Ma il catalogo è indispensabile?

Tutto ciò che riguarda la Filatelia e che non rientra in uno dei forum presenti. Qui si può discutere anche di filatelia e storia postale straniera, vietata naturalmente negli altri forum.

Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda Claudiob il mar gen 26, 2010 9:32 am

Antonio,
per sintetizzare il mio pensiero e riferendomi al titolo del post direi:
Il catalogo è indispensabile ? Si
E' indispensabile avere sempre un catalogo aggiornato ? Dipende
Aggiungo che rientrano nella seconda ipotesi anche i filatelisti che si interessano più all'aspetto storico-postale rispetto al ritorno ecomonico (adesso qualcuno mi lincia.... :mrgreen: :mrgreen: )
ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda AntonioNurra il mar gen 26, 2010 12:20 pm

gianluca74 ha scritto:E' tu trovami qualcosa di cui la Bolaffi non vendi caro
...e va be amico mio: hai ragione ma noi non dobbiamo giudicare. Probabilmente anche la Bolaffi ha le sue ragioni: è la più grossa ditta filatelica in Italia ed una delle più importanti nel mondo...qualche motivo ci sarà!
Claudiob ha scritto:(adesso qualcuno mi lincia....
...strano, ho come il sospetto che a molti di noi non dispiace affatto fare affermazioni per le quali potrebbero essere linciati... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda CARLO CERVINI il mar gen 26, 2010 2:27 pm

Che il catalogo sia indispensabile è evidente, ma non per le quotazioni dei francobolli e delle varietà che cambiano dall'uno all'altro se funziona come un listino prezzi o contiene anche le spese generali legate al servizio, alla filatelia ecc....
Tra l'altro in ogni convegno commerciale i prezzi dei cataloghi fungono solo da riferimento, infatti sono ampiamente scontati in rapporto alla qualità della merce, alle quantità, ai periodi ecc....
La vera funzione del catalogo è fornire al collezionista e all'operatore quella quantità indispensabile di informazioni e cultura filatelica che devono rendere coscenti anche i neofiti di quello che è oggetto del loro interesse.
Storia postale, tariffe, tirature, evetuali varietà, accadimenti che possono aver alterato il normale corso ed utilizzo dell'emissione, la scadenza della validità, gli usi tardivi od impropri, gli annullamenti, acquisito tutto ciò si stabilisce un valore venale che rimane comunque indicativo, infatti possono entrare in gioco altri fattori esterni ( richiesta abnorme, facilità di commercializzazione, fama, falsificazioni accertate, pubblicità, speculazione momentanea ) che possono incidere profondamente sul prezzo.
Quante serie con tirature minime sono state ignorate e sottoquotate per decenni rispetto ad esemplari che vanno per la maggiore con tirature di base assai rilevanti..... è sempre stato così..........credo che non sarà mai facile collegare un prezzo, pur indicativo, all'effettiva rarità di un francobollo, quante volte a fronte di un prezzo di vendita volutamente basso, non c'è il materiale vendibile, ma solo la volontà di acquistare e fare incetta a prezzi ancora più bassi ! Quante volte note ditte editrici hanno inserito in catalogo, quindi in collezione minifogli, foglietti, da 5, da 10, da 12 pezzi, che erano normali fogli a solo scopo speculativo ?
Il discorso sarebbe lungo e probabilmente non ci porterebbe da nessuna parte; tornando ai cataloghi, vanno privilegiati solo quelli che danno informazioni chiare e corrette, le quotazioni sono un optional.
Cervohold ciao ciao ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda Claudiob il mar gen 26, 2010 2:57 pm

Aggiungo (andando un pochino OT) che in casi particolari il catalogo è necessario ma non sufficiente; per riconoscere varietà che riguardano la carta (spessa o vergata) o la gomma (vedi le tirature DLR o Torino) sono necessari anche esemplari di francobolli per confronti diretti,
Tanto per fare un esempio: le due tirature dell'educazione stradale del '57 ho imparato a riconoscerle solo con i due esemplari sott'occhio sebbene i cataloghi ne diano una definizione molto chiara.
ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ignotus il mar gen 26, 2010 3:52 pm

e' si, hai ragione dimenticavo anche un buon "classificatore" , pero' di buona marca , in quanto in commercio ci sono pure schifezze di ogni genere........


Errore! alla Lidl vendono periodicamente classificatori di ottima qualità con 32 pagine pari a 64 facciate a 12,50 euro, identici a quelli che la Filagenzia offre alla pagina 32 del suo listino allegato al numero di gennaio di Cronaca Filatelica! Copertina simil coccodrillo e angoli rinforzati con lamina di ottone... De Rosa ne vende un pezzo a 12 euro, tre a 33 e sei a sessanta ma... aggiungici le spese di spedizione di 9,10 euro e se acquisti in quantità hai guadagno se no...vai alla più vicina filiale del Lidl!

Riguardo ai cataloghi dico quello che ho sempre detto: sono indispensabili! Se poi uno ha pochi soldini...sono affari suoi e peccato che magari preferisca una mangiata di pizza per due con bibite e caffè ad un catalogo.... Andare alla guerra disarmato non è il massimo!
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda gianluca74 il mar gen 26, 2010 4:05 pm

ignotus ha scritto:
e' si, hai ragione dimenticavo anche un buon "classificatore" , pero' di buona marca , in quanto in commercio ci sono pure schifezze di ogni genere........


Errore! alla Lidl vendono periodicamente classificatori di ottima qualità con 32 pagine pari a 64 facciate a 12,50 euro, identici a quelli che la Filagenzia offre alla pagina 32 del suo listino allegato al numero di gennaio di Cronaca Filatelica! Copertina simil coccodrillo e angoli rinforzati con lamina di ottone... De Rosa ne vende un pezzo a 12 euro, tre a 33 e sei a sessanta ma... aggiungici le spese di spedizione di 9,10 euro e se acquisti in quantità hai guadagno se no...vai alla più vicina filiale del Lidl!

Riguardo ai cataloghi dico quello che ho sempre detto: sono indispensabili! Se poi uno ha pochi soldini...sono affari suoi e peccato che magari preferisca una mangiata di pizza per due con bibite e caffè ad un catalogo.... Andare alla guerra disarmato non è il massimo!


Per favore quanto metti quote , clicca bene , in modo che si vede il nome della persona a cui ti riferisci, poi non tutti hanno la Lidl vicino come dici tu......il listino della Filangenzia lo si trova pure in rete , quindi non si ha tutto sto bisogno di Cronaca Filatelica.....pazienza chi vuole si accomodi pure con o senza soldi ed acquisti quello che gli pare, io sinceramente preferisco lasciare tutte ste serate di pizze e chissa' che altro e comprarmi quando posso classificatori o album che valgono quello che metti dentro (poi ogniuno fa' come vuole).
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda gianluca74 il mar gen 26, 2010 4:09 pm

AntonioNurra ha scritto:
gianluca74 ha scritto:E' tu trovami qualcosa di cui la Bolaffi non vendi caro
...e va be amico mio: hai ragione ma noi non dobbiamo giudicare. Probabilmente anche la Bolaffi ha le sue ragioni: è la più grossa ditta filatelica in Italia ed una delle più importanti nel mondo...qualche motivo ci sarà!


Ma quale giudicare.......che e' adesso andiamo all'inquisizione? sgrunt
Io sto' dicendo le cose come sono attualmente e non credo che si possa dire piu' di tanto il contrario come vuoi far sembrare tu adesso.....ogniuno e' gia' lo detto fa' come vuole poi alla fine, si faccia avanti e si vada a comprare le cose al doppio da Bolaffi , quando poi si trova lo stesso a buon prezzo e qualita' chiaramente :!:

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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ignotus il mar gen 26, 2010 5:16 pm

e comprarmi quando posso classificatori o album che valgono quello che metti dentro (poi ogniuno fa' come vuole).


Chi più spende meno spende ...non si deve risparmiare sulla pelle dei francobolli e poi una serie di francobolli anche di qualità così e così in un bel contenitore fa una figura migliore rispetto alla stessa collocata in un contenitore "di mezza vigogna".

E' come una donna un poco racchia: con un bel vestito firmato e biancheria intima di qualità XXXX extra fa magari un'ottima figura, dentro vestiti scavati da un cassonetto della Charitas fa molta, molta meno figura!

Mettere il nome di quello di cui si cita il testo? No, solo per invogliare la gente a cercarsi il post originario!
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda gianluca74 il mar gen 26, 2010 5:33 pm

ignotus ha scritto:E' come una donna un poco racchia: con un bel vestito firmato e biancheria intima di qualità XXXX extra fa magari un'ottima figura, dentro vestiti scavati da un cassonetto della Charitas fa molta, molta meno figura!


Anche in filatelia: "ad ogniuno la sua racchia della Charitas".....buona collezione :!:
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda AntonioNurra il mar gen 26, 2010 7:07 pm

gianluca74 ha scritto:Ma quale giudicare.......che e' adesso andiamo all'inquisizione? sgrunt Io sto' dicendo le cose come sono attualmente e non credo che si possa dire piu' di tanto il contrario come vuoi far sembrare tu adesso.....ogniuno e' gia' lo detto fa' come vuole poi alla fine, si faccia avanti e si vada a comprare le cose al doppio da Bolaffi , quando poi si trova lo stesso a buon prezzo e qualita' chiaramente :!: ciao ciao


...credo che tu abbia travisato un attimino le mie parole...provo ad esprimermi in un modo diverso: la Bolaffi è troppo cara? E va beh: che ti frega! Vai avanti per la tua strada e lascia che loro percorrano la loro senza per questo crucciarti l'animo. Io non voglio far sembrare proprio nulla: cataloghi 2010 alla mano i prezzi Bolaffi in alcuni casi sono inferiori al Sassone. Lo stesso catalogo Bolaffi Flash è il meno costoso di tutti i cataloghi nazionali, ma è anche il meno ricco di notizie. Diverso è il discorso per gli album: i Bolaffi sono di gran lunga i più costosi sul mercato italiano ma non posso non riconoscere una certa qualità. Credimi: il mio intervento era ed è del tutto spassionato e tranquillo. Penso che possiamo parlare di queste cose mantenendo quel minimo di freddezza necessaria a fare una analisi di prezzi e senza fare il tifo per nessuno...o no? :mrgreen:
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda gianluca74 il mar gen 26, 2010 10:07 pm

AntonioNurra ha scritto: Penso che possiamo parlare di queste cose mantenendo quel minimo di freddezza necessaria a fare una analisi di prezzi e senza fare il tifo per nessuno...o no? :mrgreen:


Ok , accetto......vedro' un po' per chi tifare, catalogo alla mano :!: :mrgreen: :mrgreen:

ciao ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda ignotus il mar gen 26, 2010 10:16 pm

i Bolaffi sono di gran lunga i più costosi sul mercato italiano ma non posso non riconoscere una certa qualità.


Caro Antonio (in ungherese Antonio è tradotto con Antal! Te lo dico solo perchè forse lo ignori e senza cattiveria!)

La ditta Bolaffi una volta spopolava da nord a sud ...ora non più...è come una macelleria che si accontenta di vendere filetto, sottofiletto e fesa e gli altri pezzi anche se buoni sono da dare al gatto o al cane...io vado a Verona se non due volte almeno una all'anno e all'ingresso di Veronafil mi ritrovo lo stand a tre piazze della ditta in questione con un plotone di dipendenti che alloggiano a Verona in un caravanseraglio ad almeno 50 euro a cuoio capelluto per la mezza pensione e per almeno quattro giorni. In pratica 200 palanche a testa solo di spese vive di alloggio più la paga e la trasferta! Se poi pretende certi prezzi la spiegazione logica è questa! Da qualche parte deve trovare i soldini e allora inventa tanti escamotages per tirar fuori i soldini dalle tasche dei filatelisti che credono a Babbo Natale!
Bona notte
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda AntonioNurra il mer gen 27, 2010 12:25 pm

ignotus ha scritto:Caro Antonio (in ungherese Antonio è tradotto con Antal! Te lo dico solo perchè forse lo ignori e senza cattiveria!)
Caro ignotus, ti ringrazio per la traduzione ma potrei avere una spiegazione: per quale caspita di motivo avrei dovuto pensare che potesse esserci sotto una cattiveria? Sarò ingenuo ma proprio non ci arrivo.

ignotus ha scritto:La ditta Bolaffi una volta spopolava da nord a sud
lo so: credimi non c'è persona al mondo che potrebbe saperlo meglio di me.
ignotus ha scritto: Se poi pretende certi prezzi la spiegazione logica è questa! Da qualche parte deve trovare i soldini e allora inventa tanti escamotages per tirar fuori i soldini dalle tasche dei filatelisti che credono a Babbo Natale!
...ebbene?!? Così come la FIAT da qualche parte deve trovare tanti soldini ed inventa escamotages...la Pozzi Ginori da qualche parte deve trovare tanti soldini ed inventa escamotages...la Grundig da qualche parte deve trovare tanti soldini ed inventa escamotages...e via di seguito dal primo all'ultimo dei commercianti e degli imprenditori: persino Ciccillo, un tizio che vende i ricci di mare aperti vicino a casa mia, ti fa credere che i suoi sono più buoni perchè lui insieme ti dà anche il limone ed una fetta di pane...e tutti in fila a comprarli da lui...anche chi potrebbe benissimo pescarseli da solo: si chiama economia di libero mercato. Per quanto questa nostra economia sia imperfetta, corrotta, densa di trappole, equivoci ed intoppi ha un pregio a cui proprio non rinuncerei mai: la libertà di scegliere se pescare i ricci da solo o prenderli da Ciccillo. Pertanto per quale motivo devo avvelenarmi l'animo a parlar male di Ciccillo o insinuare il dubbio che i ricci di Ciccillo siano meno buoni degli altri? Quando ho tempo e voglia me li pesco da solo...quando ho soldi e poco tempo mi piace farmi imbrogliare da Ciccillo. La cosa più importante è la mia libera consapevolezza: non Ciccillo!
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda CARLO CERVINI il mer gen 27, 2010 1:23 pm

Caro Antonio,
sono nato come collezionista nell'ormai lontano 1967 con il catalogo Bolaffi, mio primo acquisto, Nicodem a Verona aveva il Gloria e gli altri operatori, Prestianni Longini, Matarazzo ecc... il Sassone completo di piccolo formato in bianco e nero, dopo due o tre anni ho lasciato il Bolaffi senza rimpianti quando ho capito che le valutazioni erano totalmente slegate dai prezzi reali dei Convegni e degli operatori più qualificati.
La Bolaffi è libera di fare le politiche commerciali che ritiene migliori, anche quelle non condivise, in un periodo come l'attuale, con le inserzioni e le sue offerte sui giornali quotidiani, è determinante ad attirare l'attenzione della gente angustiata da ben altri problemi.
Oggi il dramma è che riviste come Cronaca Filatelica, il Collezionista non vengono più lette dal pubblico, solo dagli addetti ai lavori che disquisiscono spesso su questioni di lana caprina, così anche le riviste specialistiche inviate ai soci e i bollettini dei convegni più importanti.
C'è un vuoto enorme di cultura filatelica, senza la quale un catalogo anche ben fatto rimane un semplice listino prezzi.
Nel nuovo secolo sono determinanti i Siti ed i forum come questo, bisogna pubblicizzarli al massimo e favorire in tutti i modi la discussione e le domande dei neofiti.
Cordiali saluti
Cervohold ciao ciao ciao
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Re: Ma il catalogo è indispensabile?

Messaggioda AntonioNurra il mer gen 27, 2010 1:41 pm

CARLO CERVINI ha scritto:Oggi il dramma è che riviste come Cronaca Filatelica, il Collezionista non vengono più lette dal pubblico, solo dagli addetti ai lavori che disquisiscono spesso su questioni di lana caprina, così anche le riviste specialistiche inviate ai soci e i bollettini dei convegni più importanti.
C'è un vuoto enorme di cultura filatelica, senza la quale un catalogo anche ben fatto rimane un semplice listino prezzi.
Nel nuovo secolo sono determinanti i Siti ed i forum come questo, bisogna pubblicizzarli al massimo e favorire in tutti i modi la discussione e le domande dei neofiti.
...non posso che concordare totalmente e senza possibilità di replica! C'è un vuoto enorme di cultura filatelica! Mi sono fatto l'opinione che questo vuoto siano stati i filatelisti ed i filatelici stessi a crearlo: quando? Continuamente! Nè vogliamo parlare?
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