoi post sembra che usi il catalogo dal solo punto di vista delle quotazioni
...sembra solamente e concordo con
Claudiob ha scritto: è un uso sicuramente non scorretto ma parziale
non mi trovi totalmente daccordo con

Premesso che forse non ho capito la tua risposta :oops: mmm
Ma sei un commerciante :?: mmm
ciao
Claudio
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda AntonioNurra il lun feb 01, 2010 7:27 pm

Claudiob ha scritto:Premesso che forse non ho capito la tua risposta
Ma sei un commerciante
Si lo sono...ma perchè me lo chiedi? Non l'ho mai nascosto: perchè altrimenti avrei reso la mia firma un link verso Delcampe?!?
Se non hai capito la mia risposta forse ti sarà utile quanto scrive il buon Cervini:
CARLO CERVINI ha scritto:a suo tempo il Dr. Ferrara ha fatto un'eccellente lavoro di ricerca per fornire le tirature ufficiali di tutti i francobolli emessi, anche delle ordinarie pluriristampate e dei servizi, dato fondamentale per una corretta valutazione commerciale
...ed a questa verità mi sento di aggiungerne ancora altre. La filatelia non è solo riconoscimento del francobollo (stampa tipografica-stampa calcografica-stampa offset- filigrana a corona-filigrana a ruota -filigrana a stelle), non è solo valutazione del francobollo (linguellato-usato-nuovo-nuovo integro-su frammento-su lettera) e non è solo quotazione commerciale. La genesi di un francobollo riflette le condizioni storico-sociali del contesto in cui viene ideato. Prendi ad esempio la grafica della serie florale del 1901: ci racconta un'epoca! Ci racconta lo stile "liberty" che lentamente negli anni verrà abbandonato in favore di uno stile propagandistico e tipico del Regime e di tutta la sua retorica incentrata sulla commemorazione del passato storico italiano. La genesi stessa di ogni francobollo è già una storia nella storia; la serie della propaganda di guerra, ad esempio, aveva un chiaro messaggio sociale che , nel bene o nel male, parla della storia d'Italia. Nella storia cambiano le tecniche di produzione dei francobolli, cambia il gusto estetico della vignetta, cambiano i personaggi ed i metodi che concorrono alla creazione del francobollo,si aggiungono o si tolgono particolari...ma di tutto questo, che dovrebbe essere fondamentale per apprezzare in pieno la filatelia, i cataloghi non parlano e quando ne parlano sono talmente avari che di certo non aiutano il neofita.
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda Claudiob il mar feb 02, 2010 9:52 am

AntonioNurra ha scritto:
Claudiob ha scritto:Premesso che forse non ho capito la tua risposta
Ma sei un commerciante
Si lo sono...ma perchè me lo chiedi? Non l'ho mai nascosto: perchè altrimenti avrei reso la mia firma un link verso Delcampe?!?

Non ho detto che nascondi qualcosa, non sempre vado a vedere i link in firma

AntonioNurra ha scritto:La filatelia non è solo riconoscimento del francobollo [...], non è solo valutazione del francobollo [...] e non è solo quotazione commerciale. La genesi di un francobollo riflette le condizioni storico-sociali del contesto in cui viene ideato. [...] Nella storia cambiano le tecniche di produzione dei francobolli, cambia il gusto estetico della vignetta, cambiano i personaggi ed i metodi che concorrono alla creazione del francobollo,si aggiungono o si tolgono particolari...ma di tutto questo, che dovrebbe essere fondamentale per apprezzare in pieno la filatelia, i cataloghi non parlano e quando ne parlano sono talmente avari che di certo non aiutano il neofita.

Adesso sei più chiaro e non posso che concordare al 100%;
Ma leggendo il tuoi messaggi (il primo dell'argomento) e quello in risposta al messsaggio di ale70 sembra che i cataloghi siano fatti solo ed unicamente per quantificare economicamente una collezione.
Vorrei precisare che per "catalogo" non intendo solo i due o tre classici ma anche quelli specializzati; se concentriamo l'attenzione solo sui Sassone, Unificato e Bolaffi "base", tolte le valutazioni commerciali più o meno difformi, non avremmo molto di più
Solo il mio pensiero,
ciao
Claudio

P.S. Proprio ieri ho ricevuto un listino 2010 (di un noto Editore di FDC.....); ne ho parlato qualche post più su: se ci si sofferma alle sole quotazioni è un vero e proprio catalogo senza foto e con i prezzi rispondenti alla realtà
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda CARLO CERVINI il gio mar 04, 2010 4:28 pm

E' fuori di qualsiasi dubbio che i cataloghi sono una guida sicura per il collezionista, soprattutto se neofito o erede di una collezione creata da un'altra persona; non sono tutto però, persino i migliori hanno spesso dei buchi di notizie o indicazioni discordanti che possono creare molta confusione.
Due esempi eclatanti: ad una recente conferenza sui francobolli di Trieste, un collezionista tra il pubblico mi ha posto un quesito cui, li sul momento, non ho saputo cosa rispondere; voleva sapere perchè la colla arabica del Cavallino Pettine n. 26 è biancastra, lucida, tendente all'avorio chiaro, mentre quella del Cavallino Lineare n. 26/I è giallastra, lucida, tendente al marron.
Bella domanda, un particolare importantissimo per la valutazione, è evidente che una gomma ingiallita abbatte il valore del francobollo nuovo, situazione comune anche al cavallino della Repubblica, sui cataloghi non si dice niente, allora ho chiesto il parere di alcuni periti ed esperti e mi hanno spiegato che è tutto perfettamente normale ed integro, anzi nel caso della gomma giallognola si possono vedere sui bordi di foglio anche i segni del pennello con il quale era stata spalmata essendo stato il francobollo gommato dopo la stampa e ovviamente prima della dentellatura.
Nel caso del 100 lire pacchi n. 9/I pettine, alcuni cataloghi CEI, Carraro, lo inseriscono nella serie di 12 valori tutti dentellati 13, 1/4, mentre altri Sassone, Unificato lo indicano come varietà ed inseriscono il n. 9 lineare, dentellato 13, 1/4 per 14, è evidente che il prezzo della serie viene completamente stravolto, il secondo vale un sessantesimo del primo.
Queste sono informazioni importanti per i collezionisti, peccato che spesso i cataloghi le tralascino. senza_speranza
Cervohold ciao ciao ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ignotus il sab mar 06, 2010 12:12 am

Due esempi eclatanti: ad una recente conferenza sui francobolli di Trieste, un collezionista tra il pubblico mi ha posto un quesito cui, li sul momento, non ho saputo cosa rispondere; voleva sapere perchè la colla arabica del Cavallino Pettine n. 26 è biancastra, lucida, tendente all'avorio chiaro, mentre quella del Cavallino Lineare n. 26/I è giallastra, lucida, tendente al marron.


Disquisizione sul sesso degli angeli! Ci sono aspetti della filatelia ben più importanti del colore della colla! Basta che non ci sia ruggine e sia del "colore normale per l'emissione" tenuto conto della stagionatura del francobollo...io sarei per togliere la colla a tutti quanti i francobolli antichi e ci sarebbe tutto da guadagnare!

Il catalogo è uno strumento indispensabile come lo schioppo per il soldato o la vanga per l'orticoltore! Se non ce l'hai è come essere nudi in questa stagione nella piana di Marcesina (che io definisco la Siberia d'Italia) alle ore 23! Per la cronaca la temperatura media a questa stagione in questa bellissima località dell'Altipiano dei Sette Comuni è attorno a dieci gradi Celsius sotto zero!
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