Preg. mo tonyno13,
il problema delle lettere viaggiate o non viaggiate non è di facile soluzione, perchè solo fino agli anni 1920 tutte le lettere spedite venivano bollate sul retro con un annullo di transito o d'arrivo presso l'ufficio postale da cui partiva poi la distribuzione finale.
Successivamente solo le lettere ufficiali degli Enti (spesso tassa a carico del destinatario), le raccomandate, gli espressi, le assicurate, la posta aerea per l'estero, i pacchi furono bollati con valore di notifica, per le lettere per l'interno, dentro o fuori il distretto postale, lettere commerciali il bollo d'arrivo divenne molto occasionale o apposto su richiesta del ricevente.
Con la Repubblica restarono bollate solo le Racc. e le assicurate, tanto è vero che per le FDC viaggiate e raccomandate, spesso era l'operatore o la filatelia che le aveva ricevute in pacco non viaggiate dalla ditta fornitrice (Venetia, Filagrano, Ala, Rodia, Capitolium, Roma) ad andare alla posta per farle obliterare in arrivo, in altri casi, Club filatelici, Dopolavoro grandi Enti o società, C.R.A.L. aziendali si preferiva per testimoniare l'avvenuta consegna, essendo l'annullo una evidente forzatura, protocollarle con data e numero ufficiale.
L'annullo manuale pertanto comunque apposto non da mai, in assenza di quello d'arrivo, l'assoluta certezza del viaggiato vero, quelli meccanici con le onde e a targhetta invece al 99,9% sono sempre viaggiati realmente.............comunque una busta completa con indirizzo e mittente spedita in tariffa da X a Y senza bollo d'arrivo di norma si ritiene regolarmente viaggiata e quindi ha pieno valore filatelico, gli eventuali annulli di transito, d'arrivo, le etichette racc. o espresso, i numerini dei sacchetti postali, i timbri delle censure o le loro fascette adesive, sono un di più che valorizza ulteriormente il documento postale rispetto al suo valore base di lettera comunque viaggiata.
Cordiali saluti
Cervohold
