Mi arriva un messaggio privato di un signore (che ovviamente non nomino) il quale mi propone lo scambio di francobolli della repubblica usati. Fin qui nulla di male se non fosse che conosco bene la mentalità del 90% degli "scambisti" che propongono paccotiglia contro francobolli buoni. Per fare un esempio una buona repubblica Romana in cambio di qualche centinaio di francobolli superinflazionati degli anni '70 come è capitato a me. Gli rispondo che ho appena comprato una raccolta pressochè completa dal 1945 al 1985 dove mancano solo i ginnici e i pacchi postali usati doppi e sono disposto a scambiare i doppioni solo in cambio di "denaro frusciante": in fondo anche questo è uno scambio! Mi viene risposto dallo "scambista" che lui "fruscia" solo francobolli e non soldi! A questo punto mi chiedo se non sarebbe opportuno che esistesse un "codice deontologico" di chi scambia e precisamente: parità di valore di catalogo di quanto scambiato ma col correttivo della qualità e cioè francobollo buono contro francobollo buono. Per capirci, a titolo di esempio, lo scambio tra una repubblica Romana usata contro una serie ERP più una serie Risorgimento completa di tutti e 13 i valori e non contro per esempio tutte le annate a partire dal 1960 fino al 1980.
Io mi sono posto questa domanda soprattutto quando ho mandato ad un "esimio forumista" alcune serie di colonie in qualità suprema e mi sono visto inviare in cambio un solo francobollo di qualità suprema ma di valore superiore a quanto mandato da me! Ovviamente ho spedito altro materiale ottimo per non sentirmi in debito!
Gradirei conoscer l'opinione degli amici del forum al riguardo!







