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Quotazione di una raccomandata!

La serie ordinaria degli Alti Valori

Quotazione di una raccomandata!

Messaggioda teo » gio mar 02, 2006 2:47 pm

Cari amici del forum,
vi presento una raccomandata acquistata da poco tempo, di tratta di una busta con tragitto Balestrate-Palermo del 30/8/02 con un'affrancatura di Alto Valore di 2,58 euro emissione 2 gennaio 02 ed una Donna dell'Arte da 0,41 euro;
Domandaa:
Avendola acquistata per una certa cifra, vorrei capire come funziona il meccanismo di valutazione: l'Alto Valore nuovo è valutato 6,50 euro, usato o,40, lo stesso francobollo in busta ed in tariffa come viene quotato?
quanto un usato? il doppio? il triplo? ecc. ecc. vi è una valutazione di mercato, oppure chi vende queste buste può chiedere cifre che non stanno in cielo ne in terra? insomma la stessa busta per cbi non è interessato alla filatelia non vale nulla, ma per il collezionista come ci si deve regolare? Io l'ho acquistata pe 2 euro, secondo voi è un prezzo equo, oppure si butta via il proprio denaro in quanto non vale la somma pagata? Voi quanto la paghereste, tenendo conto che nessuno regala nulla e tutti oramia si spacciano per venditori?
Attendo vostre opinioni in proposito.
:) ciao
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Messaggioda fdecarlo » gio mar 02, 2006 3:41 pm

Caro Teo,
spero davvero tu non l'abbia pagata molto questa busta!!! :roll:
Ci sono infatti una serie di osservazioni da fare:
1) la quotazione che fornisce il catalogo per le recenti emissioni (compreso questo Alto Valore del 2002) sono sempre poco aderenti alla realtà. Difficilmente pagherei 6 euro il 2,58 euro su busta!!!
2) la quotazione sarebbe certamente vicina ai 6 euro laddove fossimo in presenza di un uso SINGOLO di quel francobollo. Qui non è cosi!
3) la somma dei due francobolli 2,58+0,41 fa 2,99 euro che non credo corrisponda ad alcuna tariffa esatta (non ho con me i tariffari dell'epoca, ma non ricordo una cifra simile per una raccomandata I porto)

In definitiva non avrei offerto più di 3 euro per il tutto. E francamente non per la busta in se o per l'affrancatura (vedi i 3 punti depenalizzanti di cui sopra) ma SOLO per la presenza di uno STRANO e nel contempo MOLTO INTERESSANTE annullo muto "POSTE ITALIANE / 30.8.02". Questo si che è davvero interessante e degno di essere pagato ALMENO 3 euro (ma forse anche MOLTO DI PIU' per gli specialisti di "annulli muti").

Ritengo sia stato apposto in arrivo in qualche ufficio di Palermo, evidentemente privo in quei giori del normale datario nominale.

Solo per questo motivo mi terrrei ben stretta questa raccomandata!!!

ciao ciao
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Messaggioda Nick » gio mar 02, 2006 7:38 pm

Purtroppo devo subito "sgonfiare" le aspettative create da Francesco a proposito dell'annullo recante unicamente la dicitura "POSTE ITALIANE".

Come ho avuto modo di spiegare in precedenza (proprio per un altro quesito di Teo), non si tratta di un annullo "muto" come siamo soliti conoscerlo (ossia un annullo di emergenza fornito ad uffici postali che per qualsiasi motivo ne siano momontaneamente sprovvisti), tanto più che non mi risulta tale tipo di bollo sia neppure più in dotazione alle Filiali.

Si tratta semplicemente dei bolli in dotazione alle ditte private che, su incarico di Poste Italiane, effettuano il recapito di corrispondenza registrata (raccomandate e assicurate).
Nelle grandi città, difatti, i portalettere di Poste Italiane consegnano solo la corrispondenza non "a firma", mentre quella registrata è affidata a grandi aziende "a contratto" (per esempio la "Romana Recapiti" a Roma e la "TNT" a Bologna) che la lavorano e ne curano la consegna a domicilio, assicurando il servizio universale.
Sulle raccomandate in consegna, come previsto dalla normativa, deve essere apposto il bollo a data dell'ufficio di recapito; tali agenzie, tuttavia, non sono propriamente degli uffici postali, dunque si è pensato di risolvere la cosa fornendo "a tappeto" tali bolli recanti una dicitura generica (anche se, a mio parere, sono in contrasto con la normativa, in quanto il bollo a data deve necessariamente indicare anche una località).
Nelle grandi città, dunque, è assolutamente normale trovare tale bollo apposto in arrivo sulle raccomandate.

Una precisazione: la lettera è perfettamente in tariffa! Si tratta di un primo porto con avviso di ricevimento (eh eh, Francesco, l'AR te lo scordi sempre :) ).

In conclusione, devo purtroppo dire che si tratta di una busta normalissima, anzi, a dir la verità, nel complesso non è affatto bella (francobolli appiccicati dove capita, etichetta di raccomandazione relegata in posizione improbabile). Se proprio dovessi darle una collocazione "commerciale", la inserirei tra i pezzi da 50 centesimi.

Nick

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Messaggioda fdecarlo » ven mar 03, 2006 2:01 pm

Complimenti, Nick! Mi rimetto alla tua grande competenza in materia prettamente "postale". :oops: :oops:
Confesso di non aver mai visto annulli di quel tipo (se non i "muti" di cui si parlava).
Benissimo pure la spiegazione della tariffa: infatti è normale, già da precchi anni (Nick mi saprà dare una mano dal punto di vista "cronologico") che la tassa relativa all'Avviso di Ricevimento, possa (debba!?) essere assolta direttamente sul plico, sommandosi all'affrancatura di base.

A questo punto, sfatato il mito dell'annullo "muto" su questa busta, non c'è davvero niente a renderla "interessante"... potendosi valere la quotazione citata da Nick.

Ancora complimenti a Nick e naturalmente un'affettuosa PACCA SULLA SPALLA a Teo per la sua grandissima "curiosità" che spesso (bisogna dirlo) ci porta su sentieri (leggi, argomenti) davvero inusuali ed inediti per Philweb.

ciao ciao
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